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Gravidanza

Come preparare la valigia per il parto in primavera: cosa mettere perché tutto fili liscio

Pubblicato da
Aurora De Santis

Preparare la valigia per il parto in primavera può confondere: fa caldo o freddo? Cosa devo portare? Quali documenti? Scopriamolo insieme!

Preparare la valigia per il parto quando sei in primavera non è facile come sembra. Fuori magari c’è il sole, ma la mattina fa ancora freddo. In ospedale il riscaldamento è acceso, poi esci e senti l’aria frizzante.

Come preparare la valigia per il parto in primavera: cosa mettere perché tutto fili liscio – Inran.it

E tu sei lì che pensi: “Metto la ciniglia? Il cotone? E se sbaglio tutto?” Respira. Non serve portarsi mezzo armadio. Serve solo fare scelte intelligenti.

Valigia per il parto in primavera: i consigli che ti aiuteranno tantissimo

L’ideale è averla pronta intorno alla 36ª settimana. Ma non perché “lo dicono tutti”. Perché arrivare agli ultimi giorni con tutto sistemato ti cambia l’umore. Ti senti pronta. E quando ti senti pronta, anche l’attesa è più dolce.

Valigia per il parto in primavera: i consigli che ti aiuteranno tantissimo – Inran.it

Io dico sempre: inizia dal settimo mese a raccogliere le cose con calma. Un giorno sistemi i documenti. Un altro lavi le tutine. Senza ansia, un passo alla volta.

Prima di tutto: i documenti

Sembra noioso, ma è la parte più importante. Metti in una tasca dedicata la cartella della gravidanza con esami ed ecografie, la tessera sanitaria, il documento d’identità, il gruppo sanguigno e il referto del tampone per lo streptococco. Se hai scritto un piano del parto, portalo. Nel momento in cui partono le contrazioni non avrai voglia di cercare fogli sparsi sulla scrivania.

Come vestire un neonato in primavera

Qui entra in gioco il famoso “a cipolla”. I neonati non regolano bene la temperatura, quindi meglio strati leggeri piuttosto che un unico capo troppo pesante.

Se partorisci tra marzo e aprile, quando l’aria è ancora fresca, punta su tutine in ciniglia o caldo cotone, con body in cotone sotto. I piedini si raffreddano facilmente, quindi calzini sempre. Il cappellino in cotone è fondamentale nelle prime ore.

Se invece il tuo bimbo nasce tra maggio e giugno, puoi alleggerire. Il cotone jersey è perfetto: morbido, elastico, traspirante. Body a manica corta e una copertina leggera da usare solo se serve. In ospedale spesso fa caldo, quindi meglio poter togliere uno strato piuttosto che vedere il piccolo sudato.

Organizza i cambi in sacchetti numerati: primo giorno, secondo giorno, terzo giorno. È un trucco semplice ma ti evita confusione.

La valigia della mamma

Qui non devi dimostrare niente a nessuno. La parola chiave è comodità. Camicie da notte in cotone con apertura sul davanti, perché l’allattamento (se lo scegli) deve essere semplice. Una vestaglia leggera per muoverti nel reparto. Reggiseni morbidi, senza ferretto. Pantofole chiuse per la stanza e ciabatte per la doccia.

Per l’igiene, non dimenticare mutande a rete monouso, assorbenti post parto, detergente intimo delicato, spazzolino, crema viso e burrocacao. L’aria dell’ospedale è secca e anche prendersi cura della pelle ti fa sentire un po’ più “a casa”.

Prepara uno zainetto per il partner. Qualcosa da mangiare, acqua, un cambio maglietta. Il travaglio può essere lungo e nessuno pensa alla fame finché non arriva all’improvviso.

Il ritorno a casa

L’ovetto va montato prima, con calma. Non il giorno delle dimissioni. E per il primo rientro scegli un outfit comodo, sia per te che per il piccolo. La pancia non sparisce subito e va bene così.

La verità è che puoi preparare la valigia perfetta, ma quando arriverà quel momento penserai solo a una cosa: il tuo bambino.

Aurora De Santis

Classe 1990, mi dedico agli studi classici per poi specializzarmi in grafologia. Collaboro da diversi anni con testate giornalistiche e siti web. La scrittura è un mondo che ha un fascino speciale per me. Infatti, unisco la passione per la scrittura al mondo della grafologia. Sono grafologa, grafologa forense, educatrice del gesto grafico e grafologa dell’età evolutiva.

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Aurora De Santis