Ernia di Schmorl: cosa è e come curarla

Ernia di Schmorl

L’ernia di Schmorl è una particolare protuberanza della cartilagine del nucleo polposo del disco intervertebrale. Si tratta di una situazione non particolarmente grave (almeno, nella stragrande maggioranza delle ipotesi), che non determina nemmeno specifici problemi. L’ernia di Schmorl è infatti frequentemente asintomatica, anche se a volte può essere ricollegata al dolore alla schiena o alle spalle.

Diagnosi

Come anticipato, spesso riscontrare l’ernia di Schmorl è abbastanza difficile in quanto il paziente non avverte specifici sintomi. Ne deriva che a volte l’ernia di Schmorl è diagnosticata mentre si stanno facendo altri esami, mentre in una parte minoritaria delle ipotesi tale ernia è realmente produttiva di problemi e, dunque, si rendono necessari esami diagnostici come una radiografia o una tomografia computerizzata per ottenere migliori immagini.

Cause

Attualmente non sono ben chiare quali possano essere le cause dell’ernia di Schmorl. È tuttavia stato accertato, grazie ad alcuni studi recenti, che la formazione di questi noduli può essere ricondotta a dei traumi che il paziente subisce nel corso della sua vita. Altri dossier sostengono inoltre che in realtà l’ernia di Schmorl potrebbe già essere presente fin dalla nascita in altri pazienti, arricchendo così la gamma di determinanti in congenite o meno.

Cura

L’ernia di Schmorl spesso non è curata, e alcuni medici non la considerano nemmeno una vera e propria malattia. Se a ciò aggiungiamo che frequentemente non presenta pericolosità di rilievo e nemmeno dei sintomi, è facile intuire che non esistano trattamenti specifici.

Cura dell’ernia di Schmorl

Ernie interne ed esterne

Come ben valutabile da quanto sopra abbiamo anticipato, l’ernia di Schmorl appartiene alla categoria delle “ernie interne”, ovvero di quelle ernie che sono contraddistinte da uno spostamento all’interno del corpo, in contrapposizione delle ernie esterne, quando invece i visceri, infiltrandosi tra le strutture della parete (capita prevalentemente in quella addominale) si dirigono verso l’esterno diventando così evidenti.

Ernia del disco

Sempre all’interno del nostro approfondimento sull’ernia di Schmorl, può essere utile cercare di approfondire che cosa si intenda per ernia del disco. L’ernia del disco intervertebrale, o ernia discale, è una fuoriscuta di materiale normalmente contenuto nel disco intervertebrale, che facendosi spazio tra le fibre lesionate, viene a contatto con le strutture nervose contenute nel canale spinale. Questo genere di ernia, più fastidiosa, può coinvolgere la zona cervicale, dorsale e lombo sacrale del rachide, con frequenza in quest’ultima (sono invece molto più rare le ernie del disco dorsali).

Ad ogni modo, così come per quanto attiene la protagonista del nostro approfondimento odierno, molte delle ernie del disco possono essere asintomatiche. Sono invece sintomatiche se si manifestano dei dolori vertebrali, cervicali, dorsali o lombari, a seconda della sede dell’ernia, e eventuali disturbi da compressione delle strutture nervose, come il midollo spinale e le radici, che si trovano nel canale vertebrale.

Per quanto attiene infine il trattamento, è facilmente intuibile come la gamma di interventi sia ampio a seconda della gravità e delle condizioni dell’ernia. Ad esempio, un primo step di trattamenti può essere di tipo conservativo: se i sintomi non sono gravi, spesso può essere sufficiente del riposo, la fisioterapia, l’assunzione di farmaci. Uno step successivo, qualora i trattamenti conservativi non siano sufficienti, è quello dell’intervento chirurgico mini invasivo percutaneo (principalmente, con il laser). Se il medico lo ritiene opportuno, è possibile optare anche per la microchirurgia o per la manipolazione, finalizzata a ricreare lo spazio intra articolare e diminuire eventuali compromissioni del nervo a livello lombare e cervicale.

Esistono naturalmente trattamenti più invasivi, che sono finalizzati principalmente a ripristinare l’altezza del disco, il corretto assetto sul piano sagittale della colonna lombare, e l’eventuale correzione di altre anomalie.

Insomma, considerata l’ampia varietà di situazioni, il trattamento non potrà che essere programmato caso per caso, in compagnia del vostro medico di riferimento. Nel caso in cui avvertiate pertanto quelli che possono essere i sintomi di un’ernia, il nostro consiglio è quello di ricorrere immediatamente alla consulenza del medico, che potrà eventualmente suggerirvi l’effettuazione di specifici esami per poter arrivare alla corretta diagnosi del problema e, conseguentemente, indicarvi quelle che possono essere le terapie più opportune per poter arrivare in una condizione di rinnovato benessere.

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Roberta Gammella. Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. E’ registrata all’Ordine Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e Provincia