Il Baby Rinolo: un farmaco per la cura dei sintomi influenzali nei più piccoli

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    In questa stagione invernale, curare i sintomi della febbre e del raffreddore nei più piccoli diventa sempre abbastanza difficoltoso, sia dal punto di vista del dosaggio dei farmaci, sia nella modalità in cui essi vanno assunti: infatti punture per endovena e compresse non sono molto gradevoli per i bambini.

    In aiuto delle mamme che si ritrovano con il proprio figlio malato, viene un farmaco specifico per bambini, il Baby Rinolo, di cui analizzeremo assieme sia la composizione, che la posologia e le eventuali controindicazioni ed effetti collaterali.

    Baby Rinolo è un farmaco specifico per bambini per la cura di stati febbrili e dolori ad essa connessi, utilizzato anche per alleviare i sintomi influenzali e da raffreddamento. Solitamente questo farmaco è venduto in soluzione orale, ossia in sciroppo, con dosi ben specificate all’interno del foglietto illustrativo, le quali variano a seconda del peso del bambino.

    La base farmacologica del Baby Rinolo è il paracetamolo, una sostanza con funzione analgesica e antipiretica contenuto in moltissimi farmaci da banco, e del quale si può fare tranquillamente richiesta in farmacia senza alcuna prescrizione da parte del medico curante.

    A che cosa serve?

    Innanzitutto, come già sottolineato nel paragrafo precedente, la funzione primaria di Baby Rinolo è quella di curare le affezioni febbrili dovute ad esempio all’influenza;

    In secondo luogo, il paracetamolo in esso contenuto è utile anche nella cura delle malattie esantematiche, ossia eruzioni cutanee di vario genere, così come nell’alleviare i sintomi di malattie respiratorie, come ad esempio la congestione nasale.

    Infine, la seconda azione fondamentale che il paracetamolo esercita sul corpo umano è quella analgesica: infatti lo si impiega spesso per la cura di cefalee, nevralgie, ed altri stati dolorosi di varia natura.

    In quale forma si presenta questo farmaco e che cosa contiene?

    Di solito in farmacia Baby Rinolo viene venduto sotto forma liquida, cioè in sciroppo da 120 millilitri. All’interno di tale soluzione orale, si trovano, nell’ordine:

    • 2,4 grammi di paracetamolo, il principio attivo fondamentale su cui esso si basa.

    Per quanto riguarda invece le sostanze eccipienti, esse sono:

    • saccarosio;
    • macrogol 6000;
    • sodio citrato;
    • acido citrico anidro,
    • saccarina sodica;
    • aromi;
    • altri eccipienti, di cui è descritto meglio all’interno del bugiardino.

    Il flacone in cui si trova Baby Rinolo ha un tappo di apertura a prova di bambino, ed è dotato di apposito misurino dosatore da 2,5 millilitri.

    Posologia

    La quantità di sciroppo e il numero di volte al giorno da somministrare di baby Rinolo varia molto a seconda del peso del bambino; per questa ragione, di sotto troverete elencate le tre fasce principali a cui fare riferimento in base ai chilogrammi effettivi di vostro figlio:

    Per bambini dai 6 ai 10 Kg, si consigliano 2,5 ml di sciroppo ogni 4 ore;

    Per bambini dai 10 ai 20 Kg la dose di farmaco sale a 5 ml ogni 6 ore;

    Per bambini con un peso di oltre 20 Kg, si possono somministrare 5 ml di Baby rinolo ogni 4 ore.

    Controindicazioni ed effetti collaterali

    Controindicazioni ed effetti collaterali

    Come tutti gli altri farmaci, anche il Baby Rinolo presenta alcune accortezze e precauzioni da mettere in pratica, pena la comparsa di sintomi gravi per la salute del bambino.

    In primo luogo, se si è ipersensibili o allergici al paracetamolo, così come ad uno qualsiasi dei principi attivi, è bene non somministrare questo medicinale, affinché la reazione allergica non si trasformi in shock anafilattico, con conseguenze gravi e letali.

    Altri effetti indesiderati riconosciuti a livello scientifico sono invece:

    • aumento della pressione del sangue;
    • mal di testa;
    • nausea;
    • vomito;
    • vertigini;
    • senso di costipazione a livello dell’intestino;
    • sonnolenza;
    • insonnia;
    • tachicardia;
    • disturbi dell’accomodazione visiva;
    • stati confusionali e di agitazione;
    • ansia e irritabilità.

    Infine rientrano tra la categoria degli effetti collaterali alcune gravi patologie, come ad esempio:

    • trombocitopenia, ossia una malattia del sangue che si caratterizza per un basso livello di piastrine;
    • anemia;
    • alterazioni della funzionalità epatica;
    • alterazioni a livello dei reni, con la manifestazione di insufficienza renale acuta, nefrite interstiziale, incapacità di urinare e la comparsa di sangue nelle urine.

    Che cosa fare in caso il bambino abbia assunto una dose elevata di farmaco

    Nel caso in cui siano state somministrate al bambino dosi elevate o comunque per un tempo eccessivamente lungo di principio attivo, vi possono essere rischi a livelli del fegato, con la comparsa di epatopatie e alterazioni renali e a carico del sangue. Tra queste rientrano ad esempio la citolisi epatica, una patologia del fegato che porta alla necrosi irreversibile dei tessuti e delle cellule del fegato.

    Qualora siate certi di aver riscontrato un sovradosaggio, per prima cosa è bene che vi rechiate presso il pronto soccorso più vicino, presso il quale il personale medico provvederà a svuotare il contenuto dello stomaco e iniziare terapie per la depurazione dell’organismo del bambino dall’eccessiva dose di farmaco.

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