Aconitum Napellus, pianta velenosa dalle doti benefiche

147
Aconitum Napellus

L’ Aconitum Napellus è una pianta tra le più velenose in natura, nasce e cresce a ridosso delle montagne Alpine e dei paesi del nord Europa nei paesi a clima freddo. L’aconito napello (termine scientifico Aconitum napellus) dal greco akoniton ( pianta velenosa) appartiene alla famiglia delle Ranunculaceae.

L’Aconitum napellus, è dotata di un alto fusto di colore marrone (può raggiungere 1,5 m di altezza), il fiore presenta una forma particolare ad elmetto ed il colore è tra il blu intenso ed il viola, le foglie dell’aconitum napellus sono di colore verde intenso e luminoso. I frutti prodotti dalla pianta sono delle capsule (tra 3 e 5 ) che contengono i semi di dimensioni molto piccole, sono di colore colore scuro.
L’impollinazione avviene in primavera grazie agli insetti principalmente le api.

Cenni storici

L’aconitum napellus è conosciuta sin dall’antichità, , era un simbolo di maleficio, in tempi remoti veniva infatti utilizzata come una sorta di arsenico. Si racconta che nel Medioevo l’utilizzo della pianta era impiegato per sopprimere gli anziani del paese, altri popoli utilizzavano l’aconitum napellus in guerra intingendo le punte delle loro armi (giavellotti, e frecce), altri ancora consideravano la pianta miracolosa e veniva utilizzata contro le punture degli scorpioni.
Sommi poeti ne fanno accenno nei loro versi, ne abbiamo esempio nell’Undulna di G. D’annunzio e lo stesso Shakespeare ne cita il nome facendo riferimento al suo veleno mortale paragonandolo alla cicuta.

Principio attivo e avvelenamento

Il principio attivo è “ l’aconitina”, un alcaloide altamente tossico, la sostanza una volta ingerita provoca una seri di sintomi a carico dell’apparato cardiaco e vascolare:

  • palpitazioni, difficoltà di respiro, tachicardia, aritmia ventricolare, edema polmonare e un susseguirsi di problemi gastrointestinali come nausea, dolore addominale, diarrea, oltre a disturbi sensoriali e motori.

I sintomi

Aconitum Napellus pianta velenosa

I primi fenomeni sono prurito e formicolio alla bocca si estende al volto e poi dalla punta delle dita progredisce lungo gli arti con tendenza ad estendersi a tutto il corpo fino alla completa anestesia, difficoltà respiratoria, polso debole, ipotensione, calore diffuso, poi subentra la febbre elevata, secchezza cutanea e mucosa. La pelle può ricoprirsi di un’eruzione accompagnata da forte prurito, polso e respirazione accelerano ed il paziente viene pervaso da grande agitazione psico-motoria, quando colpisce il cuore e il sistema nervoso può causare la morte in poche ore.

Rimedio omeopatico: L’aconitum napellus è stata catalogata tra le 10 piante più velenose che crescono spontaneamente in natura, le altre sono: la Mancinella (Hippomane mancinella, i suoi frutti sono velenosi), lo Stramonio comune(Datura stramonium, conosciuta anche come erba del diavolo) l’Eupatorium rugosum( contiene tremetolo sostanza tossica), il Tasso( Taxus baccata in riferimento alle sue bacche), il Ricino( Ricinus communis è famoso per il suo olio), la Belladonna ( Atropa belladonna), l’Abro (Abrus precatorius con le sue bacche rosse), la Cicuta (Conium maculatum che puo causare la morte) e infine l’Oleandro ( Nerium oleander altamente velenosa). Nonostante la sua alta tossicità quando non trattata è una pianta utilizzata per scopi terapeutici.

Dall’aconitum napellus a che si ottiene una sostanza omeopatica estraendo la sua Tintura Madre, utilissima per contrastare gli stati infiammatori, infatti è indicata negli stati febbrili, in casi di dolori di varia entità, durante il manifestarsi di malattie esantematiche nei bambini, laringiti, faringiti, bronchiti, polmoniti, otiti.

E’ consigliabile il suo l’utilizzo anche per problemi legati ad infiammazioni agli occhi, disturbi legati alla dentizione, e nei casi di emorroidi; può’ anche essere utilizzata dopo lunghe esposizioni al sole (insolazioni).

L’ approccio omeopatico dell’uso dell’Aconito è particolarmente vantaggioso nei bambini, il cui ricorso tempestivo ad antibiotici e antipiretici non fa che indebolire le loro difese immunitarie e predisporli poi a possibili ripetute ricadute durante tutta la stagione invernale.

Ottimo ansiolitico

L’aconitum napellus può essere utile in casi di traumi dovuti o paura inconsce, malesseri che appaiono all’improvviso e presentano sintomatologie quali: congestione intensa, pelle secca, calda, polso accelerato, agitazione ed ansia.
L’ Aconitum napellus viene usato anche nella cura dell’ipertensione, in caso di palpitazioni, tachicardia polso accelerato, algie cardiache.
Altri rimedi che completano l’azione di Aconitum sono: Arnica, Belladonna, Bryonia, Ipeca,Silicea.

Dosi

In caso di febbre alta e di sintomatologie particolarmente acute, 5 gocce, all’inizio ogni quarto d’ora, successivamente da ogni mezz’ora sino ad un’ora.
Nei casi di disturbi cardiovascolari ed ipertensione la dose consigliata è di 4 / 5 gocce, 3 granuli o 5 gocce ogni 3 ore, allungando progressivamente i tempi ad ogni miglioramento, fino alla somministrazione di 3 volte al dì passando alla diluizione 30CH.
Negli altri casi 3 granuli 6CH ad intervalli da 1 a 3 ore, a seconda della gravità.