Stendere i panni in casa sembra una scelta obbligata d’inverno, ma questo gesto quotidiano potrebbe creare dei problemi seri.
D’inverno succede sempre: piove per giorni, fuori non si asciuga nulla e lo stendino non può far altro che farci compagnia in qualsiasi stanza. In salotto, in camera, vicino al termosifone così asciuga prima. È una di quelle cose che facciamo senza pensarci, eppure ha delle conseguenze che in pochi conoscono.

Non ce ne accorgiamo subito. All’inizio è solo un odore diverso, più pesante, poi magari le finestre si appannano, i muri sembrano sempre un po’ freddi, l’ambiente è umido anche quando il riscaldamento è acceso. E intanto il bucato asciuga, ma rilascia acqua nell’aria. Un carico intero può disperdere quasi due litri d’umidità dentro casa.
Asciugare i panni in casa: attenzione a questo retroscena
Il problema dell’umidità è proprio questo: non fa rumore. Non dà segnali immediati. Però crea le condizioni perfette per qualcosa che invece sappiamo riconoscere fin troppo bene: la muffa.

All’inizio sono puntini scuri negli angoli, dietro un mobile, sul soffitto del bagno. Poi diventano macchie più grandi, ostinate. Ma la parte meno piacevole non è quella che vediamo, ma quella che respiriamo. La muffa rilascia spore nell’aria, microscopiche, invisibili, che finiscono nei polmoni.
I segnali che il corpo manda quando asciughi il bucato in casa
C’è chi se la cava senza grossi problemi e chi invece inizia a stare peggio senza capirne il motivo. Raffreddori che tornano spesso, naso chiuso quasi sempre., starnuti continui, tosse secca, soprattutto di notte. Per chi soffre di asma o allergie, l’aria troppo umida può diventare davvero pesante da gestire.

Non è che asciugare i panni in casa faccia ammalare automaticamente, ma se diventa un’abitudine quotidiana, in ambienti poco arieggiati, il rischio è quello di creare uno spazio che non aiuta certo a respirare meglio.
Le muffe di casa non sono tutte uguali, ma i danni sì
Alcune muffe sono sempre presenti negli ambienti interni, altre arrivano dall’esterno, dal terreno, dalle foglie che marciscono. Non importa da dove vengano: se trovano umidità e poca aria, si moltiplicano.
Inalare le loro spore può scatenare reazioni allergiche, peggiorare problemi respiratori già esistenti e, nei casi più delicati, favorire infezioni polmonari. Non succede dall’oggi al domani, è una questione di esposizione continua, giorno dopo giorno.
Piccoli accorgimenti che cambiano l’aria in casa
La soluzione migliore è sempre stendere fuori, quando si può. Se non è possibile, conviene almeno evitare di trasformare casa in una serra tropicale. L’asciugatrice, se disponibile, aiuta molto. Anche il deumidificatore può essere utile, ma va pulito spesso, altrimenti diventa lui stesso un problema.
Aprire le finestre, anche solo per dieci minuti, fa una differenza enorme. Meglio farlo proprio nelle stanze dove si stende il bucato. E devi sapere che i termosifoni non sono alleati: scaldano l’aria, ma aumentano ancora di più l’umidità.
Ultima cosa, spesso sottovalutata: non lasciare i panni umidi chiusi in lavatrice. Anche lì muffe e batteri trovano terreno fertile, e poi ce li portiamo addosso.





