Arterie Coronarie: le vie della vita

Le arterie Coronarie sono dei vasi sanguigni che nascono dall’aorta e si diramano nella superficie esterna del cuore portando sangue ed ossigeno al miocardio.

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Nel cuore ci sono due arterie coronarie, quella di destra e quella di sinistra, ed entrambe si originano dall’aorta ascendente, situate poco sopra la valvola aortica percorrendo tutta la superficie del cuore.

L’arteria posta a destra del nostro cuore si forma dal seno aortico, anch’esso a destra, mentre quella di sinistra dal seno aortico di sinistra.
L’arteria sinistra si suddivide in due grandi rami, quello anteriore e quello ventricolare, mentre quella di destra non si suddivide durante il suo percorso.
L’anatomia delle coronarie varia in base ai soggetti e non si presenta sempre uguale in tutte le persone.

Le arterie che percorrono nella superficie esterna vengono chiamate anche con il nome di Coronarie Epicardiche, ed i rami vascolari che si trovano in profondità sono chiamate Arterie Coronarie Endocadiche.

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Aterosclerosi

L’aterosclerosi si manifesta quando internamente ad una coronaria si forma un accumulo, anche detto placca, che comporta un restringimento che impedisce il normale flusso del sangue al cuore.

I principali fattori che determinano questo problema sono: ipertensione arteriosa, tabagismo, diabete mellito, ipercolesterolemia, scarsa attività fisica e sovrappeso, che a lungo andare nel tempo possono far aumentare il rischio della formazione di placche aterosclerotiche nelle coronarie.

Questa malattia ha inizio con un deposito di grasso, che nella maggiore parte dei casi è caratterizzato principalmente da cellule lipidiche, che diventano poi placche di fibra lipidica che tende ad ostruire le arterie.

La placca può fratturarsi e dare origine al cumulo di piastrine con deposito di fibrina, determinando in questa maniera un ulteriore restringimento della coronaria fino all’occlusione totale del vaso sanguigno.

In questo caso l’aterosclerosi risulta essere fra la parete arteriosa e le componenti dei vasi sanguigni che svolgono un ruolo importantissimo. Ci sono vari elementi che accompagnano l’aterosclerosi, di cui bisogna conoscere gli aspetti:

Le cellule macrofage: quando si origina la proliferazione di tessuto connettivo che a sua volta determina la formazione di cellule schiumose e delle placche fibro-lipidiche

Endotelio: quando questo organo si deteriora la lesione potrebbe aggravarsi

Piastrine: molto importanti duranti episodi di trombosi

Muscolatura liscia (cellule): sono fondamentali in casi di lesini avanzate e riescono a cambiare zona trasferendosi dalla parte intermedia in cui si trovano in quella interna, accumulando grassi per poi dare vita alle cellule schiumose

Lipidi: sono la maggiore causa della placche alle arterie coronarie

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Quando una delle tre arterie coronarie si restringe in una percentuale che si aggira dal 50-70%, l’arteria in questione non è più in grado di far fluire la giusta quantità necessaria, in quanto il muscolo cardiaco ne richiede un quantitativo maggiore in particolari momenti della giornata, come ad esempio quando si sta compiendo uno sforzo fisico. In questo caso si può essere colpiti da ischemia da sforzo, che si rileva solo ed esclusivamente attraverso semplici esami strumentali , ma si può associare a questa problematica anche l’infarto del miocardio, l’angina pectoris o disturbi del battito cardiaco.

Quando una persona cessa di vivere improvvisamente, le probabilità che l’aterosclerosi si sia diffusa sono elevate.

Flusso coronarico

Il quattro per cento della popolazione possiede una terza arteria coronaria, ovvero quella posteriore, anche se in casi molti rari ma non impossibili, ci può essere una arteria coronaria che scorre nella radice dell’aorta stessa.

In moltissimi soggetti l’arteria coronaria esiste come struttura doppia, ovvero dove normalmente è presente una sola arteria, in questo caso specifico ve ne sono due.

Nella sistole, i vasi che entrano in profondità nel miocardio, ovvero i vasi coronarici subendocardiali, subiscono una compressione causata dalla pressione alta nei ventricoli, mentre i vasi coronarici che si trovano sulla superficie del cuore, ovvero i vasi coronarici epicardiali, non subiscono la pressione di cui abbiamo scritto sopra.

Per questa causa, il flusso endocardiale si arresta, e la perfusone inizia dal muscolo cardiaco durante la diastole, ovvero quando il cuore è rilassato e nel caso questo diminuisca può avvenire una ischemia.

Il malato soggetto a problematiche legate al malfunzionamento cardiaco, deve abitualmente rivolgersi al cardiologo che dopo una accurata visita stabilirà la diagnosi e le eventuali cure alla quale si dovrà sottoporsi. È di vitale importanza non trascurare le proprie arterie, e farsi visitare appena si hanno dei motivi e dei sospetti validi, in modo da evitare problematiche più gravi.