Ormoni tiroidei: cosa sono, a cosa servono e perchè controllarli

Prodotti dalle cellule follicolari, gli ormoni tiroidei triiodotironina (T3) e tiroxina (T4) sono secreti seguendo un ritmo circadiano: i livelli più elevati si raggiungono durante la notte e nelle prime ore del mattino, mentre dalle 12 alle 21 si assisterà a un calo dei livelli.

Numerose sono le funzioni cui rispondono gli ormoni tiroidei. Tra le principali possiamo ricordare:

  • Regolazione dello sviluppo cerebrale del feto e del lattante.
  • Azione termogenetica: incrementano il consumo di ossigeno a riposo, innalzando il metabolismo basale, la temperatura corporea e il fabbisogno calorico quotidiano. Gli ormoni tiroidei, infatti, contribuiscono in maniera fondamentale alla spesa energetica e alla produzione di calore, regolando direttamente il metabolismo basale. L’azione è favorita dall’incremento del metabolismo ossidativo mitocondriale, dall’aumento degli enzimi respiratori e dei mitocondri, dall’incremento del metabolismo basale (cioè della quantità di spesa energetica di un soggetto in condizioni di riposo), dall’incremento dell’attività metabolica di tutti i tessuti, con aumento del consumo di ossigeno, della produzione di calore e della velocità di utilizzazione delle sostanze energetiche. In condizioni normali, infatti, il consumo di ossigeno è pari a 250 ml / min. In condizioni di ipotiroidismo scende a 150 ml / min, mentre in condizioni di ipertiroidismo sale a 400 ml / min.
  • Regolazione del metabolismo glucidico: favoriscono la glicogenolisi e la gluconeogenesi. Più nel dettaglio, gli ormoni tiroidei inducono la produzione epatica di glucosio, l’incremento della glicogenolisi e la gluconeogenesi, promuono l’uso del glucosio aumentando l’attività di enzimi coinvolti nell’ossidazione del glucosio.
  • Intervento nella lipolisi e nella lipogenesi: gli ormoni stimolano sia l’utilitzzo di grasso a scopo energetico sia la sintesi di tessuto adiposo. Dunque, gli ormoni tiroidei stimolano l’attività della lipasi ormono-sensibile (lipolisi), stimolano la sintesi e l’ossidazione del colesterolo e la sua conversione in acidi bilari e favoriscono la sintesi di acidi grassi (lipogenesi).
  • Regolazione della sintesi proteica: incrementano la sintesi proteica e hanno effetto trofico sul muscolo. L’effetto si accompagna con la simolazione dell’ossificazione endocondriale, la crescita lineare e la maturazione dei centri epifisari, lo sviluppo della maturazione e dell’attività dei condrociti nella cartilagine della lamina di accrescimento.
  • Effetti sul sistema cardiovascolare: incrementando la contrattilità miocardica, aumentano la frequenza cardiaca, e sviluppano il ritorno venoso al cuore. Gli ormoni tiroidei regolano pertanto lo sviluppo e la differenziazione del sistema nervoso centrale durante la vita fetale e nelle prime settimane di vita, quando sono utili per poter assicurare una corretta mielinizzazione delle strutture nervose. Di contro, dei deficit nella funzionalità tiroidea in epoca precoce possono comportare delle gravi ripercussioni sul sistema nervoso centrale e possono compromettere il quoziente intellettivo del soggetto.

Altri effetti

A quelli sopra delineati occorre aggiungere un’ulteriore serie di effetti determinati dagli ormoni tiroidei, come l’incremento della motilità intestinale, lo sviluppo dell’assorbimento della vitamina B12 e del fetto, l’incremento della sintesi di ertropoietina, l’aumento del flusso renale e della filtrazione glomerulare, il regolamento del trofismo della cute e degli annessi, lo stimolo della produzione endogena di altri ormoni.

Iodio e ormoni tiroidei

Affinchè gli ormoni tiroidei siano protagonisti di un corretto processo di intesi, occorre la tirosina (che viene messa a disposizione dalla tireoglobulina), lo iodio (trasportato contro gradiente nel tireocita), un enzima catalizzatore (tireoperossidasi).

Per quanto sopra già piuttosto chiaro, è molto importante introdurre con la dieta le giuste quantità di iodio per poter garantire l’ottimale funzionamento della tiroide: la carenza di questo minerale può infatti condurre allo sviluppo di alcune patologie come il gozzo endemico. Ora, considerando che l’apporto di iodio nella dieta è piuttosto basso, potrebbe essere utile cercare di sviluppare opportuni livelli di iodio mediante l’utilizzo di sale iodato al posto del tradizionale sale da cucina.

Esercizio fisico e ormoni tiroidei

Contrariamente a quanto ritengono alcuni, la funzionalità della tiroide non è influenzata in modo significativo dall’attività fisica, bensì dallo stato nutrizionale. È infatti noto che durante il digiuno diminuisce la sensibilità dei tessuti nei confronti degli ormoni tiroidei, con un meccanismo di difesa utile per poter abbassare il metabolismo e evitare lo spreco di energie preziose per la stessa sopravvivenza dell’organismo.

Da quanto sopra dovrebbe essere piuttosto intuibile quale sia l’importanza fondamentale di assicurare un corretto funzionamento degli ormoni tiroidei per molti aspetti del nostro benessere. Per questo motivo, per poterne sapere di più, vi consigliamo di consultare il vostro medico di riferimento e individuare insieme a lui quali possano essere le migliori analisi effettuabili per poter accertare un funzionamento fisiologico e anomalo degli ormoni tiroidei, le cause di eventuali malfunzionamenti e, intuibilmente, anche le terapie per poter ritrovare la corretta funzionalità degli ormoni tiroidei.

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Roberta Gammella.
Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. E’ registrata all’Ordine Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e Provincia