Familiari a carico, nella dichiarazione dei redditi questi soggetti non vanno mai messi eppure tutti sbagliano

Quando si presenta la dichiarazione dei redditi è importante specificare chi siano i familiari a carico, ma molte persone si confondono.

Famiglia felice in casa propria
Familiari a carico, nella dichiarazione dei redditi questi soggetti non vanno mai messi eppure tutti sbagliano (Inran.it)

Compilare la dichiarazione dei redditi, tramite modello 730, non è così semplice e tante persone tendono a confondersi, consegnandola errata. Per avere diritto alle detrazioni Irpef, ossia gli sconti sull’imposta da pagare, occorre indicare tutti i campi correttamente. In particolare, quelli riguardanti i familiari a carico, che non a molti sono chiari.

Tra i familiari a carico risultano coniugi, figli, ma anche altri parenti. Come determinare chi può rientrare nella famiglia a carico? Prima di tutto, bisogna far riferimento al requisito reddituale. Tuttavia, ci sono familiari che possono essere inclusi anche oltre questo requisito, presentando ulteriori requisiti. Dichiarazione dei redditi, quali spese non mediche sono detraibili.

Chi sono i familiari a carico da inserire nel modello 730 della dichiarazione dei redditi

Abbraccio in famiglia
Abbraccio in famiglia (Inran.it)

Possiamo fare riferimento all’elenco presente nelle istruzioni riguardanti la compilazione della dichiarazione dei redditi, che per il 2024 è prevista entro il 30 settembre. La dichiarazione è ovviamente fornita dall’Agenzia delle Entrate. Chi sono considerati familiari a carico anche se non conviventi? Il coniuge effettivamente divorziato, i figli, non importa di quale età, compresi gli adottivi, i naturali riconosciuti e gli affidati.

Poi ci sono anche altri familiari. Per quanto riguarda il coniuge, grazie alla Legge Cirinnà, rientra anche un partner dello stesso gender, sposato tramite unione civile. Per quanto riguarda gli altri familiari da includere ci sono i nipoti, i genitori, anche quelli adottivi, i suoceri, i fratelli o le sorelle, i generi e le nuore, i nonni. Per determinare chi è a carico, si deve osservare il reddito stabilito dalla legge.

Il tetto massimo stabilito dalla legge, per risultare a carico deve essere inferiore ai 2.840, 51 euro, ad eccezione dei figli fino ai 24 anni di età, per i quali il tetto massimo è stato stabilito fino a 4 mila euro l’anno. Tutti gli altri familiari devono invece risultare conviventi con il titolare contribuente. Inoltre, deve essere preso in considerazione anche il tipo di lavoro e di contratto.

Requisiti da rispettare per ottenere le detrazioni: la compilazione della dichiarazione dei redditi

Il limite reddituale per essere considerati familiari a carico è quello relativo al reddito da lavoro dipendente, il reddito dei fabbricati assoggettato alla cedolare secca sulle locazioni, le retribuzioni corrisposte da Enti e Organismi Internazionali, Enti gestiti dalla Chiesa e Rappresentanze diplomatiche e consolari.

E ancora, il reddito di impresa o di lavoro autonomo assoggettato a imposta sostitutiva in applicazione del regime fiscale agevolato per i giovani o per il regime forfettario. Non rientrano nel calcolo i redditi a tassazione separata, quindi pensioni, assegni di invalidità o di indennità.

Lo sconto sulle detrazioni Irpef ovviamente diminuisce se il reddito è elevato. L’importo minimo per la detrazione di un coniuge a carico è di 690 euro per i redditi compresi tra 15 mila e 80 mila euro. L’importo può arrivare anche a 800 euro se il reddito familiare non supera i 15 mila euro annui.

L’importo minimo della detrazione per ciascun figlio è di 950 euro, ma solo per figli con 21 anni di età e oltre. Per i figli con età inferiore non è più riconosciuta la detrazione, vista l’introduzione dell’Assegno Unico. L’importo massimo per gli altri familiari a carico è di 750 euro per ogni convivente.

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