Granulociti eosinofili nel sangue, cosa sono e cosa possono voler dire

Gli eosinofili rappresenta una particolare categoria di globuli bianchi, chiamati anche granulociti eosinofili, in riferimento alla più ampia categoria cellulare della quale fanno parte.

Granulociti eosinofili nel sangue
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Si tratta di cellule del nostro sistema immunitario, che vengono “attivate” nell’ipotesi in cui sia necessario intervenire a difesa. A sua volta, il nome “granulociti” deriva dalla presenza di piccoli granuli presenti nel citoplasma, ovvero nel liquido sussistente tra nucleo e membrana cellulare.

I granulociti eosinofili vengono prodotti dalle cellule staminali del midollo osseo, passano nel sangue, e da qui – attraversando le pareti dei vasi sanguigni – giungono nei tessuti. Pertanto, i granulociti eosinofili andranno a “popolare” diverse zone del nostro corpo, come le mucose delle vie respiratorie e polmonari, dell’apparato gastrico, dell’apparato urogenitale, il tessuto connettivo della pelle.

La funzione principale dei granulociti eosinofili rimane quella di difendere il nostro organismo contro attacchi esterni. Tra coloro, si ricorda la difesa contro gli elminti, vermi pluricellulari che vivono nell’intestino, e che vengono contrastati proprio dall’incremento del numero degli eosinofili, che distruggono le membrane delle cellule dei vermi e, in tal modo, li uccidono.

Ma non solo: i granulociti eosinofili sono anche essenziali nelle reazioni allergiche: sebbene il tema sia ancora molto discusso, è stato scoperto che i granulociti eosinofili posseggono all’interno dei loro granuli delle proteine citotossiche che possono causare lesioni dell’epitelio delle mucose nell’infiammazione allergica, nonché vaso costrizione e broncostrizione.

Valori normali

Il conteggio dei granulociti eosinofili nel sangue viene effettuato con un’analisi ematochimica su un campione di sangue prelevato in vena dal braccio. In linea di massima, possono essere considerati valori normali quelli intorno alle 350 cellule per ogni micro litro di sangue Si parla invece di granulociti eosinofili alti se il numero di cellule è superiore a 450 unità per ogni microlitro di sangue. Di contro, si parla di granulociti eosinofili bassi se il numero di cellule è inferiore a 350 unità per ogni microlitro di sangue.

Naturalmente, quanto sopra deve essere assunto come puro riferimento: all’interno di una giornata, infatti, il numero dei granulociti eosinofili subisce delle fluttuazioni molto significative (anche del 30%), a causa dell’influenza esercitata dall’orologio biologico.

Valori normali dei granulociti eosinofili
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Eosinofilia e Eosinofilopenia

Alla luce di quanto precede, possiamo altresì introdurre i concetti di eosinofilia e di eosinofilopenia, due condizioni che sono ricollegate all’evidenza di valori “anormali” di granulociti eosinofili. Con il primo termine (eosinofilia) ci si riferisce a un aumento del numero di eosinofili nel sangue, che è indice di risposta verso cellule patologiche, che possono essere di vario genere (parassiti, sostanze allergiche, cellule tumorali, ecc.). L’eosinofilia può colpire vari organi, i polmoni, le vie respiratorie, l’apparato gastrointestinale, la pelle.

Di contro, con il secondo termine (eosinofilopenia) si indica un basso numero di eosinofili nel sangue, indice potenziale di malattie come la sindrome di Cushing, o stress. Se invece siamo in condizione di aumento molto alto e persistente degli eosinofili (più di 1.500 cellule per millilitro di sangue), si parla di sindrome ipereosinofila idiopatica, con conseguente potenzialmente gravi su polmoni, sistema nervoso, cuore, pelle, fegato.

Affermato ciò, vi consigliamo naturalmente di chiarire la vostra condizione di salute con il proprio medico curante, affinchè costui possa suggerirvi eventuali approfondimenti per poter evidenziare le cause che hanno prodotto un incremento o un decremento significativo di granulociti eosinofili nel vostro sangue. Non si tratta – come evidente – di una malattia vera e propria, ma di una condizione che degenera sulla base di altre determinanti che sarebbe bene individuare, al fine di poter intervenire con la migliore terapia e trovare un congruo benessere. Consultate il vostro medico di famiglia per saperne di più.

Fonti e bibliografia

  • Clinical Immunology. Principles and Practice. Rich; Ed. Elsevier Healt Science; 2018
  • Roitt’s Essential Immunology. Dennis R. Burton, Ivan M. Roitt, Peter J. Delves, Seamus J. Martin; Ed. John Wiley & Sons Inc; 2016
  • Immunologia cellulare e molecolare. Abul K. Abbas, Andrew H. Lichtman , Shiv Pillai; Ed. EDRA; 2018

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Roberta Gammella. Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. E’ registrata all’Ordine Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e Provincia