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Blefaroplastica: 15 anni meno in mezz’ora di operazione

La blefaroplastica è un tipo di trattamento chirurgico volto a ricostruire la palpebra di una persona, utilizzando lembi cutanei della stessa (quindi fatto a seguito di un intervento istruente). Questo intervento ha anche scopi estetici.

La blefaroplastica è un tipo di trattamento chirurgico volto a ricostruire la palpebra di una persona, utilizzando lembi cutanei della stessa (quindi fatto a seguito di un intervento istruente). Questo intervento ha anche scopi estetici.

La parte del viso intorno agli occhi ha una pelle sottile rispetto al resto del viso, per questo è maggiormente esposta ad aggressioni da parte di agenti esterni ed interni, subendo più repentinamente i fattori d’invecchiamento, perdendo di elasticità e riempiendosi di rughette. Per questo motivo, l’unico modo davvero efficace in certi casi è quello di asportare l’eccesso di pelle, che determina un’espressione stanca e in alcuni casi il restringimento del campo visivo.

Con il termine blefaroplastica si intende indicare un intervento di chirurgia estetica. Questo viene fatto allo scopo di migliorare e correggere alcuni difetti nella parte del viso intorno agli occhi. Questo intervento rapido permette il ringiovanimento del viso, la correzione delle rughe delle palpebre, dell’abbassamento del sopracciglio e la rimozione delle borse sotto agli occhi. In alcuni casi questo trattamento non ha motivazioni esclusivamente estetiche, ma anche terapeutiche.

La blefaroplastica può essere superiore, inferiore oppure completa. Quindi può essere fatta per eliminare l’eccesso di pelle rilassata sulla parte superiore dell’occhio, quindi la palpebra oppure può interessare la cute delle palpebre inferiori.  L’intervento può essere fatto per eliminare pelle rilassata in eccesso o per rimuovere un eccesso di tessuto adiposo erniato mediante le orbite, quando questo causa un rigonfiamento a carico delle palpebre superiori o della parte inferiore, quando si manifesta come antiestetica ed evidente borsa sotto agli occhi, le cosiddette “borse di grasso”.

La blefaroplastica può anche essere usata per correggere negli asiatici l’assenza di piega cutanea a livello della palpebra superiore che rende malinconica la loro espressione degli occhi. Questi casi sono ben il 50% dei casi di blefaroplastica e questi pazienti hanno età variabile.

La blefaroplastica ha una durata variabile perché sono numerose le tecniche che possono essere utilizzate, comunque diciamo che viene effettuata impiegando un tempo che va dalla mezz’ora alle due ore per interventi più particolari.

Costi

L’intervento chirurgico di blefaroplastica non è coperto dal sistema sanitario nazionale se ha finalità meramente estetiche. Se il problema del rilassamento della pelle però incide sulla visione periferica del soggetto, se limita la visione oltre il 40%, è considerata una necessità terapeutica. Di conseguenza il sistema sanitario compre la spesa di questo intervento. I costi comunque non sono identificabili in modo preciso, perché dipende dal lavoro svolto, dalla tecnica, dai giorni di ricovero. Mediamente comunque varia tra i 1700 ed i 5000 euro, se si fa una blefaroplastica completa.

Perché si arriva alla blefaroplastica

Perché si arriva alla blefaroplastica

Nella maggior parte dei casi alla blefaroplastica si arriva mossi da motivazioni estetiche, per gli inestetismi che sono causati dall’invecchiamento della cute. Questo invecchiamento è determinato dal naturale invecchiamento dell’elasticità dei tessuti e porta alla comparsa di grinze e rughe che cambiano i tratti degli occhi in modo irrimediabile, coinvolgendo anche l’intero volto. Se il difetto è molto accentuato, entrano in gioco anche motivazioni fisiche patologiche: palpebre particolarmente cascanti infatti, possono limitare anche la visione periferica.

Nella zona della palpebra superiore possiamo osservare eccessi cutanei di vario grado. Inizialmente compare una piega di pelle sopra il solco e la paziente avverte per esempio difficoltà a truccarsi. Successivamente si può arrivare ad una scomparsa del solco palpebrale e nei casi più avanzati la cute è talmente abbondante che il suo peso contrasta il sollevamento della palpebra superiore. In questi casi, specie la sera, il soggetto riferisce di sentirsi sollevato dal sollevare il sopracciglio con le mani. In questo caso quindi l’operazione è del tutto correttiva e necessaria per tornare ad una vita normale e avere una buona qualità di vita.

Grazie ad un intervento di blefaroplastica le palpebre risultano essere più leggere, lo sguardo è più aperto e al contempo, nel caso di coloro cui l’eccesso di pelle aveva limitato la visione laterale, si riacquisisce la giusta estensione del campo visivo. La persona in molti casi richiede di associare a questo tipo di intervento anche un lifting delle sopracciglia. Il risultato è comunque in generale uno sguardo luminoso e più fresco, anche quando si interviene sulla parte inferiore: le borse e le occhiaie diminuiscono, così anche le note “zampe di gallina”.

Il risultato di questo tipo di intervento è permanente. Al massimo necessita di un ritocco dopo 8-10 anni. Questi ovviamente sono solo parametri, i risultati sono legati comunque a fattori come lo stile di vita, l’esposizione solare, l’invecchiamento e l’ereditarietà.

Tipologie di blefaroplastica

Le tipologie di blefaroplastica comunque sono:

  • Blefaroplastica superiore: quando si va ad intervenire sulle palpebre superiori
  • Blefaroplastica inferiore: quando si interviene sulle palpebre inferiori
  • Blefaroplastica completa: quando si interviene su entrambe, superiormente e inferiormente agli occhi;
  • Blefaroplastica inferiore trans congiuntivale: Questa tecnica si effettua senza incisioni esterne, cioè si fa all’interno, rovesciando la palpebra inferiore. Le cicatrici in questo caso sono invisibili. Questa tecnica è applicabile solamente se non c’è cute da asportare, se quindi le motivazioni per l’intervento sono terapeutiche.
  • Blefaroplastica etnica o “asiatica”: (anche detta cantopessi)se si interviene per correggere l’aria malinconica degli occhi, ovvero per ovviare alla mancanza di piega della palpebra superiore di un occhio a mandorla.

Blefaroplastica tecniche di esecuzione

Blefaroplastica tecniche di esecuzione

L’intervento di blefaroplastica avviene di solito in day hospital e viene effettuato in anestesia locale, con il paziente più o meno sedato. La sedazione avviene comunque con sedativi fatti assumere al paziente per via sistemica, cioè per endovena. L’anestesia locale permette di non avvertire dolore durante l’operazione, ma di poter restare vigili e collaboranti durante l’intervento in caso di necessità dell’equipe medica, così facendo oltretutto si evita l’impatto forte della sala operatoria. Questa tecnica permette di evitare effetti collaterali a seguito dell’anestesia totale, che può provocare traumi al paziente.

L’intervento tradizionale di blefaroplastica si pratica effettuando con il bisturi un’incisione a forma ellittica sulla palpebra superiore. Tale incisione parte dall’apice interno e va a finire poco oltre quello esterno della palpebra. Chiaramente si cerca di seguire la piega naturale della pelle, in modo da rendere poi le cicatrici invisibili. Una volta fatti questi tagli si prosegue scollando il tessuto adiposo dalla cute e si elimina con una precisione al millimetro la parte in eccesso.

Egualmente si fa per la palpebra inferiore, procedendo però con un taglio meno arcuato che inizia subito sotto il segno delle ciglia. Se è necessario, in entrambi i casi, si effettua una lipoaspirazione, cioè l’aspirazione del grasso erniato. Le suture verranno fatte in modo preciso, in modo da rendere impercettibili poi le cicatrici.

L’intervento può essere anche fatto utilizzando, anziché il bisturi classico, un bisturi laser a CO2 pulsato. Questo permette di fare tagli estremamente precisi. Questo tipo di strumento inoltre, grazie all’elevata energia del fascio luminoso, cauterizza in modo istantaneo i tagli, cosicché vengono impediti i sanguinamenti.

Un altro strumento che si può usare per la blefaroplastica è il bisturi F.EL.C. Cioè una specie di radio bisturi usata per tessuti non vascolarizzati e che quindi non conducono tanta corrente elettrica. L’apparato, dal momento che utilizza un livello di potenza contenuto, non determina danni nel tessuto circostante.

Un’ulteriore tecnica di intervento è quella costituita da una tecnica chirurgica mini invasiva, cioè l’endoscopia. Anziché effettuare incisioni estese, usa incisioni millimetriche. Attraverso queste, con l’endoscopio e micro strumenti, si interviene osservando tutto da un monitor grazie ad un amicro telecamera.

Preparazione all’intervento

Prima di fare l’operazione di blefaroplastica è necessario andare a sottoporsi ad una visita specialistica accurata, anche se l’intervento non è particolarmente invasivo, per valutare alcuni aspetti al fine di ottenere dall’intervento la prestazione massima. È necessario valutare nel particolare la struttura del volto, la qualità della cute, la ptosi palpebrale, la tonicità del muscolo orbicolare e tutto quello che può interessare la tipologia di intervento da fare e tutto quello che eventualmente è necessario o si può associare alla blefaroplastica come trattamento estetico. Lo specialista poi si interesserà anche delle condizioni del o della paziente e della sua salute, quindi se sono presenti patologie, come ipertensione arteriosa o se il soggetto ha problemi di cicatrizzazione. In base ai casi il medico può valutare se è il caso di procedere o meno e che metodologia di intervento utilizzare. È bene comunicare al medico ogni particolare sulla propria salute e anche se si assumono farmaci oppure integratori.

Dopo l’operazione di blefaroplastica

Dopo l’operazione di blefaroplastica

Indipendentemente dalla tecnica utilizzata, dopo l’operazione, per 24 ore, vengono praticate frequenti medicazioni per contenere l’ematoma ed il gonfiore. Solitamente sono sufficienti poi 3 giorni di convalescenza per una completa scomparsa del gonfiore. Per la scomparsa dell’ematoma invece bisogna attendere anche per due settimane. Dopo l’intervento nella maggior parte dei casi la persona può tornare a casa. Nelle prime ore viene fatto un bendaggio, la persona quindi ha l’handicap della vista. È bene applicare ghiaccio su entrambi gli occhi per ridurre il gonfiore. Se sono state fatte delle suture, esse verranno rimosse tra il sesto ed il dodicesimo giorno e sarà necessaria l’applicazione quotidiana di pomata e collirio antibiotico.

Dopo una settimana, dieci giorni dalla blefaroplastica riprende la vita normale del soggetto, compreso l’uso di lenti a contatto e la possibilità di guidare l’automobile. Per esporsi al sole è di solito invece consigliato attendere 4 settimane, prima delle quali è bene usare occhiali da sole scuri e ben coprenti, per evitare eventuali irritazioni agli occhi date da vento e sole. I lividi spariscono dopo una decina di giorni, prima è possibile nasconderli con del make up, ma solamente una volta tolte le suture. Evitare nel periodo post operatorio di fare troppi sforzi, piegamenti e sollevamenti.

Chi pratica l’intervento

In Italia, diversamente da altri paesi, non c’è una specializzazione in chirurgia estetica, ma solo chirurgia plastica. Di conseguenza il medico ha fatto oltre ad un corso di laurea di medicina generale, una laurea specialistica di 5 anni in un reparto ospedaliero. È chiaro che qualunque medico chirurgo potrebbe effettuare questo intervento, però la specializzazione garantisce un qualcosa in più. Ad ogni modo è sempre bene essere informati su chi andrà a fare l’intervento perché se è vero che la blefaroplastica è un’operazione semplice, resta un’operazione chirurgica e quindi comporta dei rischi. Meglio quindi rivolgersi solo a centri autorizzati dall’ASL.

Cosa avviene con l’intervento di blefaroplastica

L’intervento di blefaroplastica inizia con qualche ulteriore esame clinico, e con una visita con il chirurgo per il disegno dell’intervento programmato. L’atto chirurgico vero e proprio ha invece una durata di circa 20 minuti per una blefaroplastica superiore e inferiore: in ogni caso, verrà effettuato in anestesia locale e in sedazione endovenosa. Le incisioni che verranno praticate nella palpebra superiore seguiranno il disegno, e la cicatrice finale sarà nascosta nella rima palpebrale e nelle pieghe di espressione, permettendo così un miglioramento estetico eccellente, senza pregiudizi. Dalla stessa incisione si procederà altresì a rimuovere l’accumulo adiposo in eccesso.

Per quanto concerne invece la blefaroplastica inferiore, gli eccessi adiposi che sono responsabili delle tanto odiate borse saranno eliminati mediante un’incisione che corre immediatamente sotto le ciglia. Dopo l’operazione verranno applicati dei piccoli punti di sutura, e appositi cerotti: di norma il paziente viene fatto riposare qualche ora prima di poter tornare a casa.

La blefaroplastica lascia cicatrici? Si sente dolore?

La blefaroplastica lascia cicatrici? Si sente dolore?

Come abbiamo cercato di spiegare nelle righe che precedono, le cicatrici della blefaroplastica sono sostanzialmente trascurabili, essendo molto sottili e nascoste nelle pieghe cutanee e nella rima palpebrale.

Per quanto invece riguarda il dolore, rammentiamo ancora una volta che l’intera procedura viene eseguita in anestesia locale e in sedazione, con l’impiego di epinefrina, per la vasocostrizione chirurgica. Il paziente dunque non avvertirà alcun dolore né durante l’intervento né durante l’immediato post operatorio, grazie all’effetto analgesico tipico di questa terapia anestesiologica.

Successivamente, è possibile aiutarsi con normali analgesici da banco. La loro somministrazione andrà valutata volta per volta, visto e considerato che è ben possibile che il paziente non richieda alcuna tipologia di farmaco antidolorifico per l’intero decorso successivo al post operazione.

Dopo quanto si guarisce dalla blefaroplastica?

Anche se l’intervento è poco invasivo, c’è qualche suggerimento che è opportuno seguire per poter ridurre al minimo le complicazioni. In particolar modo, la prima notte sarà necessario cenare leggeri e avere un accompagnamento a casa. Sintomi come stanchezza e intorpidimento saranno del tutto normali, così come un gonfiore locale (durerà qualche giorno) e la possibilità di avere una visione disturbata dalla presenza dei cerotti.

Le normali attività che venivano svolte prima dell’intervento potranno invece essere riprese dopo una settimana dall’intervento, seguendo però sempre – con attenzione – le indicazioni del proprio medico di riferimento, che calerà caso per caso i suggerimenti e le prescrizioni che sarebbe opportuno tenere a mente per facilitare un positivo decorso dall’operazione, evitando ogni tipo di complicazione o di effetto pregiudizievole.

Complicazioni e rischi

Il candidato ideale per la blefaroplastica è in buona salute, emotivamente stabile e deve essere informato sull’operazione e sul percorso post operatorio, compreso rischi e benefici possibili. Non vi sono limiti di età per la blefaroplastica, ma la maggior parte dei pazienti vi ricorre tra i 40 ed i 60 anni, quando i segni dell’invecchiamento si fanno sentire.

Come ogni altro intervento chirurgico, anche la blefaroplastica ha delle complicanze possibili. Nell’immediato vi sono reazioni allergiche all’anestesia e infezioni, anche se sono rare, anche perché a seguito dell’operazione si segue una terapia antibiotica preventiva. Di solito la presenza di un anestesista previene questo tipo di problemi. A seguito dell’operazione invece possono manifestarsi nel paziente alcuni fastidi transitori, che si risolvono in qualche giorno:

Si va dai semplici: lacrimazione, bruciore, prurito, secchezza

Ai più complicati:

  • Ematomi, che se non si risolvono da soli in un po’ di settimane possono richiedere un intervento per la rimozione di coaguli di sangue.
  • Anomalie di cicatrizzazione.
  • Formazione di cisti.