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Salute e Benessere

Perché il contatto fisico ci provoca benessere? Risponde uno studio

Pubblicato da
Serena Ponso

Da sempre il contatto fisico ci provoca un istintivo senso di piacere e di benessere, ma ci siamo mai chiesti il motivo? Uno studio ha risposto a questo quesito.

Abbraccio (Pixabay)

Il contatto fisico è fondamentale per l’uomo perché provoca benessere. Ecco perché le persone si abbracciano, si prendono per mano e cercano nel tocco un sostegno e un supporto, specialmente nei momenti di tristezza e debolezza. Per i bambini poi il contatto fisico è tutto.

Ma a che cosa si deve questa sensazione di piacere e di benessere? A un neuropeptide,  ossia un messaggero chimico costituito da catene di amminoacidi, sintetizzate e rilasciate dai neuroni.

Questo lo si sapeva già. Ciò che non sapevamo era quale fosse l’esatto neuropeptide in grado di conferire questa sensazione di piacere. E a questo ha risposto uno studio.

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È questo il neuropeptide che ci procura benessere dopo il contatto fisico

Mani che si intrecciano (Pexels)

I ricercatori della Washington University School of Medicine di St. Louis, grazie a uno studio i cui risultati sono stati riportati in un articolo su Science, hanno messo in luce quali sono i messaggeri chimici che trasmettono al cervello la sensazione piacevole che si crea a seguito di un contatto fisico.

Una sensazione che proviamo sempre dopo gli abbracci, le carezze, le strette di mano e qualsiasi altro contatto fisico. Per identificare dunque il neuropeptide artefice di questa sensazione di benessere, i ricercatori hanno condotto uno studio con i topi  che non avevano procinecticina 2 (PROK2), i quali non riuscivano per l’appunto a percepire i segnali tattili come piacevoli, ma venivano addirittura avvertiti con un senso di fastidio.

Tant’è che gli animali senza PROK2 evitavano tutte quelle attività che implicassero il contatto fisico, come ad esempio la toelettatura, mostrando allo stesso tempo segni di stress. Da qui si è giunti alla conclusione che il neuropeptide in grado di trasmettere al cervello una sensazione di benessere a seguito del tocco è proprio il PROK2.

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Si tratta sicuramente di uno studio molto importante, poiché ora che è stato individuato questo neuropeptide, è possibile mettere in atto trattamenti utili per il benessere psicosociale e psicofisico dei pazienti con problemi relazionali, oltre a comprendere meglio questi disturbi.

Serena Ponso

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Serena Ponso