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Polipi iperplastici: cosa sono e perché non bisogna allarmarsi

Torniamo oggi a parlare dei polipi intestinali, con particolare riferimento ai polipi iperplastici. Per comprendere pienamente di cosa si tratti, e capire perché non occorra allarmarsi, compiamo tuttavia una breve introduzione nei polipi dell’intestino, piccoli rilievi che compaiono sulla mucosa intestinale (principalmente nella zona del colon, e in quella del retto), e che nella maggior parte dei casi – è i polipi iperplastici sono tra di essi – hanno una formazione di natura benigna che non ha possibilità di trasformarsi in patologie gravi.

Quanto sopra non deve tuttavia lasciar intendere che i polipi possano essere trascurati: con il passare del tempo, infatti, alcune particolari categorie di polipi – ma, premettiamolo, difficilmente tra di essi potranno essere annoverati quelli iperplastici – possono tramutarsi in forme maligne. È per questo motivo che a volte si rende necessaria l’asportazione di tali neoformazioni.

Introdotto ciò, è anche bene non riporre troppi allarmismi: se infatti è vero che in quote minoritarie i polipi possono sfociare in qualcosa di peggiore, è anche vero che più di 4 adulti over 60 su 10 presentano dei polipi adenomatosi, in stato precanceroso. E dunque, al fine di tenere sotto controllo il proprio quadro, sarebbe opportuno procedere a un esame diagnostico di natura colonscopica intorno ai 50 – 55 anni di età anagrafica, attraverso una radiografia con mezzo di contrasto, o mediante colonscopia “tradizionale”.

Polipi iperplastici

Non solo: qualora in famiglia si dovessero riscontrare delle fattispecie cancerose al colon, tra i parenti di primo grado è consigliabile procedere a uno screening in età ancora più precoce (alcuni medici consigliano in tal senso un esame già a partire dai 30 – 35 anni). Il lato positivo della medaglia è il fatto che le malattie tumorali al colon retto hanno una evoluzione piuttosto lenta nel loro passaggio da polipi adenomatosi a vere e proprie forme di tumore: considerato che tale evoluzione impiega circa 10 anni, per potersi ritenere sufficientemente al sicuro sarà sufficiente ripetere l’esame ogni 5 anni. Naturalmente, i tempi andranno accorciati nell’ipotesi in cui durante gli esami si riscontrino dei polipi adenomatosi tali da rendere necessaria la loro asportazione.

A questo punto risulta essere molto più chiaro comprendere cosa siano i polipi iperplastici: si tratta di una delle ordinarie classificazione dei polipi, di natura benigna, senza particolari pericoli di evoluzione neoplastica.

Generalmente i polipi iperplastici sono di natura asintomatica. Dunque, molte persone potrebbero convivere con i polipi senza mai saperlo o, meglio, scoprendolo solo quando i polipi si sono evoluti in forme maligne, e iniziano a produrre seri danni al proprio organismo. A volte invece i polipi possono manifestarsi attraverso sintomi abbastanza tipici come la diarrea mucosa o perdite di sangue dal retto. Molto dipenderà, come intuibile, dalle dimensioni e dalle caratteristiche del polipo.

Per saperne di più, e per comprendere se sia effettivamente o meno il caso di procedere alla rimozione dei polipi, vi consigliamo naturalmente di ricorrere alla consulenza del vostro medico di famiglia, che attraverso esami e analisi dei sintomi potrà procedere a una diagnosi accurata, e consigliare dunque la migliore terapia per ritrovare un pieno benessere.