Montata lattea: cos’è e cosa comporta per la mamma ed il bambino

Scopri subito tutto quello che c’è da sapere sulla montata lattea: cos’è, quali sono i primi sintomi e cosa fare per il bene di mamma e figlio.

Quando si allarga la famiglia, non è mai facile riuscire a barcamenarsi tra tutte le cose che bisogna affrontare.

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Neonato che guarda il latte nel biberon del tiralatte (foto da Canva) – Inran.it

Diventare genitore è una grandissima responsabilità che comporta gioia, ma anche moltissime preoccupazioni. I bambini sono impegnativi e spesso ci si sente stanchi e demoralizzati durante la loro crescita. Gli inconvenienti sono all’ordine del giorno e bisogna sempre riuscire a districarsi tra mille problemi. Quando si ha a che fare con un neonato, poi, le cose si complicano perché non è affatto facile riuscire a capire quali sono i suoi bisogni perché non può esprimersi a parole, ma solo a pianti. Per questo è importantissimo sapere diverse cose quando si diventa genitori. Oggi infatti, voglio parlarti della “montata lattea”. Scopri subito di cosa si tratta e come comportarti.

Cos’è la montata lattea e come affrontare la situazione

Con il termine “montata lattea” si indica l’inizio della produzione del latte da parte della mamma del bambino.

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Mamma con neonato sulla spalla (foto da Canva) – Inran.it

Il latte che viene prodotto dal seno materno durante la montata lattea è “maturo” e può essere quindi dato al bambino. In linea generale, questo passaggio avviene intorno ai primi 3 o 4 giorni dopo il parto, ma ovviamente i tempi possono anche variare a seconda dei casi. I primi sintomi della montata lattea riguardano i seni che diventano più sodi, caldi e spesso fanno anche male.

Durante i primi giorni, però, il latte materno non è maturo e viene chiamato “colostro”. In pratica si tratta di un liquido giallastro ricco di zuccheri, vitamine, proteine ed anticorpi e, allo stesso tempo, è anche povero di grassi. Il colostro viene assunto dal bambino e lo aiuta ad espellere le prime feci e, essendo ricco di anticorpi, lo aiuta a sviluppare il sistema immunitario. Nell’arco di qualche giorno, il colostro si trasforma in latte maturo che ha un colore più biancastro ed è ricco di tutte quelle sostanze che servono al bambino per crescere.

Non sempre il latte viene prodotto in modo immediato dalle neo mamme. Per stimolarne la produzione, è utile far attaccare il bambino al seno più volte al giorno, bere ed idratarsi con succhi di frutta, tisane e centrifughe, mangiare in modo sano e non stressarsi se il latte non arriva.

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Latte materno, sullo sfondo neonato che dorme in braccio alla mamma (foto da Canva) – Inran.it

Una volta arrivata la montata lattea il seno potrebbe fare male perché potrebbe verificarsi un ingorgo. Per rendere il latte più fluido, basta fare degli impacchi caldi da mettere sotto il seno. Con il calore il latte diventa più fluido e l’ingorgo dovrebbe così risolversi. Piano piano, anche con le mani, bisogna far fuoriuscire un po’ di latte così da decongestionare il seno.

Per evitare che si screpolino i capezzoli quando il bambino succhia il latte, è bene assicurarsi che si attacchi al seno in modo corretto. La boccuccia dovrebbe formare una sorta di ventosa e dovrebbe essere ben aperta. Quando succhia, non devono sentirsi schiocchi, ma deve succhiare in modo costante, lento e deve avvertirsi il suono della deglutizione.

In caso di parto cesareo o per tante altre ragioni, la montata lattea potrebbe essere tardiva oppure non arrivare. In questi casi è sempre meglio parlare con il proprio medico e rivolgersi ad un esperto che si occupa proprio del latte materno.

Aurora De Santis

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