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Salute e Benessere

Dieta del digiuno, non sempre è efficace, potrebbe causare obesità e danni gravi

Pubblicato da
Andrea Cerasi

Secondo degli studi, la dieta del digiuno non sempre funziona, anzi, spesso causa gli effetti opposti, portando obesità e gravi danni di salute.

Frutta o dolce, rinunce nella dieta (Pexels)

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Le diete che hanno come principio il digiuno, in realtà, sono utili soprattutto a poche persone, magari a chi gode già del proprio peso forma e che quindi non ha bisogno di dimagrire. Le persone che, invece, stanno affrontando una dieta ipocalorica per perdere peso, dovrebbero stare alla larga da certe diete. Come mai, alcuni soggetti, hanno sempre fame e non riescono a dimagrire?

Si tratta di una questione neurologica. La leptina è l’ormone prodotto dalle cellule adipose, questa ha il compito di fornire informazioni al cervello riguardo alle quantità di riserve accumulate nel corpo. Quando le riserve scarseggiano, si prova il senso di fame. In una dieta ipocalorica, la leptina si attiva anche dopo pochi minuti da un pasto, diminuendo i suoi livelli.

Nuove scoperte: combattere l’obesità partendo dai neuroni del cervello

Donna misura la larghezza dei fianchi (Pexels)

Il fenomeno della fame non coinvolge soltanto l’ormone e il cervello, ma tutto il sistema endocrino, comprendendo quindi anche le ghiandole surrenale e pituitaria. Queste ghiandole secernono un altro ormone, il corticosterone, connesso ai livelli di energia e di stress in base al consumo di cibo.

In questo processo, sono coinvolti anche i neuroni del cervello, i quali mandano impulsi che aumentano o riducono il senso di appetito. Le persone perennemente affamate, come quelle che sono a dieta, oppure che sono obese, hanno questi neuroni in continua funzione.

Ma l’obesità, che nelle società più sviluppate è riconosciuta come una delle malattie più gravose del 2000, comporta numerosi disturbi di salute. Tra questi rientrano diabete, malattie cardiache, ictus, disabilità permanenti e molto altro ancora. I ricercatori dell’Università di Colonia hanno sperimentato un nuovo approccio nella cura di questa patologia.

La scoperta del team di ricercatori dell’Università di Colonia

L’obesità non si combatte soltanto con i giusti farmaci, senza contare la forza di volontà della persona, ma agendo sulle cellule nervose dell’ipotalamo. Queste cellule controllano il rilascio di lisofosfolipidi endogeni, stimolando a loro volta le funzioni del cervello e risvegliando il senso di fame.

Le diete che prevedono il digiuno, dunque, se inizialmente fanno dimagrire, in seguito fanno produrre più corticosterone, stimolando maggiormente la fame. Il digiuno mette in allarme l’intero organismo, a cominciare dal cervello. Per questo motivo, sono fortemente sconsigliate tutte le diete fai da te che prevedono una forma di digiuno, anche il digiuno intermittente.

Queste non solo non fanno dimagrire, ma al contrario, peggiorano la situazione, condannando all’obesità. Sono diete inadeguate e anche pericolose, perché possono provocare gravi danni al fisico, soprattutto nelle persone diabetiche o con malattie cardiovascolari. I risultati raggiunti dal team di Colonia sono importanti, perché, in futuro, potrebbero essere presi come base per sviluppare terapie neurologiche e psichiatriche con cui combattere l’obesità.

Andrea Cerasi

Romano, laureato in Lettere all'Università La Sapienza di Roma, è autore di romanzi e saggi. Appassionato di ambiente e di sostenibilità, amante della natura e degli animali.

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Andrea Cerasi