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Trombosi Emorroidaria, una complicazione delle emorroidi

La Trombosi Emorroidaria è una complicanza delle emorroidi, con la formazione di un trombo all’interno di un vaso sanguigno.

La Trombosi Emorroidaria è una complicanza molto frequente che si manifesta quando si soffre di emorroidi. Essa consiste nella formazione di un trombo all’interno di un vaso sanguigno. È un disturbo particolarmente doloroso, che determina prurito e sanguinamento anale, con tumefazione rossastra.

Diagnosticare questa patologia è facile, basta semplicemente effettuare l’esame obiettivo e l’anamnesi. La cura di questa patologia è il trattamento conservativo, ovvero l’esportazione delle emorroidi.

Cosa sono le emorroidi

Il termine Emorroidi indica, in campo anatomico, i cuscinetti di vasi sanguigni che si trovano nella parte finale dell’intestino retto. In patologia medica invece, lo stesso termine indica un disturbo doloroso. In tal caso i cuscinetti si dilatano e tendono a scivolare verso il basso, a seguito di un cedimento della mucosa del retto.

Si fa differenza anche tra le emorroidi interne e le emorroidi esterne. I pazienti che soffrono di emorroidi interniehanno i cuscinetti nel canale anale del retto. Invece che soffre di emorroidi esterne, questi scivolano fino all’apertura anale e sono visibili ad occhio nudo.

Cause della Trombosi Emorroidaria

Cause della Trombosi Emorroidaria

Attualmente la ricerca non ha ancora individuato la precisa causa che determina la Trombosi Emorroidaria. Per tanto questo fastidioso, il problema resta un fenomeno ancora poco compreso.

Vi sono alla base dei possibili fattori a rischio che ora andremo ad elencare:

  1. Disfunzioni intestinali, ovvero stitichezza cronica o diarrea cronica
  2. Stile di vita sedentario
  3. Eccessivi sforzi fisici
  4. Abuso di lassativi
  5. Gravidanza
  6. Stazione eretta molto prolungata
  7. Abuso di alcol
  8. Abuso di nicotina
  9. Alimentazione incongrua

La Trombosi Emorroidaria è anche la responsabile del sanguinamento anale e della tumefazione rosso-bluastra nella zona perianale. Tale condizione è visibile anche in presenza di emorroidi esterne. Questa patologia non comporta alcun rischio importante, se non il forte dolore in condizioni severe che potrebbe pregiudicare il tenore di vita del malato.

Trattamento

La primissima opzione di trattamento è quello conservativo, ovvero nell’adottare rimedi e misure comportamentali utili al paziente.

Rientrano a far parte di tali rimedi i seguenti atteggiamenti:

  1. Farsi il bidet con acqua tiepida diverse volte al giorno. L’impiego di acqua tiepida riduce il prurito mantiene pulita la zona anale.
  2. Evitare di compiere grandi sforzi durante l’evacuazione. Per favorire il transito intestinale è opportuno bere molta acqua, fare movimento e consumare cibi ricchi di fibra.
  3. Evitare di stare seduti troppo a lungo. La vita sedentaria è un aspetto favorevole per la comparsa delle emorroidi.
  4. Somministrare farmaci antidolorifici. Tra i medicinali più utilizzati vi sono i FAN come l’Ibuprofene.
  5. Utilizzare solo carta igienica umida per pulirsi dopo aver evacuato. Lo sfregamento non giova alle emorroidi, così facendo avrete meno irritazione anale.

Per apprezzare i miglioramenti attraverso il metodo conservativi, i pazienti affetti da Trombosi Emorroidaria possono attendere da qualche giorno ad alcune settimane. Quando la diagnosi di tale disturbo è veloce, il trattamento conservativo è più efficace.

Complicanze

Trombosi Emorroidaria, come curare questa malattia

La Trombosi Emorroidaria è una malattia che non comporta complicanze importanti per la vita del malato. Nonostante questo però, quando si manifesta in maniera severa, potrebbe pregiudicare il tenore di vita in maniera profonda.

Se sospettate di avere questo disturbo, è importante rivolgersi tempestivamente dal proprio medico. Un trattamento veloce può ridurre le possibilità di intervenire chirurgicamente. Alcuni sintomi inoltre possono essere caratteristici di altre patologie molto più importanti. Per questo una diagnosi veloce consente di evitare complicanze gravi.

Il sanguinamento anale ad esempio, potrebbe essere un campanello di allarme nel tumore del retto. In caso di dubbi da parte del medico, egli prescriverà test più approfonditi come l’esame rettale, o la colonscopia. Ricorrere a questi test medici è una misura precauzionale al fine di evitare sorprese sgradevoli e se necessario di intervenire in maniera veloce sul problema.