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Salute e Benessere

Questa tipologia di latte può favorire il declino cognitivo: lo dice uno studio

Pubblicato da
Serena Ponso

Il latte è uno tra gli alimenti principali nella dieta di molti di noi, e se ti dicessi che uno studio ha rivelato un rapporto tra una tipologia di latte e un maggiore declino cognitivo?

Latte (Pixabay)

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Alimento essenziale fin dalla nascita, c’è chi con l’età adulta ha perso l’abitudine di bere il latte. Ciò non toglie però che questo alimento è davvero ricco di nutrienti utili per il benessere fisico, soprattutto il calcio che permette alle ossa di rimanere forti.

Dunque un’ottima prevenzione per l’osteoporosi. Ma a quanto pare non tutte le tipologie di latte fanno bene. Tale riflessione proviene da uno studio che ha dimostrato come una certa tipologia di latte sia in grado di favorire il declino cognitivo. Vediamo insieme qual è il latte preso in causa.

Che ruolo ha questo tipo di latte sul declino cognitivo?

Persona con declino cognitivo (Pinterest – lamenteemeravigliosa.it)

Potrebbe essere assurdo pensare possa il latte possa in qualche modo accelerare il declino cognitivo eppure è così. Lo ha rivelato uno studio pubblicato sulla rivista Molecular Nutrition Food Research, che ha esaminato il consumo del latte in relazione un possibile declino cognitivo. Tutto questo mediante uno studio condotto in Spagna su 4.668 partecipanti obesi, donne per il 48% e con un’età media di 65 anni.

I soggetti presi in esame hanno dovuto compilare un questionario in cui si chiedeva loro di rispondere ad alcune domande sull’assunzione dei latticini, tra i quali latte, yogurt, formaggio. Questi a loro volta sono stati suddivisi tra integrali, non fermentati e a basso contenuto di grassi. I ricercatori hanno poi condotto diversi test di prestazione cognitiva, sia all’inizio dello studio sia durante un periodo di follow-up di due anni. Test che hanno misurato la capacità di attenzione, la funzione esecutiva e l’abilità verbale di ciascun partecipante.

Da alcuni di questi è stato rilevato un cambiamento della funzione cognitiva nel biennio analizzato in base al consumo di latticini. E se non sono stati riscontrati effetti negativi sulle prestazioni cognitive dopo aver assunto formaggio, latte magro, yogurt o latticini fermentati, si sono visti invece dei cambiamenti in chi assume abitualmente il latte intero.

Il motivo sarebbe da ricondurre all’abbondante presenza di grassi saturi presenti all’interno di questa tipologia di latte, che a partire dalla mezza età potrebbe portare con il tempo a un declino cognitivo. Un riferimento per questo dato può essere uno studio del 2008 pubblicato sull’International Journal of Geriatric Psychiatry.

Non è infatti sconosciuto il fatto che consumare troppi grassi saturi può portare a un accumulo di colesterolo nelle arterie, che di conseguenza può aumentare il rischio di malattie cardiache e influire negativamente sulla salute del cervello. Dunque, stando a queste considerazioni, perché non cambiare tipologia di latticini d’ora in avanti? Tale scoperta come vedi non bandisce del tutto il latte ma sconsiglia solamente quello intero.

Serena Ponso

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Serena Ponso