Pasta: come usarla per dimagrire senza sacrifici, basta un semplice trucchetto?

È possibile dimagrire lo stesso anche se se si consuma la pasta: usare la pasta avanzata del giorno prima potrebbe essere un buon metodo?

Secondo dei video che girano in rete, si può dimagrire anche se si consuma la pasta, basta mettere in pratica il principio di retrogradazione degli amidi. Come funziona? Durante la cottura, gli amidi della pasta idrolizzano, quando poi la pasta si raffredda in frigorifero, per almeno 12 ore, gli stessi amidi retrogradano in una forma non più assimilabile dall’organismo.

processo retrograzione amidi
Ragazza divora spaghetti (Canva – Inran.it)

Attuando questo processo, gli amidi si trasformano in una specie di fibre, diminuendo quindi la calorie in generale del piatto. Quindi, si deduce che tenere da parte la pasta avanzata, metterla in frigorifero per una notte, è sicuramente una valida abitudine per consumarla comunque, anche durante una dieta, senza eccedere con l’apporto calorico. Tutto vero?

La retrogradazione dell’amido: usare la pasta avanzata per dimagrire è una tecnica valida?

mangiare pasta dieta
Donna si gode il suo piatto di pasta (Canva – Inran.it)

Il fenomeno della retrogragazione dell’amido è alla base della formazione del pane raffermo, quando l’amido riuassume la sua struttura originaria. Anche se l’amido non riesce mai a tornare esattamente allo stato originario, e così forma una struttura intermedia. Il fenomeno della retrogradazione raggiunge il massimo a una temperatura di -3 gradi, ma incomincia già sui 4 gradi, cioè la temperatura interna del frigorifero.

Quando pane o pasta raffreddano, una certa quantità di amido retrograda, quindi si riformano parzialmente dei cristalli dalla forma differente rispetto a prima e più disordinata. È la cosiddetta cristallizzazione. In questa fase, l’amido perde l’acqua disponibile, accumulata in precedenza, e la pasta si secca. Il processo è reversibile grazie alla cottura, al calore.

consumo pasta minore apporto calorico
Persona si pesa sulla bilancia (Canva – Inran.it)

Quando l’amido viene scaldato di nuovo, ritorna in forma gelatizzata, riprendendo fragranza. Dal punto di vista nutrizionale, si forma l’amido resistente, classificato proprio come fibra, riducendo l’incide glicemico e agendo da prebiotico. Tuttavia, si tratta di una tecnica valida per la dieta? In realtà, non è proprio così.

Anche se la pasta, le patate o il pane vengono trattati in questo modo, trasformando l’amido in fibra, l’apporto calorico diminuisce, ma non tanto da diventare dietetico. Secondo i calcoli, si perderebbero da 1 a 3 calorie ogni 100 grammi, insomma, un apporto calorico davvero irrisorio e che non incide positivamente sulla dieta.

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Insomma, ciò che si dice sul web potrebbe trarre in inganno: la pasta è buona, è squisita, ma resta pur sempre calorica, e non c’è alcuna via di scampo. Non bisogna demonizzarla, basta consumarla con criterio e nelle giuste quantità, in modo bilanciato come scriviamo qui.

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