Un figlio cambia tutto, figuriamoci due. Quando sta per arrivare un fratellino, è importante non fare errori con l’altro figlio maggiore.
Te lo dico come se stessimo parlando sul divano. La notizia di un fratellino non è “solo una bella novità”. Per il primogenito è uno scossone vero. Il suo mondo, fino a quel momento, aveva un centro preciso: lui.
Per questo è importante agire con estrema delicatezza e cura. Vediamo gli errori da evitare e i consigli utili per affrontare l’argomento.
L’errore più grande che puoi fare in questa fase delicata è dirlo di fretta. Tra una telefonata e la cena pronta. Oppure farlo dire a uno solo dei genitori. È una notizia che va data insieme, seduti, con calma. In un momento tranquillo, quando la gravidanza è ormai avviata e sicura.
Niente nonni, niente distrazioni, niente televisione accesa. Solo voi e lui. Deve sentire che quel momento è per lui. Un contatto fisico aiuta: una mano stretta, un abbraccio, uno sguardo che rassicura.
Con i bambini piccoli basta qualcosa di semplice: “Nella pancia della mamma sta crescendo un bimbo che verrà a vivere con noi”. Con i più grandi si può parlare di fratellino o sorellina, spiegando che sarà piccolo, che avrà bisogno di cure… proprio come è successo a lui.
Se ha tre, quattro, cinque anni, i libri illustrati aiutano tantissimo. Rendono concreto qualcosa che altrimenti è un po’ misterioso. Perché sì, l’idea che nella pancia cresca “qualcosa” può anche fare paura.
Qui arriviamo al punto delicato. Mai trasformare il primogenito nel “grande responsabile”. Frasi come: “Adesso sei il grande”, “Devi dare l’esempio”, “Sei tu quello maturo”… sembrano innocue, ma pesano. Tantissimo.
Un bambino non deve diventare mezzo adulto perché arriva un fratellino. Non è un vice-genitore. Non deve essere perfetto.
Meglio coinvolgerlo in piccole cose concrete, senza caricarlo di ruoli: scegliere insieme una tutina, proporre un nome, preparare un angolino della casa. Così si sente parte della novità, non schiacciato da essa.
Evita anche di dire “che bella sorpresa!”. Per te lo è, ma per lui potrebbe non esserlo e va bene così.
Le reazioni possono essere le più diverse:
Non esiste una reazione giusta. Esistono emozioni da accogliere.
Il rientro a casa è un altro momento chiave. Saluta prima il primogenito. Sempre. Prima di prendere in braccio il neonato davanti a tutti.
Un piccolo gesto simbolico aiuta molto: un regalino “portato” dal fratellino. Sembra una sciocchezza, ma per un bambino è un messaggio chiaro: non ti è stato tolto nulla.
Nei primi giorni prova a difendere due cose: il tempo esclusivo con lui (anche solo dieci minuti al giorno) e le sue routine. Se chiede più coccole, se torna a fare cose “da piccolo”, non è un problema da correggere. È un modo per dire: “Ci sono ancora anch’io?”.
Anche le visite vanno gestite con intelligenza. Meglio poche, scaglionate, mai invadenti. Chi entra in casa dovrebbe salutare prima il fratello maggiore, non precipitarsi solo sulla carrozzina.
Evita confronti, foto forzate, frasi tipo “Guarda com’è bravo il fratellino”. Il coinvolgimento si propone, non si impone.
Il punto non è evitare la gelosia a tutti i costi. È far capire che l’amore non si divide, mai allarga e che il suo posto resta intatto.