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Antispasmina colica: che cosa è e per cosa si può usare

L’antispasmina colica è un medicinale a base di papaverina cloridrato e belladonna, appartenente alla classe dei farmaci spasmolitici e anticolinergici. Particolarmente indicata nel trattamento delle manifestazioni dolorose di carattere spastico (cioè, dovute a contrazioni involontarie della muscolatura gastro intestinale), può permettere di ritrovare un pronto benessere in tempi relativamente rapidi, grazie al suo efficace meccanismo d’azione.

Come funziona l’antispasmina colica

L’antispasmina colica funziona grazie alla combinazione di due principi attivi, già “svelati” in apertura del nostro odierno approfondimento: la papaverina cloridrato, che riduce le capacità contrattili della muscolatura liscia; la belladonna, che contribuisce a un calo significativo degli episodi spastici.

Come usare l’antispasmina colica

Come usare l’antispasmina colica

L’antispasmina colica è disponibile in commercio in tipologia “normale” e “forte”. La prima è composta da papaverina cloridrato 10 mg e belladonna titolata in josciamina al’1% – 10mg), e deve essere assunta, negli adulti, nella misura di 2 – 6 confetti al giorno a seconda delle indicazioni del proprio medico; la seconda è invece composta da papaverina cloridrato 50 mg e belladonna titolata in josciamina all’1% – 10mg), e deve essere assunta, negli adulti, nella misura di 1 – 3 confetti al giorno a seconda delle indicazioni del proprio medico.

Per quanto concerne le modalità d’assunzione, il foglietto illustrativo suggerisce di assumere i confetti interi prima dei pasti o nel momento del bisogno, in modo tale che possano giungere integri nell’intestino, a beneficio di una migliore azione spasmolitica. È tuttavia consigliato frammentare il confetto prima dell’assunzione nelle ipotesi in cui si stia soffrendo di diarrea o ipermotilità dell’intestino: in tale ipotesi, infatti, il rischio è che i confetti possano transitare inalterati nel tratto intestinale ed essere evacuati integri senza aver svolto la propria azione terapeutica.

Cautele nell’uso di antispasmina colica

Antispasmina colica contiene degli alcaloidi, in parte in grado di esercitare una decisa attività anticolinergica. Per questo motivo – e non solo – è fondamentale cercare di ricorrere alla sua fruizione nella sola effettiva necessità e sempre dopo aver consultato il proprio medico, che ne indicherà le migliori dosi. Non si può dunque escludere che gli anticolinergici contenuti in questo medicinale possano determinare degli episodi di reflusso gastro-esofageo, ridurre le secrezioni bronchiali (con conseguenti difficoltà respiratorie) o interagire con differenti classi farmaceutiche.

Per tali ragioni, l’utilizzo del farmaco andrebbe evitato o limitato nel caso di concomitanti patologie croniche di carattere ostruttivo delle vie respiratorie, reflusso gastro-esofageo, affezioni del sistema cardiovascolare e alterazioni della sfera psichica. Bisogna altresì ricordare come il farmaco sia in grado di alterare le capacità percettive ed indurre sonnolenza: è dunque sconsigliato l’uso prima di mettersi alla guida.

Antispasmina colica in gravidanza e in allattamento

Antispasmina colica in gravidanza e in allattamento

Come tutti i farmaci – e a maggior ragione quelli, come l’antispasmina colica, che contengono sostanze oppiacee – anche questo medicinale è sconsigliato durante la gravidanza e l’allattamento al seno.

Controindicazioni antispasmina colica

Numerose sono le controindicazioni derivanti dall’assunzione del farmaco, come indicato nei foglietti illustrativi. Tra le principali, ricordiamo anzitutto che la fruizione del medicinale è controindicata nei bambini al disotto dei 12 anni, nelle donne in gravidanza e allattamento (ne abbiamo parlato qualche riga fa), in caso di ipersensibilità nota verso i componenti, glaucoma, stenosi pilorica, ipertrofia prostatica e altre malattie stenosanti dell’apparato digerente e urinario, atonia intestinale dell’anziano e dei soggetti debilitati, colite ulcerosa, miastenia grave, in pazienti con turbe del sistema nervoso autonomo, in portatori di affezioni epato-renali, ipertiroidismo o coronaropatie, nelle tachiaritmie cardiache, nell’ipertensione arteriosa e nell’insufficienza cardiaca congestizia.

In aggiunta a quanto precede, ricordiamo che antispasmina colica può accompagnarsi a diversi effetti indesiderati già a dosi indicate per la terapia come “ordinarie”: tra i principali episodi che potrebbero determinarsi, la secchezza della mucosa del cavo orale, la nausea e il vomito, le alterazioni del tono oculare e disturbi della vista, le vertigini, la difficoltà della minzione e stipsi, il reflusso gastro-esofageo, il dolore retro-sternale. Più raramente, e solo nel caso in cui il farmaco sia assunto in elevate dosi, l’antispasmina colica potrebbe determinare la ritenzione urinaria, le aritmie cardiache, le difficoltà respiratorie, lo stato di confusione mentale, l’agitazione e il tremori.

Come facilmente intuibile, nell’ipotesi in cui sorgano tali sintomi indesiderati, il nostro consiglio è quello di sospendere il trattamento e consultare immediatamente il proprio medico di riferimento o il pronto soccorso ospedaliero.