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Salute e Benessere

Mirror-work: quando lo specchio insegna ad amarci

Pubblicato da
Serena Garofalo

Cos’è il mirror-work? una tecnica assai efficace che ci insegna ad amarci e a volerci bene. Ecco come metterla in atto e praticarla giornalmente

(Jackson David su unsplash)

Quante volte il nostro occhio si abbatte critico su di noi? Giudichiamo senza pietà come siamo, come ci muoviamo, questa cosa non mi piace, e guarda che naso, e guarda un po’ che capelli. E questo, per quanto se ne dica e per quanto spesso il discorso venga monopolizzato dalla parte femminile, vale in ugual misura anche per gli uomini. L’ipercriticismo, almeno quello, non conosce genere: è una tendenza di molti essere particolarmente severi con noi stessi.

Questo, inutile dirlo, non ci fa affatto bene: ci ritroveremo ad avere una bassa autostima, magari eviteremo la nostra immagine nelle superfici riflesse, terrorizzati, ci sentiremo intimamente umiliati. Tutto perché non sappiamo amarci: è un peccato. Oltre alla terapia individuale, che rimane sempre un consiglio ever-green, possiamo adottare una pratica particolarmente diffusa all’estero che sta conoscendo una diffusione rapida anche in Italia: il mirror-work.

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Mirror-work: scopriamo questa pratica di self-love

specchio (da pixabay)

Il mirror work consiste, badate bene, nel porsi davanti allo specchio. Guardatevi bene, a partire dal viso: la forma del viso, degli occhi, il loro colore, la forma delle labbra e scendete, giù, e con la stessa attenzione disegnate il resto della vostra immagine. Ripetete qualche frase che vi fa bene, chiamandovi per nome. “Io mi amo” oppure “io sono una persona speciale”. Ripetete queste affermazioni positive.

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Per quanto agli inizi possa sembrarvi un po’ strano, vi abituerete nel tempo. Aumenterete così la vostra autostima, la connessione con il vostro io interiore. Avrete maggiore consapevolezza di voi stessi e sarete più disposti al perdono nei vostri confronti, essendo anche meno critici.

 

Serena Garofalo

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Serena Garofalo