Bere caffè aiuta a ridurre il rischio di infarto e ictus

89
Bere caffè

Secondo quanto è emerso all’interno delle XXIX Giornate Cardiologiche Torinesi “Advances in Cardiac Arrhythmias and Great innovations in Cardiology”, organizzate da  Fiorenzo Gaita, direttore della Cattedra di Cardiologia presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Torino e Direttore della Cardiologia dell’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino, e da Sebastiano Marra direttore del Dipartimento Cardiovascolare del Maria Pia Hospital di Torino, assumere tra le 4 e le 5 tazzine di caffè al giorno (anche decaffeinato) è un’abitudine che può contribuire a ridurre la mortalità cardiovascolare in follow up tra i 10 e i 18 anni. Insomma, bere caffè ha un effetto positivo sulla propria salute, a patto di non esagerare. Ma per quale motivo?

Il chicco di caffè è la sostanza con più antiossidanti esistente in natura

spiega Sebastiano Marra, per poi ricordare come

certamente possiamo affermare che negli ultimi vent’anni abbiamo a disposizione nuovi farmaci, nuove tecniche chirurgiche, che indubbiamente hanno ridotto la mortalità, ma per tre quarti il merito è della prevenzione ed è principalmente su questo fattore che noi medici dobbiamo impegnarci.

Ad ogni modo, è evidente come il caffè negli ultimi anni abbia ripreso una centralità e una dignità che era stata parzialmente tolta da alcune ricerche che invece vedevano nella bevanda nera un potenziale pregiudizio per la salute del cuore dell’organismo.

Marra rimarca in tal proposito che sono oggi disponibili studi e analisi approfondite che dimostrano come chi beve caffè sul lungo periodo riesce a godere di minore ansia, pressione più contenuta rispetto a chi non lo beve e sonno più confortevole.

Nelle giornate torinesi si è poi fatto il doveroso punto sul tema della prevenzione, rammentando come nel nostro Paese le morti improvvise siano più di 50 mila ogni anno, ovvero più di 130 morti al giorno senza che si possa sostanzialmente intervenire.

Tuttavia, è altresì emerso, forse non tutti sanno che l’Italia tra i Paesi occidentali è uno dei Paesi con il più elevato tasso di innovazione e di avanguardia nella prevenzione della morte improvvisa con un 90% di riduzione della mortalità negli atleti sottoposti a screening adeguato.

Tornando all’alimentazione che può aiutare a ridurre il rischio di infarto e ictus, un ruolo favorevole sembra essere svolto anche dal cioccolato, purché puro per una percentuale di almeno l’85% magari – perché no – in combinata proprio con il caffè.