Onicofagia, mangiarsi le unghie nasconde problematica psicologiche da prendere in seria considerazione

Tale abitudine si manifesta in particolar modo in peridi di forte nervosismo o stress, e può semplicemente rappresentare un sintomi di ansia o di profondo disagio verso l’ambiente circostante.

L’individuo affetto da onicofagia ovvero l’onicofago, mette in campo un atteggiamento compulsivo e ripetitivo nel mordere le cuticole e tutti i tessuti che si trovano nella zona ungueale. Questo comportamento è del tutto inconscio e per la maggior parte del tempo, la persona non si accorge nemmeno di avere le mani in bocca ed i denti che iniziano a rosicchiare incessantemente le unghie.

La maggior parte delle persone affette da onicofagia trova in questa patologia un modo per calmare se stessi ed eventuali ansie o angosce. Tale patologia è considerata dagli esperti psicologi, un “disturbo del controllo degli impulsi” ed è classificata tra i disturbi comportamentali ed emozionali che si manifesta nell’infanzia e nell’adolescenza e se trascurata, può prolungarsi nel tempo fino all’età adulta.

Onicofagia e i disturbi del controllo degli impulsi

Onicofagia e i disturbi del controllo degli impulsi

I disturbi del controllo degli impulsi, sono delle particolari condizioni psichiche caratterizzate principalmente dall’incapacità di resistere all’incontrollabile tentazione di compiere un gesto particolare, oppure un’azione che viene spesso preceduta da una sensazione di tensione, agitazione oppure eccitazione, poco prima di compiere l’impulso a livello comportamentale. Una volta compiuta l’azione tanto desiderata, subentra piacere e sollievo da parte del soggetto, mentre altre volte può sperimentare senso di colpa.

Eventi stressanti e stati d’animo ansiosi possono aumentare l’impulso incontrollabile di azioni potenzialmente dannosi per la propria vita o per la vita altrui. I disturbi del controllo degli impulsi comprendono varie patologie, la onicofagia, la cleptomania, piromania e tricotillomania. All’origine dell’onicofagia, molto spesso ci sono delle cause di natura psicologica: aspettative elevate da parte dei genitori, un ambiente familiare disturbato da frequenti litigi ed incomprensioni oppure difficoltà di gestire la propria ansia.

Il soggetto affetto da tale patologia, riesce tramite i gesti, a contenere le reazioni a contrasti personali oppure a disagi soggettivi o ambientali e tende a scomparire in maniera del tutto volontaria, quando viene meno la causa scatenante del malessere, ma può riproporsi in altre situazioni di stress oppure di particolare ansia emotiva. Anche se tale malattia sembra apparentemente innocua, alla base di tutto c’è un atteggiamento autolesionistico, ed è proprio per questo, che nei casi più gravi, il malato necessita di un supporto psicologico, in maniera tale da individuare tramite le sedute, la causa scatenante del problema. Nei casi in cui il paziente non resiste alla tentazione di mangiarsi le unghie, la cosa migliore da fare è capire dietro a questa abitudine cosa si nasconde, per evitare conseguenze al proprio stato di salute.

Cause

Situazioni di particolare stress ed ansia potrebbe scatenare nel soggetto l’onicofagia, perché preoccupazioni e nervosismo trovano sfogo mediante i morsi sulle unghie. In questo caso, la patologia da un senso di sollievo e piacere momentaneo, perché contribuisce a sfogare la carica emotiva data dall’ansia e dallo stress. Questa abitudine potrebbe insorgere nel periodo dell’infanzia, specialmente quando in famiglia ci sono episodi frequenti di incomprensioni oppure aspettative eccessive o il timore di perdere un genitore. Tale problema potrebbe essere determinato dalle ripetizioni gestuali di portare la mani alle bocca, come avviene quando il bambino è affetto da suzione del pollice.

L’onicofagia rientra a far parte degli atteggiamenti autolesionistici ed alcuni studiosi individuano tale patologia come un’espressione di aggressività. Molti soggetti remissivi e timidi, manifestano la loro rabbia rivolgendola verso se stessi piuttosto che verso gli altri o verso gli oggetti, ed inoltre rosicchiare frequentemente le unghie rappresenta una espressione di tensione aggressiva, così come mordicchiare una matita oppure masticare insistentemente un chewingum, atteggiamenti che possono scomparire una volta individuata la causa scatenante o il disagio psichico, attraverso sedute psicoterapiche da eseguire anche in presenza dei genitori se il problema interessa un bambino nel periodo dell’infanzia, oppure nell’adolescenza.

Il problema dell’onicofagia non è dunque da trascurare in quanto cela problematiche ben più gravi del semplice fattore estetico. Problematiche psicologiche che potrebbero esplodere in patologie più gravi nel caso vi sia un fattore scatenante. Certamente la stragrande maggioranza degli onicofagi non esploderanno in casi di violenza, ma agire tempestivamente potrebbe ridurre quei pochi rischi connessi a problemi psicologici di cui questo disturbo è un sintomo.

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