Immunodeficienza primaria e secondaria: quali sono le differenze?

In sostanza, impedisce al corpo di combattere malattie e infezioni. Sono condizioni che nascono attraverso virus e infezioni batteriche. Possono essere congeniti o acquisiti. I primi ci sono fin dalla nascita, mentre i secondi si attivano più tardi nel corso della vita.

Ma prima di approfondire l’argomento, è importante riuscire a comprendere fino in fondo il® sistema immunitario. Questo comprende i seguenti organi: tonsille, linfonodi, tonsille, milza, midollo osseo. Tali organi producono e rilasciano linfociti che sono globuli bianchi classificati come cellule B e T. Entrambe combattono gli antigeni e le cellule B rilasciano anticorpi specifici per la malattia che il corpo stesso rileva. Le cellule T, infine, distruggono gli agenti estranei: batteri, virus, parassiti, cellule tumorali.

L’immunodeficienza sconvolge la capacità del corpo di difendersi contro gli antigeni.

Quali sono le diverse tipologie di disturbi?

Come seguito in precedenza, una malattia da immunodeficienza si verifica quando il sistema immunitario non funziona in modo corretto.

Se la condizione è presente sin dalla nascita o se sussiste una causa genetica, si parla di immunodeficienza primaria le cui problematiche correlate sono centinaia. Tra le tante possiamo citare la variabile comune e la combinata grave, conosciuta anche come alymphocytosis. Si parla, invece, di immunodeficienza secondaria quando si verifica a causa di un fattore esterno, come una sostanza chimica tossica o un’infezione. Tra le malattie incluse nella categoria ci sono l’AIDS, i tumori del sistema immunitario (per esempio, la leucemia), il mieloma multiplo.

Ecco nel dettaglio quali possono essere i fattori scatenanti:

  • ustioni gravi
  • radiazioni
  • chemioterapia
  • diabete
  • malnutrizione.

Una menzione a parte la merita il tempo. Sì, il tempo. Anche l’invecchiamento indebolisce il sistema immunitario e può portare all’immunodeficienza secondaria. Questo perché con l’avanzare dell’età alcuni organi produttori di globuli bianchi si restringono e, di conseguenza, ne producono di meno.

Immunodeficienza: i sintomi

È chiaro che ogni condizione ha i suoi sintomi che possono essere cronici o frequenti. Ma alcuni di questi segnali sono ricorrenti:

  • irite (occhio rosa)
  • raffreddori frequenti
  • polmonite
  • diarrea
  • infezione da lievito.

Se questi problemi non rispondono alle cure e non migliorano nel corso del tempo, è il caso di verificare la presenza di una forma di immunodeficienza. In che modo? Attraverso i vaccini. Questi sono in grado di testare la risposta del sistema immunitario per mezzo di quello che viene chiamato “test degli anticorpi”. Se tutto va bene, il sistema immunitario produrrà anticorpi per combattere gli organismi presenti nel vaccino. Se i risultati delle analisi del sangue non rilevano la presenza di anticorpi, l’ipotesi dell’immunodeficienza diventa una certezza.

Trattamenti

Come per i sintomi, anche le cure dipendono dalla specifica condizione in atto. Per esempio, nell’AIDS che provoca diverse tipologie di infezioni, il medico prescriverà farmaci per ogni tipo di infezione. Ma i trattamenti dell’immunodeficienza comprendono anche comuni antibiotici e una terapia a base di immunoglobuline. Nei casi più gravi che interessano il midollo osseo, si può procedere a un trapianto dello stesso.

La prevenzione

Purtroppo le malattie derivate dall’immunodeficienza primaria possono essere tenute sotto controllo e trattate, ma non evitate. Discorso diverso è invece per la secondaria che può essere prevenuta in vari modi. Portando sempre ad esempio l’AIDS, è possibile impedire il contagio evitando di avere rapporti sessuali non protetti con una persona portatrice di HIV.

Inoltre, un buon riposo notturno è molto importante per un sistema immunitario sano. Secondo importanti studi clinici, gli adulti hanno bisogno di circa 8 ore di sonno per notte. Infine, è anche bene evitare contatti di fluidi con persone affette da malattie autoimmuni.

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