Menisco rotto: sintomi, cause e diagnosi

Dopo aver seguito una lesione del menisco, il ginocchio non ha più l’integrità meccani di prima: esattamente come un piccolo sassolino all’interno di un ingranaggio che funzionava, fino a quel momento, senza problemi.

Il menisco rotto può portare a delle conseguenze ben peggiori del ginocchio, visto che si incrementa l’usura dello stesso. Purtroppo, a differenza di tante altre zone del nostro corpo, i menischi hanno una bassa capacità rigenerativa.

Quali sono le principali lesioni del menisco

Il menisco rotto si può differenziare in due categorie principali, ovvero il gruppo delle lesioni meniscali di derivazione traumatica e quello delle lesioni meniscali che hanno una causa degenerativa.

Le lesioni che fanno parte del primo gruppo si caratterizzano per essere notevolmente diffuse tra i giovani e chi pratica uno sport a livello professionistico.

In questi casi, la lesione del menisco si verifica dopo una fortissima sollecitazioni, che va oltre il livello massimo di resistenza che caratterizza il tessuto di cartilagine di cui è composto.

Le lesioni del secondo gruppo, invece, insorgono dopo dei movimenti normali, come ad esempio alzarsi in modo veloce da una posizione accosciata. Il motivo è legato ad una degenerazione del tessuto meniscale: più passa il tempo, più quest’ultimo non riesce ad essere così elastico e forte come in gioventù.

Da cosa è causata la rottura del menisco

rottura del menisco
credit: stock.adobe.com/Markus Bormann

Un menisco rotto è provocato senza spesso da degli eventi di natura traumatica, ovvero nel momento in cui il ginocchio subisce una torsione innaturale.

Nel caso in cui il trauma si verifica nel momento in cui l’articolazione sta ruotando verso l’esterno, il rischio è quello di andare a invalidare il menisco mediale. In altri casi, la rottura del menisco può succedere per colpa di alcuni movimenti di iperestensione.

In altri casi, invece, la causa è di natura degenerativa, come nelle persone anziane, che accusano il menisco rotto dopo dei movimenti all’apparenza davvero banali e abituali.

Quali sono i principali sintomi

I sintomi che sono più spesso associati alle lesioni del menisco sono rappresentati da un senso di dolore e da un gonfiore che si vede ad occhio nudo sul ginocchio. In tante occasioni, può capitare anche che si verifichi il cedimento e il blocco completo dell’articolazione, per colpa di alcuni porzioni di menisco che impediscono al ginocchio di muoversi normalmente.

Il dolore diventa più intenso esattamente nella posizione che ha causato la lesione stessa. Di solito, il paziente non riesce a estendere o a flettere del tutto l’articolazione, così come nota una sorta di scricchiolio dell’articolazione insieme ad una sensazione dolorosa o, infine, c’è uninfiammazione della membrana, che va a causare una più alta concentrazione di liquido che si va a formare all’interno della cavità dell’articolazione.

Dal punto di vista della diagnosi clinica, i sintomi sono essenzialmente due: il dolore che si riscontra quando si effettuano determinati movimenti, in modo particolare nella zona interna del ginocchio, così come la mancanza di forza oppure di ipotrofia del quadricipite.

Come viene eseguita la diagnosi

Un menisco rotto viene diagnosticato sostanzialmente a livello clinico, dato che il medico andrà alla ricerca dei vari sintomi descritti in precedenza. Con la presenza di quantomeno tre di tali elementi, ecco che la diagnosi di lesione del menisco assume un carattere di certezza.

Serve a questo punto anche un’indagine strumentale. Si può decidere di effettuare una radiografia, anche se non permette di ricavare ulteriori notizie sulla condizione del menisco, ma consente di capire se ci siano o meno altre patologie (come ad esempio l’artrosi). È la risonanza magnetica l’esame fondamentale per capire quale sia lo stato di salute del menisco.

Anche la TAC può essere utile e, al tempo stesso, ha un costo decisamente inferiore e pure delle liste di attesa molto meno lunghe: nonostante sia in grado di “fotografare” molto bene lo stato di salute delle ossa, non permette di fare un quadro così preciso del menisco in confronto a quanto avviene invece con la MRI. La diagnosi può essere confermata anche mediante un sistema molto più invasivo, come ad esempio l’artroscopia.

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