Scintigrafia cardiaca: il corretto afflusso di sangue al cuore

La scintigrafia cardiaca prevede la somministrazione al paziente di un cosiddettoradio-farmaco, ossia di una sostanza radioattiva – anche se a livelli molto bassi – che verrà captata in maniera differente da ogni singola cellula del muscolo cardiaco, una volta iniettata in circolo.

Tale sostanza quindi serve a evidenziare sia l’afflusso sanguigno al cuore, che a valutare possibili malfunzionamenti di arterie e pareti del tessuto cardiaco.

Il tutto verrà monitorato da un’apparecchiatura chiamata gamma-camera, che è in grado di fornire immagini dettagliate al medico specialista, il quale avrà un quadro clinico chiaro e preciso della situazione cardiaca del paziente, sulla base del quale elaborare una diagnosi certa.

La scintigrafia cardiaca può essere in grado di fornire una diagnosi per malattie cardiovascolari qualivarie tipologie di cardiopatiedi natura ischemica, vale a dire in cui l’afflusso corretto di sangue è bloccato oppure ridotto notevolmente.

Altre tipologie di malattie legate alla scintigrafia cardiaca sono le coronaropatie, specie nel momento in cui il cardiologo valutare la tipologia e la quantità di sangue che viene irrorato da queste arterie specifiche.

Va comunque sottolineato che, qualora ve ne siano i presupposti, qualunque persona può essere sottoposta a una scintigrafia cardiaca, ovviamente previa richiesta del medico curante, e dopo consulto specialistico con un cardiologo.

Controindicazioni

La scintigrafia cardiaca è un esame che, vista la sua natura nucleare e parzialmente radioattiva, è controindicato per tutte le donne in stato di gravidanza, onde evitare danni di qualunque tipo al feto. Per tale ragione le pazienti in stato interessante sono tenute ad informare di ciò il proprio medico curante.

Inoltre qualorala paziente da sottoporre a scintigrafia cardiaca fosse in stato di allattamento, l’esame potrebbe essere fattibile, anche se da parte di quest’ultima sarebbe opportuno sospendere per un periodo di tempo la fase di allattamento, al fine di smaltire del tutto il farmaco radioattivo.

Fasi preparatorie all’esame
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Dal punto di vista della radioattività, la scintigrafia cardiaca ha emissioni che rientrano negli standard di altre indagini diagnostiche, e che quindi non causano alcun danno alla salute del paziente, e che vengono smaltite in maniera del tutto naturale.

Fasi preparatorie all’esame

Per quanto riguarda le fasi preliminari all’esame, è bene che il paziente smetta di assumere la propria terapia farmacologica, ed è necessario che stia a digiuno per 24 ore. È consentita l’idratazione, me è bene evitare l’assunzione di eccitanti quali tè o caffè.

La scintigrafia cardiaca si divide di due fasi:

  • Esame sotto sforzo, durante il quale il paziente sarà sottoposto ad una prova fisica da sforzo, al termine della quale verrà iniettato il radiofarmaco;
  • Esame a riposo, durante il qualeil radio-farmaco viene iniettato al pazientetotalmente a riposo, e verranno acquisite le immagini diagnostiche.

In alternativa alla prova da sforzo, il cardiologo potrà valutare di effettuare uno stress test cardiaco basato su particolari farmaci da somministrare al paziente.

L’esame si effettua nell’arco di una intera giornata, e successivamente alla somministrazione del radio-farmaco sotto sforzo, il soggetto viene messo a riposo all’interno di un’apposita sala d’attesa, dove attenderà circa un’ora prima della fase di acquisizione delle immagini.

Nella fase diagnostica vera e propria, che è la medesima sia nella fase a riposo che in quella sotto stress, il paziente sarà privato dei suoi oggetti metallici, coricato su un lettino accanto alla gamma-camera, e dovrà rimanere sempre fermo.

Dopo tre ore dalla prova da sforzo, si effettua la seconda parte dell’esame a riposo, con una nuova iniezione di radio-farmaco e un’attesadi circa 60 minuti prima della fase di acquisizione delle immagini.

Al termine dell’esame il paziente può riprendere la sua routine, e i cardiologi consigliano di bere molta acqua nelle 24 ore successive all’esame, al fine di stimolare l’espulsione delle particelle radioattive.

È altrettanto bene che il paziente, sempre nelle 24 ore successive alla scintigrafia cardiaca, non si soffermi in luoghi pubbliciné stia vicino a donne in gravidanza e a bambini al di sotto dei 12 anni, al fine di evitare qualsiasi contagio radioattivo.

Fonti e bibliografia

  • Manual of Cardiovascular Medicine 5° Edition. Brian P. Griffin; Ed. Lippincott Williams and Wilkins; 2018
  • Diagnostica coronarica e cardiaca avanzata. MARGHERI M. Ed. Minerva Medica
  • Test diagnostici in cardiologia. Emanuela T. Locati, Marco Stramba-Badiale. Ed. Edi-Ermes
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