Clexane 4000: enoxaparina un antitrombotico

Clexane 4000

Clexane 4000

Clexane 4000 è un farmaco che va somministrato per via sottocutanea o intravascolare. Esso serve per prevenire la formazione di trombi in soggetti con patologie o con alto fattore di rischio.

Che cos’è

Clexane 4000 è un farmaco a soluzione iniettabile che appartiene alla categoria delle eparine e degli eparinici. Il principio attivo è la enoxaparina sodica, ovvero un’eparina con un basso peso molecolare. Clexane 4000 non va iniettato in via intramuscolare, ma sottocutanea e intravascolare. Il farmaco contiene: enoxaparina sodica e acqua. Questo farmaco è un anticoagulante che può interrompere o rallentare la coagulazione, in sostanza un fluidificante del sangue. Ci sono alcuni pazienti che per una maggiore coagulabilità del sangue, per la presenza di patologie o fattori di rischio, va prevenuta la formazione di trombi, cioè di coaguli sanguigni anomali.

Questo farmaco, un antitrombotico, si utilizza in particolare per:

  • in caso di profilassi per la trombosi venosa profonda (TVP) in pazienti a rischio;
  • nel trattamento della trombosi venosa profonda effettiva con oppure senza la presenza di embolia polmonare;
  • in caso di angina instabile;
  • per l’infarto miocardico non Q, in associazione con l’acido acetilsalicilico;
  • prevenzione delle coagulazione in emodialisi.

Posologia e modo d’uso

Clexane 4000 può essere somministrato per via sottocutanea. Per il trattamento di angina instabile e per l’infarto miocardico non Q, la dose è di 100 UI (1 mg)(kg ogni 12 ore. La sostanza va somministrata con acido acetilsalicilico dato per via orale. La somministrazione deve durare fino alla stabilizzazione del paziente, ma al massimo, di solito, per 8 giorni. Per il trattamento e la profilassi delle trombosi venose profonde, è consigliata la somministrazione di Clexane 4000 in un’unica somministrazione giornaliera, 12 ore prima dell’interveto. La persistenza deve durare sino alla stabilizzazione del paziente, quando viene meno il rischio tromboembolico.

La somministrazione deve essere sottocutanea e non intramuscolare. Il paziente deve essere preferibilmente in decubito. La puntura va fatta nel tessuto della cintura addominale anterolaterale oppure postero laterale, da una parte o dall’altra. Le siringhe sono preriempite, quindi non è necessario espellere aria prima dell’iniezione. L’ago va introdotto interamente, in modo perpendicolare e non tangenziale a livello della plica cutanea ottenuta prendendo la pelle con pollice e indice. Questa va tenuta così per tutta la durata della puntura. Queste siringhe hanno un sistema di sicurezza automatico: a termine corsa si può estrarre l’ago infatti, che va reinserito orientandolo verso l’interno.

Controindicazioni

Clexane 4000 non va utilizzato in caso di ipersensibilità al principio attivo, alle eparine e a qualunque degli eccipienti. In caso di anamnesi positiva per la trombocitopenia con l’enoxaparina; in caso di tendenza all’emorragia legata all’emostasi. Il farmaco è controindicato in caso di lesioni organiche con il rischio di sanguinamento, in caso di endocardite infettiva acuta, problematiche cerebrovascolari emorragiche.

Va prestata attenzione in caso di pazienti che portano protesi meccaniche valvolari cardiache, perché sono state segnalate trombosi. Allo stesso modo nel caso di pazienti anziani, perché può favorire l’emorragia o altre complicazioni. I pazienti che soffrono di insufficienza renale possono avere maggiori rischi di sanguinare. La dose in questo caso va adattata al caso. Allo stesso modo per chi è sottopeso o per i pazienti obesi, con maggiore rischio di tromboembolia.

Interazioni

Qualunque medicinale assunto in concomitanza con Clexane 4000 va indicato al medico curante. É sconsigliata l’associazione con:

  • acido acetilsalicilico, salicilati, per l’aumento del rischio di emorragia
  • FANS, per aumento dei rischio emorragico;
  • Ticlopidina: per l’aumento rischio emorragico;
  • Antiaggreganti piastrinici.
  • Anticoagulanti orali, per un eccesso di azione anticoagulante.
  • Destrano

Avvertenze

Le eparine a basso peso molecolare sono diverse da una all’altra, nella farmacocinetica e nelle associate attività biologiche. Per questo non si deve passare d un principio attivo all’altro senza essere seguiti da un medico e senza seguire le istruzioni del singolo farmaco. In gravidanza e in allattamento meglio fare riferimento a consiglio medico per prendere qualunque medicinale.

Effetti indesiderati

Come tutti i farmaci anche Clexane 4000 ha degli effetti collaterali in alcuni casi. Nello specifico:

  • emorragie: l’effetto più diffuso e comune, che interessa il 4,2% dei pazienti.
  • Trombocitopenia e trombocitosi

Più rari:

  • reazioni allergiche,
  • aumento degli enzimi epatici,
  • orticaria,
  • prurito,
  • eritema,
  • ematoma nel sito di iniezione, con dolore;
  • iperkaliemia.

Le reazioni avverse più frequenti

Chiaramente gli effetti indesiderati vengono riportati come su tutti gli altri medicinali, ma non tutte le persone devono per forza manifestarli. Durante tutte le varie ricerche cliniche, le emorragie hanno rappresentato le reazioni indesiderate più spesso verificate. Tra queste troviamo le emorragie maggiori, che sono state rilevate con un’incidenza pari al 4,2%. In alcuni casi, queste situazioni hanno portato alla morte del paziente. Esattamente come succede quando si usano altri tipi di anticoagulanti, può accadere che insorgano delle emorragie con dei particolari fattori di rischio associati. Questi ultimi possono corrispondere, ad esempio, a lesioni organiche con diatesi emorragica. Oppure possono essere rappresentati da procedure invasive o, ancora, dall’impiego contemporaneo di farmaci che vanno ad interferire con l’emostasi.
Le reazioni più diffuse dopo la commercializzazione di Clexane
Ci sono alcune reazioni che sono state rilevate nel corso dell’impiego di questo farmaco dopo la sua autorizzazione alla vendita. Si tratta di reazioni che intervengono per via di rapporti spontanei e, per tale ragione, non è conosciuta la loro frequenza. Tra le varie reazioni troviamo malattie che colpiscono il sistema nervoso, compreso il mal di testa, oppure disturbi che colpiscono il sistema immunitario, come le reazioni anafilattiche. Inoltre, come malattie vascolari sono stati rilevati casi di ematomi spinali o epidurali legati all’impiego profilattico dell’eparina durante delle anestesie spinali, peridurali oppure con punture lombari. In alcuni casi reazioni hanno portato a conseguenze dal punto di vista neurologico di diversa natura. Tra le altre, anche una paralisi prolungata o permanente. Per quanto concerne le malattie che colpiscono l’apparato emolinfopoietico, sono stati rilevati casi di anemia, trombocitopenia immunoa-allergica con correlata trombosi e ischemia dell’arto, ma anche eosinofilia isolata o legata ad altri disturbi cutanei. In riferimento alle malattie che possono colpire la cute e il tessuto sottocutaneo, sono state rilevate varie reazioni avverse. Ad esempio, vasculite cutanea derivante da ipersensibilità, ma anche necrosi cutanea. In tutte queste situazioni si consiglia sempre di bloccare la cura a base di enoxaparina sodica. In ogni caso si tratta di eventi che durano per pochi giorni e, di conseguenza, non necessitano che la terapia venga interrotta del tutto, ma semplicemente sospesa. In alcuni casi è stata riscontrata anche alopecia.

Cosa succede in caso di sovradosaggio?

Nel caso in cui venga ingerita o assunta una quantità accidentale di un dosaggio troppo alto di Clexan, la prima cosa da fare è quella di avvertire subito il medico. In alternativa, si deve andare il prima possibile all’ospedale più vicino. Nella maggior parte dei casi, quando si tratta di assunzione orale massiva di enoxaparina non ci si deve preoccupare più di tanto. Infatti, non sono previste conseguenze particolarmente gravi, anche in relazione del fatto che vi è un assorbimento gastrico e intestinale davvero molto limitati. Per avere una sicurezza maggiore e per un controllo, quindi, c’è la possibilità di eseguire un dosaggio plasmatico delle azioni anti-Xa ed anti-Ila. Nel caso in cui il paziente assuma un dosaggio accidentalmente troppo alto di enoxaparina per via intravascolare o sottocutanea, allora le conseguenze possono essere differenti e anche più importanti. Ad esempio, possono insorgere delle complicazioni emorragiche per via della relativa azione anticoagulante. Nella maggior parte dei casi tale azione si può bloccare tramite un’iniezione per endovena lenta di protamina (che può essere cloridrato o solfato). Il dosaggio di protamina deve essere lo stesso di quello dell’enoxaparina che è stata iniettata. In poche parole, deve essere pari a 1 mg o 100 unità anti-eparina di protamina per il blocco dell’azione anti-Ila. Nel caso in cui, invece, l’enoxaparina sia stata assunta oltre 8 ore prima della somministrazione di protamina, allora si deve sfruttare un’infusione pari a 0,5 mg di protamina per ogni mg di enoxaparina. Stesso discorso quando serve un ulteriore dosaggio di protamina. Una volta che sono trascorse 12 ore dalla somministrazione di enoxaparina può non servire più a nulla la somministrazione di protamina. Ad ogni modo, anche quando vengano usati dei dosaggi molto alti di protamina, l’azione anti-Xa non viene mai del tutto bloccata. Di solto, la neutralizzazione è efficace per il 60%, consentendo comunque il mantenimento di un’azione antitrombotica. Infine, per qualsiasi tipo di dubbio circa l’impiego corretto di Clexane, potete chiedere consiglio al medico oppure al farmacista.

Scadenza e come si deve conservare

Prima di aprire la confezione, è necessario vedere e controllare la data di scadenza che è riportata sulla scatola. Chiaramente si tratta di una data che fa riferimento al prodotto mantenuto integro, conservato in maniera corretta. È importante che si eviti l’utilizzo di questo medicinale dopo che è trascorsa la data di scadenza che viene riportata sulla confezione. La conservazione di questo farmaco non deve avvenire a delle temperature al di sopra dei 25 gradi centigradi. I medicinali usati non devono essere per nessun motivo buttati nell’acqua di scarico oppure nei rifiuti domestici. Infine, questo medicinale deve essere tenuto il più possibile distante rispetto alla portata e alla vista dei bambini.

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Roberta Gammella. Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. E’ registrata all’Ordine Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e Provincia