Orzo perlato, un alimento ricco di proteine e lipidi

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Orzo perlato

L’orzo perlato è un cereale proveniente dall’Asia, che affonda le sue radici in un lontano passato. Solo negli ultimi anni ha trovato una nuova linfa vitale, grazie anche alla diffusione dell’alimentazione vegana e vegetariana. La sua composizione è molto simile a quella del mais, ma con un maggior quantitativo di proteine e lipidi.

Orzo perlato: differenze

Vi sono diverse tipologie di orzo che si possono trovare sul mercato. Ad ognuna di queste corrisponde a sua volta delle differenze nell’utilizzo. In linea di massima si possono distinguere quattro gruppi:

1. Orzo integrale
2. Orzo solubile
3. Orzo decorticato
4. Orzo perlato

Come ci suggerisce il nome, nel primo caso, ovvero l’orzo integrale, è quello che in sostanza conserva tutte le proprietà tipiche del cereale. Questo orzo è molto difficile da consumare, perché richiede un lungo periodo di ammollo, prima della cottura.

L’orzo solubile invece, viene impiegato tendenzialmente per la realizzazione di bevande, come il famoso caffè d’orzo. Di conseguenza le possibilità si restringono a due sole varianti: il decorticato e l’orzo perlato.Orzo perlato solubile

L’orzo decorticato viene sottoposto ad una lavorazione meccanica per eliminare la parte esterna. Questo sistema riduce la fase di ammollo, da molte ore, a soli 50 minuti. Nonostante tale processo, esso mantiene intatte gran parte delle sue caratteristiche naturali, tra cui l’elevato quantitativo di fibre e di sali minerali.

Per quanto riguarda invece l’orzo perlato, esso viene sottoposto ad un lungo processo di raffinazione. Il processo consiste nella rimozione totale della parte esterna del chicco, affinché assuma una colorazione biancastra. Il grande vantaggio di tutto questo è l’eliminazione della fase di ammollo, perché può essere cotto immediatamente. Lo svantaggio invece, è la perdita delle caratteristiche naturali del cereale.

Infatti con questo processo di perdono gran parte delle fibre, delle vitamine. Si abbatte anche un buon quantitativo di sali minerali. La scelta fra queste due varianti dunque dipende principalmente dall’impiego che si vuole fare, dalla tipologia di ricetta e dal gusto personale di ognuno di noi.

Orzo perlato: proprietà nutritiveOrzo perlato: le proprietà nutritive

Se osserviamo l’orzo perlato per quanto riguarda le sue proprietà nutrizionali, questo purtroppo risulta essere lievemente più povero rispetto alla variante integrale, o a quella decorticata. Aumentano i carboidrati a discapito della fibra alimentare, che invece è molto utile per favorire la digestione. Aumentano anche i sali minerali rispetto agli acidi grassi omega 3.

Un quantitativo pari a 100 grammi di prodotto apporta circa 320 chilo calorie, di cui buona parte, ovvero circa l’84% sono dovute ai carboidrati. Il 10/14% sono costituite da proteine e solo il 2/4% da grassi. Sempre nello stesso quantitativo sono presenti circa 9 grammi di fibra solubile ed insolubile. Poi ci sono i sali minerali molto importanti per il nostro organismo, come il potassio, il ferro, il sodio, il fosforo ed infine il calcio.

Per quanto riguarda il fosforo, l’orzo perlato è una fonte di approvvigionamento molto indicata, perché può raggiungere il 29% della razione giornaliera raccomandata. Tra gli aminoacidi che si trovano all’interno di questo cereale, occupa un posto di rilievo la tiamina, insieme alla riboflavina e niacina. Se decidete dunque di consumare regolarmente l’orzo perlato, ricordate sempre di aggiungere al pasto una buona dose di fibra vegetale inoltrando anche frutta e verdura, quindi compensare gli omega 3 anche attraverso il pesce, nel caso in cui non si seguisse un’alimentazione vegetariana o vegana.

Un nota molto importante è rivolta a tutti coloro che soffrono di celiachia, ovvero di intolleranza permanete al glutine, perché tale cereale viene sottoposto come abbiamo inoltrato precedentemente a determinati processi di raffinazione, e questo non ne riduce il contenuto di glutine, come come si sente dire o leggere il più delle volte. Di conseguenza il prodotto non è una varietà indicata per coloro che sono affetti da tale patologia o gravemente allergici. Consigliamo in presenza di dubbi, di consultare sempre il proprio medico curante o l’allergolo di fiducia.

Orzo perlato: come cuocerlo come cuocerlo

Prima di cuocere l’orzo è importante effettuare un lavaggio accurato e profondo, e successivamente provvedere all’eliminazione dell’acqua in eccesso, aiutandosi con l’ausilio di un colino a maglie strette. In questo modo verranno eliminati tutti i residui dovuti all’imballaggio ed al confezionamento ed eventuali alterazioni del sapore.

L’orzo perlato si può cuocere proprio come il classico riso, mediante la bollitura, basta semplicemente immergere il cereale una volta che l’acqua a raggiunto l’ebollizione e lasciare cuocere per circa 40 minuti. Ricordiamo infine che il quantitativo di acqua deve essere rispettivamente maggiore di tre volte rispetto al quantitativo di orzo, ed inoltre a 5 minuti dalla fine, sarà utile aggiustare con del fino a vostro gradimento.