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Salute e Benessere

Effetti collaterali dei farmaci antidolorifici, lo studio sui principi dei FANS

Pubblicato da
Andrea Cerasi

Uno studio ha approfondito il meccanismo che permette ai principi dei farmaci antidolorifici di operare sul corpo, evidenziando anche gli effetti collaterali.

Antidolorifici farmaci assunzione (Pixabay)

Uno studio ha approfondito il meccanismo che permette ai principi dei farmaci antidolorifici di operare sul corpo, evidenziando anche gli effetti collaterali. Principio attivo dei FANS, farmaci antinfiammatori non steroidei, l’ibuprofene è ampiamente utilizzato per combattere dolori e infiammazioni.

Tuttavia, molti farmaci possono condurre a effetti indesiderati e portare a inaspettate malattie, alcune anche gravi, tra cui malattie cardiache o tumori. I FANS influiscono profondamente sul nostro corpo, e così i ricercatori hanno scoperto numerosi effetti negativi, fino ad oggi sconosciuti e legati a un particolare principio. Diamo uno sguardo a ciò che è stato scoperto.

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Gli effetti negativi degli antidolorifici derivano da una proteina?

Pillole antidolorifici (Pixabay)

Tutto ciò che si conosceva fino a questo momento era che i farmaci antidolorifici derivassero soltanto dall’inibizione di alcuni enzimi. Tuttavia, si è scoperto di più, e i ricercatori hanno fatto luce sull’interazione dell’ibuprofene sul nostro organismo. In alcuni casi, ad esempio, si è scoperto che alcuni tipi di FANS prevengono da malattie cardiache, altri invece le causano.

In alcuni casi, i FANS sono stati strettamente connessi alla nascita di tumori al colon, e casi minori hanno avuto incidenza sull’asma e altri problemi respiratori. Se da una parte, gli antinfiammatori agiscono correttamente per ridurre infiammazioni, dall’altra parte possono dare effetti anche gravi, portando altri disturbi. In che modo?

Tra i FANS usati per ridurre le infiammazioni di artriti, gotta, e infiammazioni varie, alcuni attivano una proteina, la NRF2, la quale controlla diversi fattori del corpo, tra cui metabolismo, sistema immunitario e infiammazioni varie. Non si sa ancora con sicurezza se gli effetti indesiderati di alcuni farmaci siano strettamente connessi alla NRF2, ma i dubbi ci sono. Serviranno altri esami e studi più approfonditi per dare una risposta certa.

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Se confermati, questi dati porterebbero comunque a una rivoluzione sui trattamenti antinfiammatori. I farmaci che riescono ad attivare la proteina NRF2 sono efficaci per le malattie come Alzheimer, l’asma o alcuni tumori? Non lo sappiamo, tuttavia questi studi potranno servire per i trattamenti futuri, grazie alla suddivisione di farmaci attivanti NRF2 e farmaci non attivanti NRF2, da utilizzare in base al problema da curare.

Andrea Cerasi

Romano, laureato in Lettere all'Università La Sapienza di Roma, è autore di romanzi e saggi. Appassionato di ambiente e di sostenibilità, amante della natura e degli animali.

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Andrea Cerasi