Cromo picolinato: per cosa può essere utile?

Il cromo è una sostanza presente nel nostro organismo in piccole tracce. Anche se non tutte le sue funzioni sono finora state esplicitate negli studi medici, è noto che una condizione di carenza cronica di cromo può indurre il nostro organismo ad essere meno sensibile all’insulina. Inoltre, una simile situazione può aumentare il colesterolo, ed abbassare le difese immunitarie. Anche per questo motivo è facile trovare in commercio degli integratori di cromo, in cui questo elemento si trova sotto forma di cromo picolinato, un sale che è un ottimo compromesso tra la biodisponibilità (cioè, l’assorbimento effettivo del cromo) e il rischio di tossicità.

A cosa serve il cromo piccolinato

A cosa serve il cromo piccolinato

Il cromo ha importanti proprietà ipoglicemizzanti. Sebbene non del tutto chiare, le azioni del cromo sembrano essere piuttosto importanti sul fronte del segnale insulinico, andandolo a potenziare. L’azione attivante nei confronti del recettore insulinico, e la stimata capacità di migliorare il metabolismo glucidico epatico, sosterrebbero – secondo alcuni spunti interpretativi – il ruolo metaboliso del cromo.

Dai numerosi studi effettuati, sembra inoltre che il cromo possa migliorare la glicemia a digiuno, favorire una diminuzione di colesterolo totale e colestserolo LDL e migliorare la composizione corporea.

Come usare il cromo picolinato

Di norma l’assunzione giornaliera ritenuta adeguata di cromo è pari a 25-35 mcg. La supplementazione avviene invece in dosi comprese tra 20 e 200 mcg al giorno. Come anticipato, gli integratori di cromo che è più facile trovare sul mercato sono quelli di cromo picolinato, ma non è escluso che il proprio medico possa consigliare altre forme, come il cromo polinicotinato e il cromo cloride.

Ad ogni modo, secondo i LARN per la popolazione italiana, l’assunzione adeguata di cromo sarebbe pari a 4 mcg per i neonati da 7 a 12 mesi, 7 mcg per i bambini da 1 a 3 anni, 10 mcg per i bambini da 4 a 8 anni, 14 mcg per i bambini da 9 a 13 anni. Negli adolescenti, l’assunzione adeguata di cromo sarebbe pari a 25 mcg per i maschi da 14 a 18 anni, e di 33 mcg per le femmine da 14 a 18 anni.

Ulteriormente, negli uomini adulti l’assunzione è di 35 mcg da 19 a 50 anni e di 30 mcg oltre i 50 anni. Nelle donne tra i 19 e i 50 anni la dose è di 25 mcg, oltre i 50 anni è di 20 mcg. Se invece la donna è gravida, l’assunzione quotidiana dovrebbe essere di 30 mcg, che aumentano a 45 mcg in allattamento.

Effetti collaterali del cromo

Il cromo picolinato deve essere assunto secondo le indicazioni del medico, poichè sovradosaggi potrebbero favorire l’instaurarsi di quadri anemici, nella ribadizione che il cromo compete con il ferro per il legame con la transferrina, una proteina che serve a trasportare il ferro nel sangue. Inoltre, alcuni studi sostengono che l’acido picolinico che è contenuto nel cromo picolinato può alterare la ghiandola parotidea e influenzare così negativamente la sua funzione. Altri studi sostengono infine che dosi elevate di cromo picolinato potrebbero determinare danni renali, anemia, insufficienza epatica, rabdomiolisi, trombocitopenia.

Uso di cromo picolinato in gravidanza e in allattamento

Uso di cromo picolinato in gravidanza e in allattamento

Non è escluso che il cromo picolinato possa essere utilizzato anche durante la gravidanza. È tuttavia fondamentale non superare mai i limiti consentivi, e parlare sempre con il proprio medico della possibilità e della convenienza di poter assumere degli integratori.

Indicazioni cromo picolinato

In aggiunta a quanto precede, ricordiamo che l’utilizzo di cromo picolinato non è indicato nelle ipotesi di ipersensibilità al principio attivo. Per quanto concerne la sua eventuale interazione con i farmaci, le indicazioni avvertono che il contestuale utilizzo di ascorbato e di alimenti contenenti ascorbato, potrebbero aumentare l’assorbimento intestinale di cromo oltre quanto desiderabile. Al contrario, è la presenza di fitati a compromettere il regolare assorbimento del cromo.

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