Dibase 25000 soluzione orale da 2,5 ml si presenta come un contenitore monodose contenente 0,625 mg di colecalciferolo (vitamina D3) e ha come eccipiente olio di oliva raffinato. Il contenitore si presenta di colore ambrato, chiuso in una capsula costituita da polipropilene. Le confezioni contengono più monodosi.
Dibase è un integratore di vitamina D a base di colecalciferolo per chi ne è carente. La carenza di vitamina D deve essere determinata a seguito di un esame di laboratorio e quindi questo medicinale va assunto in maniera regolare solamente sotto consiglio medico. La terapia con Dibase è determinata dalla necessità di ripristinare le riserve di vitamina D nell’organismo.

La vitamina D è una di quelle sostanze che il corpo umano genererebbe da solo, tuttavia, quando non è sufficiente è necessario fare uso di un integratore. La vitamina D favorisce l’omeostasi della calcemia e la mineralizzazione delle ossa poiché interviene facilitando l’assorbimento del calcio dagli alimenti assunti, a livello intestinale. Una carenza di vitamina D può essere determinata da una dieta povera di alimenti che la contengano (per esempio chi è intollerante al lattosio), da una troppo scarsa esposizione al sole e da disturbi legati ai reni e all’assorbimento dei grassi.

Controindicazioni, precauzioni d’uso, interazioni

Non deve assumere Dibase chi ha un’ipersensibilità al colecalciferolo, chi soffre di ipercalcemia, di calcoli renali (nefrolitiasi) e di insufficienza renale. Deve prestare attenzione chi ha la sarcoidosi, perché aumenta il metabolismo, e chi prende farmaci in concomitanza con questo. In particolare c’è un’interazione con farmaci anticonvulsivi, barbiturici e diuretici tiazidici. Deve fare attenzione anche chi assume farmaci contenenti calcio perché la combinazione con la vitamina D determina il rischio di tossicità. È necessaria anche attenzione all’assunzione di Dibase se si assumono medicinali antiacidi con alluminio perché in questo caso l’assorbimento della vitamina è compromesso, così anche se questi farmaci contengono magnesio. In concomitanza con l’assunzione di questo farmaco è preferibile non assumere troppi alcolici.
Non assumere questo integratore di vitamina D se già la si sta assumendo per altra via e in caso di gravidanza o allattamento, assumerlo sotto controllo medico.

Posologia Dibase 25000

Questo farmaco può venire somministrato con cadenza regolare sotto controllo medico. La soluzione orale è il metodo adatto a tutti, solo per chi ha problemi di malassorbimento è consigliata la via intramuscolare.
La soluzione orale va assunta, con i pasti, in dosaggio differente a seconda che si stia prendendo a fini preventivi di una carenza di riserve di vitamina D o come trattamento in una situazione di carenza effettiva. L’assunzione consigliata:

  • Infanti con meno di 18 anni di età:
    Per prevenzione il dosaggio è una confezione ogni 1-2 mesi
    Per trattamento il dosaggio è una confezione 1 volta alla settimana per 4-6 mesi
  • Adulti:
    Per prevenzione il dosaggio è 1 contenitore monodose al mese
    Per trattamento il dosaggio è 2 contenitori per 2-3 mesi
  • Donne in gravidanza:
    Nei primi 6 mesi l’assunzione va controllata dal medico
    Nell’ultimo trimestre è possibile assumere 1 contenitore

Modo d’uso

Le fialette monodose hanno un anellino in plastica di prerottura: tenere con la mano la fiala e con l’altra fare una pressione al di sopra dell’anello bianco e ruotare.

Sovradosaggio

In caso di sovradosaggio il pericolo è di ipercalcemia e ipercalciuria, i sintomi sono nausea, vomito, disidratazione e sete, poliuria, polidipsia, costipazione. Un dosaggio davvero molto elevato può determinare la calcificazione vascolare e degli organi. In gravidanza il sovradosaggio può causare danni al feto, che potrebbe poi determinare ritardi nello sviluppo fisico e mentale dell’infante, stenosi aortica, retinopatia. In caso di sovradosaggio: interrompere l’assunzione, bere molto per reidratarsi ed eliminare il principio e rivolgersi subito al medico.

Effetti collaterali

Dibase, come tutti i farmaci ha anche degli effetti collaterali indesiderati che si possono manifestare in certi soggetti. In particolare, l’assunzione di vitamina D può causare disturbi del sistema immunitario (ipersensibilità), disturbi del metabolismo (debolezza, sete), disturbi neurologici (sonnolenza, stato di confusione), sistema nervoso (mal di testa), disturbi all’apparato gastrointestinale (costipazione, eruttazione, flatulenza, mal di pancia, nausea, vomito, diarrea, secchezza orale), Patologie cutanee (rash, prurito), disturbi ai reni (poliuria, polidipsia, nefrocalcinosi e insufficienza renale).

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Roberta Gammella. Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. E’ registrata all’Ordine Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e Provincia