Tube di Falloppio: anatomia e funzione

Nella parte più larga, che prende il nome di padiglione, la tuba si divide in delicate proiezioni che hanno la forma delle dita e prendono il nome di fimbrie, che comunicano con l’ovaio interessato.

Quando avvengono le contrazioni muscolari della parte della tuba, queste fanno muovere le fimbrie e danno la spinta all’ovulo fino a farlo arrivare nel padiglione, e di lì, poi diretto verso l’utero.

Terminato un rapporto sessuale completo, gli spermatozoi che provengono dall’utero viaggiano per quasi tutta la tuba, ed il rivestimento di questa con la secrezione favoriscono non solo la fecondazione e la nutrizione dell’ovulo, ma anche il progredire degli spermatozoi.

Una volta avvenuta la fecondazione, un ovulo può dividersi in due dando origine alla crescita di due gemelli omozigoti, se invece due ovuli separati vengono fecondati da spermatozoi differenti, la donna metterà alla luce due gemelli ma non identici, che si assomiglieranno come due semplici fratelli.

Anatomia

Anatomia delle tube di Falloppio
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Ora scopriremo insieme come è formato anatomicamente questo organo riproduttivo.

  • La prima cosa da descrivere è l’infundibolo, ovvero l’estremità a forma di imbuto o di tromba con la quale la tuba uterina riveste la parte supero-laterale dell’ovaio.
  • Successivamente abbiamo le fimbrie, queste sono digiforme molto simili a morbide setole che si trovano all’estremità libera dell’infundibolo, ed hanno il compito di accogliere l’ovocita che viene espulso dall’ovaio, per poi incanalarlo internamente alla tuba.
  • A seguire c’è l’ampolla, ovvero un’espansione della tuba di falloppio che prosegue verso l’infundibolo nella parte laterale fino all’istmo, e proprio qui avviene la fecondazione, in particolar modo nel tratto ampollare del terzo laterale.
  • Infine c’è l’istmo, questa è la zona più stretta della tuba, che da un lato sfocia verso l’utero nella sua parte superiore ai limiti tra fondo e corpo, mentre nell’altra si apre formando una sorta di ampolla, che tende ad allargarsi di diametro fino ad arrivare all’infundibolo.

Internamente alla tube uterine si trova uno strato sottile di mucosa che forma diverse pieghe in senso longitudinale relativamente alte, che riescono a ridurre l’organo fino a farlo divenire una fessura sottile nella porzione infundibolare.

A sua volta la mucosa è rivestita da un epitelio dalla forma cilindrica pseudostratificato ciliato, con la presenza di cellule calciformi mucipari.

Questo epitelio ricorda molto quello che riveste i bronchi ed anche le vie respiratorie. Nelle vie aeree, le ciglia riescono a trattenere il pulviscolo facilitando l’eliminazione del muco che si produce con le cellule mucipare, mentre a livello delle salpingi le ciglia favoriscono la formazione dell’ovocita diretto verso l’utero ed il muco funge da protettore di questa struttura delicata.

Grazie alla muscolatura della consistenza molto liscia dell’organo, il movimento dell’ovulo non trova difficoltà, anche grazie ad uno strato dalla forma circolare che si trova sia esterno che interno posizionato longitudinalmente.
Tutto questo permette inoltre di originare movimenti peristaltici che a sua volta favoriscono lo sviluppo dell’ovocita verso l’utero.

Che cos’è l’utero?

L’utero è un muscolo cavo dove si deposita l’ovulo fecondato e qui si nutre e cresce fino alla nascita del neonato.

Questo muscolo è posizionato nella cavità pelvica dietro alla vescica e davanti all’intestino nella parte finale, il retto. Osservando l’utero si può vedere come esso è posizionato in avanti fino a formare un angolo di 90 gradi rispetto alla vagina, ma nel 20% delle donne questo è retroverso, ovvero rivolto indietro.

Il tessuto della cavità uterina si modifica ogni volta che donna ha il ciclo mestruale, aumentando di spessore grazie agli ormoni che producono le ovaie.

Una volta terminato il ciclo mestruale, il tessuto si riduce ed insieme ad esso anche il flusso del sangue e viene espulso esternamente attraverso le mestruazioni con l’ovulo che non è stato fecondato.

In gravidanza l’utero si deforma e si allunga a tal punto da poter accogliere il feto che sta crescendo.

Fonti e bibliografia

  • Netter. Atlante di anatomia umana. Frank H. Netter; Ed. Edra; 2017
  • Manuale di Ginecologia e Ostetrici. G. Bolis; Ed. EDISES; 2017
  • Manuale di ginecologia ed ostetricia. Caserta – Carta – Lanzone – Marci – Moscarini – Piccione – Tolino; Ed. PICCIN; 2017
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