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Salute e Benessere

Sale, cloro e batteri, quando si fa il bagno in mare o in piscina si rischia questo problema

Pubblicato da
Andrea Cerasi

Tempo di vacanze, di sole e di mare, ma quando facciamo il bagno al mare oppure in piscina dobbiamo stare attenti, cloro, sale e batteri possono provocare questo problema.

Ragazza al mare (Pexels)

Tempo di vacanze, di sole e di mare, ma quando facciamo il bagno al mare oppure in piscina dobbiamo stare attenti, cloro, sale e batteri possono provocare questo problema. Malattie, patologie e infezioni possono farci vivere brutti periodi, perciò, se non vogliamo incorrere in particolari situazioni che potrebbero rovinarci le vacanze, meglio prendere precauzioni. Eh sì, perché anche l’acqua di mare o di piscina possono causare fastidiose infezioni.

Una su tutte? L’otite. Un’infiammazione acuta o cronica dell’orecchio che comporta forte dolore, prurito, sensazione di pressione, gonfiore, tutto localizzato all’interno dell’orecchio. Inoltre, a causa di questa infiammazione e di tutte le conseguenze che comporta, risulta anche un abbassamento di udito ed espulsione di pus. Come fare per prevenire l’otite quando siamo in vacanza?

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Prevenire e curare l’otite quando si è al mare o in piscina

Bambine in piscina (Pexels)

L’otite colpisce soprattutto i più piccoli, ed è l’infiammazione più frequente durante il periodo estivo. Accade per il prolungato contatto con l’acqua, specie se questa è ricca di sale o di cloro o contaminata da batteri. In realtà, la principale causa di otite non è l’acqua, ma sono appunto sostanze che irritano l’apparato uditivo, scatenando l’infezione.

Prevenire un’eventuale infiammazione alle orecchie è possibile, quando si esce dal mare o dalla piscina, la prima cosa da fare è cercare di far uscire tutta l’acqua dalle orecchie. Poi bisogna far asciugarle bene al sole. Da evitare assolutamente i cotton fioc, il loro uso, in questo caso, è bandito. Ai bambini più piccoli è consigliato mettere i tappi auricolari.

I vari tipi di otite, specie in estate

Relax a bordo piscina (Pexels)

Nel caso in cui dovesse sorgere il problema, naturalmente, il controllo dal proprio medico è obbligatorio. Se l’infiammazione è di media entità, si ricorre ai comuni antinfiammatori in gocce. Nel giro di un paio di settimane al massimo, la situazione dovrebbe tornare nella norma. L’otite si distingue in tre tipologie:

  • Otite media
  • Otite esterna
  • Otite interna

Quando insorge l’otite a causa dell’acqua, se non deriva dal cloro o dal sale, i medici parlano di “otite del nuotatore”, che solitamente è di tipo esterno e riguarda il canale uditivo. L’infiammazione avviene a causa di batteri e funghi patogeni presenti anche nei mari più limpidi. Si tratta di microbi che entrano nell’orecchio e lì vi stagnano, generando l’infezione.

Spesso, questo tipo di otite è accompagnato da forte prurito, oltre che dolore, e da stati febbrili. Spesso, i bambini piccoli, di pochi anni di età, ne sono particolarmente soggetti, per questo motivo è sempre bene non farli immergere con la testa in acqua, procurando loro braccioli e ciambelle galleggianti.

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Come evitare di incappare in tale problema? Evitando di fare bagni prolungati, ma facendo pause tra un tuffo e l’altro. Asciugare bene le orecchie dopo il bagno, nuotare in zone meno frequentate, che sono più ricche di batteri e di germi. In questo modo, potremo goderci una bella vacanza, senza alcun intoppo.

Andrea Cerasi

Romano, laureato in Lettere all'Università La Sapienza di Roma, è autore di romanzi e saggi. Appassionato di ambiente e di sostenibilità, amante della natura e degli animali.

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Andrea Cerasi