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Spasmomen somatico: come combattere gli stati fisici dell’ansia

Spasmomen somatico compresse: istruzioni per l’uso e controindicazioni.

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L’ansia è una condizione molto particolare che porta chi ne soffre a percepire non solo stati d’animi oppressivi e negativi, ma anche forti squilibri fisici. In particolare, lo stato ansioso si concentra nella parete gastrointestinale, portando di conseguenza dolori alla bocca dello stomaco, in particolare crampi e spasmi sono all’ordine del giorno per chi soffre d’ansia.

Lo Spasmomen somatico, facilmente intuibile dal nome, è stato pensato e creato proprio per combattere e lenire le contrazioni spasmodiche prodotte dall’ansia. Grazie alla sua azione calmante, è certamente un ottimo alleato nella quotidianità per sopire quelle terribili sensazioni alle pareti dello stomaco. Ma come funziona il farmaco? Ha degli effetti collaterali? Cosa c’è dentro?

Spasmomen somatico: composizione chimica

Il farmaco viene venduto sotto forma di compresse rivestite per permettere una facile assunzione per via orale. Prodotto e commercializzato in Italia dalla casa farmaceutica Menarini, lo Spasmomen somatico è la combinazione di due principi attivi: il diazepam e l’otilonio bromuro, una molecola che agisce all’interno del tubo digerente ad alta azione spasmodica. Gli eccipienti sono indicati nel foglietto illustrativo, ma possiamo citare il più famoso: il saccarosio.

Dosaggio e somministrazione

spasmomen somatico

Trattasi di un medicinale concentrato che agisce direttamente, le specifiche di utilizzo e somministrazione non sono pensate per il lungo periodo. Questo perché combatte i sintomi fisici dell’ansia e no, non basta un farmaco per allontanarla per sempre dalla nostra vita, ma è necessario l’aiuto di un medico professionista qualificato.

La dose consigliata dello Spasmomen somatico è di due compresse per due massimo tre volte al giorno. L’ideale è assumerle dopo i pasti principali, quindi colazione, pranzo e cena, per una migliore tenuta e riduzione dei possibili effetti collaterali.

Per gli anziani vige un discorso a parte. In questo caso, sarà il medico a definire il dosaggio in quanto potrebbe essere necessario ridurlo a seconda dell’età e della salute del paziente. Rimane il fatto che, essendo un medicinale, viene sempre consigliato di parlarne con il proprio medico di fiducia e di evitare di “fare tutto da soli”.

Spasmomen somatico in gravidanza: avvertenze e controindicazioni

Lo Spasmomen somatico non ha particolari controindicazioni. Come ogni farmaco può sviluppare un’ipersensibilità ai principi attivi indicati e, se utilizzato nel lungo periodo, può portare dipendenza. Questo perché parliamo di un medicinale con azione sedativa e calmante.

Inoltre, potrebbero sorgere problemi derivati dalla presenza del saccarosio. Pertanto, prima di assumere il farmaco è necessario e assolutamente consigliato sentire il proprio medico e leggere sempre i bugiardini dove vengono segnalati tutti i possibili effetti indesiderati e le controindicazioni.

Lo Spasmomen somatico è altamente sconsigliato nei bambini al di sotto dei 6 anni e controindicata nel primo trimestre di gravidanza. Nei mesi successivi e nel periodo dell’allattamento, la somministrazione del medicinale deve essere proposta solo a insindacabile giudizio del medico che saprà valutarne i benefici e i rischi a esso associati.

Modalità d’uso Spasmomen Somatico

Come ogni medicinale, anche le modalità d’uso di Spasmomen Somatico dovrebbero essere ponderate e valutate attentamente con il proprio medico di riferimento.

Ci si può tuttavia riferire, in linea tendenziale, a quanto riportato nel foglietto informativo del medicinale, che ribadisce come Spasmomen Somatico debba essere assunto in 1 – 2 compresse, 2 – 3 volte al giorno, preferibilmente dopo i pasti.

Naturalmente, è anche vero che la posologia dovrà essere guidata dalle caratteristiche dell’associazione e non da quelle dei singoli componenti: in particolare, nel trattamento di pazienti anziani la posologia di Spasmomen Somatico dovrà essere attentamente stabilita dal medico, che avrà certamente modo di valutare una eventuale riduzione dei dosaggi indicati.

Il trattamento terapeutico con Spasmomen Somatico sarà contraddistinto da una durata variabile, a seconda della prescrizione medica.

Cosa fare in caso di sovradosaggio

In linea di massima una dose eccessiva di Spasmomen Somatico non dovrebbe dar seguito a problemi di tossicità.

Tuttavia, è possibile che una dose superiore a quanto raccomandato di Spasmomen Somatico possa favorire l’insorgenza di effetti collaterali come sensazioni di sonnolenza, di confusione o di riflessi ridotti. In tali situazioni è sempre opportuno cercare di condividere con il proprio medico l’assunzione di una dose eccessiva: è possibile che il proprio dottore possa consigliare un monitoraggio attento di respirazione, polso e pressione sanguigna, sebbene – ribadiamo – gli effetti dovrebbero essere minimi e piuttosto contenuti in caso di dose eccessiva.

Nel caso in cui il medico lo ritenga necessario e/o preferibile, potrebbe rendersi opportuno procedere per un lavaggio gastrico.

Effetti collaterali di Spasmomen Somatico

Così come avviene per tutti i medicinali, anche Spasmomen Somatico potrebbe esporre il paziente a conseguenze collaterali e effetti indesiderati. In linea di massima, ripetiamo comunque che il medicinale in questione è ben tollerato dalla generalità degli organismi e, dunque, ovviamente non tutte le persone potrebbero essere portate a manifestare tali condizioni.

Soffermandoci per qualche istante sull’elenco degli effetti collaterali e indesiderati riconosciuti, in tal serie rientrano alcune condizioni riconducibili al sistema nervoso, come sonnolenza e vertigini, mentre sono più rare le forme di atassia e di cefalea. Per quanto poi attiene le condizioni a livello gastrointestinale, sono piuttosto rare le conseguenze quali nausea, vomito, diarrea, stipsi, dolori addominali.

Ancora, sul fronte cardiaco sono rare le palpitazioni conseguenti all’assunzione del medicinale, e altrettanto rari sono i disturbi della visione, l’ipotensione, il prurito, la secchezza della bocca, le eruzioni cutanee, la scialorrea, la depressione, la confusione, le allucinazioni, i casi di granulocitopenia, la variazioni dei tassi ematici delle transaminasi, della fosfatasi, della bilirubina. Ulteriormente, vengono considerati come rari disturbi psichiatrici come le sensazioni di confusione e di irritabilità.

Nella consapevolezza che, pur non comuni, questi effetti indesiderati sono sicuramente più frequenti in pazienti anziani o debilitati, se sono conseguenti a un sovradosaggio, generalmente tendono a scomparire in maniera spontanea in pochi giorni oppure dopo aggiustamento della posologia.

Come intuibile, nel caso in cui il paziente dovesse manifestare un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli che sono stati ancora riconosciuti dalla casa produttrice farmaceutica e, dunque, non ancora elencati nel foglio informativo, occorre sospendere il trattamento e rivolgersi al proprio medico o al proprio farmacista.

A titolo conclusivo, ricordiamo che le informazioni che sopra abbiamo riportato fanno riferimento alla corretta conservazione del medicinale, che dovrà essere utilizzato solo entro la data di scadenza che è riportata sull’etichetta (la data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese). Non è consigliabile utilizzare il medicinale in caso di segni visibili di deterioramento.

Dopo l’uso, non disperdere nell’ambiente e non gettare il medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Per sapere le corrette modalità di smaltimento del medicinale, sarà opportuno chiedere al farmacista: all’interno delle farmacie sono infatti inclusi appositi contenitori che vi permetteranno di smaltire correttamente i farmaci scaduti e non più utilizzabili.