Rovamicina, un farmaco indicato per combattere i germi nelle infezioni orali e respiratorie

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Rovamicina è un medicinale utile a combattere infezioni del cavo orale e delle vie respiratorie, causati da germi sensibili. Il suo impiego è particolarmente indicato per contrastare paradontopatie, gengivite, piorrea alveolare, rinofaringite, laringite, bronchiti, polmoniti, pertosse, scarlattina, piodermiti, foruncolosi, ascessi, piaghe e malattie esantematiche.

Rovamicina: avvertenze

Rovamicina: avvertenze

Il principio attivo spiramicina, non è capace di raggiungere il liquido cerebro-spinale, pertanto la sua somministrazione non è indicata per il trattamento della meningite. In pazienti con carenza di glucosio 6 fosfato, sono stati evidenziati rari casi di emolisi acuta, per tanto l’impiego di tale farmaco in questa classe di popolazione non è raccomandato. Prima di una cura farmacologica a base di speramicina, in presenza di gravidanza ed allattamento, la paziente deve chiedere consiglio al proprio medico di base o ginecologo, anche in caso di pianificazione materna, perché attualmente non vi sono a disposizione dati relativi ad eventuali controindicazioni ed effetti collaterali per la gestante e per il bambino. Il principio attivo viene escretato nel latte materno, per questo l’impiego del farmaco durante l’allattamento è controindicato. Per quanto riguarda eventuali effetti sulle capacità di guidare o utilizzare macchinari, non sono note attualmente interferenze importanti.

Rovamicina: dosaggio e somministrazione

Il dosaggio giornaliero nell’adulto corrisponde a 2-3 compresse da 3.000.000 U.I. da ripartire in 2-3 somministrazioni differenti. Le compresse devono essere ingerite intere e non vanno masticate, da deglutire con abbondante acqua. La posologia indicata per i bambini può variare da 150.000 a 225.000 U.I.kg per peso corporeo in base alla gravità dell’infezione da trattare. Il dosaggio deve essere ripartito in 3 o 4 somministrazioni, ed inoltre deve essere continuato per almeno 48 ore dopo la scomparsa della sintomatologia clinica e batteriologica provocata dall’infezione.

Nei pazienti con funzionalità renale compromessa, attualmente non stati stati effettuati studi clinici dopo la somministrazione di Rovamicina. Solo una piccola parte di tale medicinale viene espulsa tramite le funzionalità renali, non è necessario un eventuale adattamento de dosaggio giornaliero. In caso di somministrazione accidentale di un dosaggio elevato, il paziente deve sospendere tempestivamente il farmaco e rivolgersi al proprio medico o al pronto soccorso più vicino. Attualmente non esiste un antidoto specifico in caso di sovradosaggio di Rovamicina, ma è possibile somministrare al paziente un ulteriore trattamento di supporto. Per qualsiasi dubbio relativo al farmaco, al dosaggio ed alla somministrazione, bisogna rivolgersi al proprio farmacista di fiducia o al medico di base.

Rovamicina: effetti indesiderati e conservazione

Come tutti i farmaci, anche la Rovamicina può causare nel paziente effetti indesiderati, anche se non tutti i pazienti li manifestano. Tra i principali disturbi, sono molto frequenti quelli che interessano il tratto gastrointestinale, provocando nel paziente nausea, vomito, diarrea, ed in casi rari anche colite pseudomembranosa nella somministrazione per le infezioni del cavo orale. Anche le reazioni di ipersensibilità possono dare origine a disturbi come il rash cutaneo, prurito in tutto il corpo, e in forme molto rare, sono stati riportati angioedema e shock anafilattico. Per le patologie del sistema nervoso, sono stati riscontrati occasionali casi di parestesia transitoria.

Dopo la somministrazione prolungata di Rovamicina, sono stati evidenziati anche se in casi rari, alterate funzionalità epatobiliari, come epatite colestatica ed epatite mista, ed anche disfunzioni del sistema emolinfopoietico, che hanno determinato anch’esse in casi rari forme acute di amolisi. Rispettare le istruzioni presenti nel bugiardino o nel foglietto illustrativo, riduce di molto il rischio di effetti indesiderati anche gravi. Se a seguito della somministrazione di tale farmaco, il paziente lamenta effetti indesiderati presenti nelle istruzioni del farmaco, oppure qualsiasi altro sintomo, deve interrompere il trattamento e rivolgersi dal proprio medico curante o dal farmacista di fiducia.

Controllare sempre la scadenza prima della somministrazione, che si riferisce al prodotto integro e correttamente conservato. Una volta scaduto il farmaco, questo non deve essere somministrato, e la confezione va tenuta lontano dalla portata e dalla vista dei bambini, per evitare l’ingestione e le gravi conseguenze. Il medicinale non va gettato nelle acque di scarico e nei rifiuti domestici, ma bensì negli appositi contenitori per i farmaci che dovrebbero essere presente anche nelle farmacie. Per qualsiasi dubbio sullo smaltimento dei medicinali, chiedere consiglio al farmacista, in maniera tale da proteggere l’ambiente.