Non è solo stanchezza stagionale: il freddo modifica circolazione e pressione. Capire cosa succede aiuta a prevenire problemi, anche seri.
Quando arriva il freddo quello vero, non è solo una questione di cappotti più pesanti o mani gelate. Cambia qualcosa anche dentro di noi. Il corpo reagisce in modo diverso, spesso senza che ce ne rendiamo conto. Per chi ha la pressione alta o convive già con qualche problema al cuore, l’inverno può diventare un periodo più delicato del normale.

Molti se ne accorgono quasi per caso: valori pressori più alti del normale, una sensazione di affanno, qualche capogiro in più. Non è suggestione, il freddo mette davvero il cuore alla prova.
Cosa succede al nostro corpo quando fa freddo
Quando fa freddo, il corpo prova semplicemente a difendersi. Cerca di non disperdere calore e lo fa mettendo in atto una serie di piccoli aggiustamenti automatici. Il primo è abbastanza intuitivo: il sangue smette di arrivare con facilità a mani e piedi. Le arterie in quelle zone si restringono e le estremità diventano più fredde.
Il sangue viene concentrato scorre verso gli organi vitali, come il cuore e il cervello, così da mantenerli alla giusta temperatura e farli funzionare al meglio.

Subito dopo entra in gioco il cuore. Per mantenere stabile la temperatura interna e garantire ossigeno agli organi principali, il battito accelera e la pressione tende a salire. È una risposta naturale, ma in alcune persone può diventare un problema.
Mani fredde, piedi bianchi: quando il freddo si vede anche su di noi
C’è chi, con il freddo, nota cambiamenti evidenti alle estremità. Mani e piedi che diventano bianchi o bluastri, formicolii, a volte dolore vero e proprio. Succede spesso a chi soffre del fenomeno di Raynaud o di alcune patologie reumatologiche.

In questi casi la vasocostrizione è più marcata e la circolazione periferica fatica ad adattarsi. Non è solo fastidio: è un segnale che il corpo sta lavorando in condizioni non ideali.
Le persone più a rischio durante l’inverno
Non tutti reagiscono allo stesso modo al freddo. Alcune persone devono fare più attenzione: chi soffre di arteriopatia periferica, con difficoltà nella circolazione degli arti inferiori, chi ha arteriosclerosi o coronarie ristrette, chi convive con patologie reumatologiche, chi è già iperteso.
Nei mesi freddi, queste persone possono notare una ridotta resistenza al cammino, dolore alle gambe, senso di oppressione al petto o veri episodi di angina. Il motivo è semplice: il cuore deve lavorare di più per compensare.
Pressione alta e freddo: cosa fare davvero
Il primo consiglio, banale solo in apparenza, riguarda il sale. Ridurne il consumo è uno dei gesti più efficaci per tenere a bada la pressione. Idealmente, dovremmo limitarci al sale già presente naturalmente negli alimenti, evitando quello aggiunto.
Ridurre il sale ha un effetto paragonabile a quello di un farmaco antipertensivo. Se a questo si aggiunge attività fisica moderata, costante e non estrema, la pressione può migliorare ulteriormente. Anche smettere di fumare è molto importante.
Piccoli gesti, niente rivoluzioni, ma fatti ogni giorno fanno la differenza. Il freddo non si può evitare, ma si può affrontare con più consapevolezza.





