Questo sito contribuisce alla audience di logo ilmessaggero

Calciocianamide: un concime efficace e potente

Il calciocianamide è un utilizzatissimo concime usato in agricoltura: fa da fertilizzante, da diserbante e da correttore di acidità del terreno. Esso può garantire dei prodotti qualitativamente migliori. Il prodotto non è adatto alle piante in fase vegetativa, quindi è bene seguire le indicazioni.

Il calciocianamide è un utilizzatissimo concime usato in agricoltura: fa da fertilizzante, da diserbante e da correttore di acidità del terreno. Esso può garantire dei prodotti qualitativamente migliori. Il prodotto non è adatto alle piante in fase vegetativa, quindi è bene seguire le indicazioni.

Che cos’ècalciocianamide: cos'è?

Il calciocianamide è un concime a base di azoto con molteplici capacità e che richiede attenzione nell’applicazione. È un prodotto forte e particolare, benché molto efficiente, per questo motivo è strettamente necessario seguire attentamente le indicazioni. In base all’utilizzo che se ne fa le indicazioni di utilizzo sono diverse, infatti questo concime può essere usato in diverse situazioni.

Il calciocianamide è il risultato di diversi esperimenti iniziati già alla fine dell’Ottocento e che è stato brevettato finalmente nel 1898 da Adolph Frank e Nikodem Caro. Questa sostanza è un concime minerale azotato che si inserisce fra quelli a lenta cessione, ovvero che una volta distribuiti ai piedi delle piante continuano a nutrirne il terreno e le radici con sostanze benefiche per diversi mesi. Il prodotto ha una capacità geo-sterilizzante e nematocida, grazie all’acido cianamidico che contiene.

 

Per cosa si usacalciocianamide: per cosa si usa

Il calciocianamide è in grado di difendere le colture da diversi agenti patogeni che sono presenti costantemente o che si trovano per parte del loro ciclo nel primo strato di terra, fino a 15 cm. L’acido cianamidico viene poi trasformato interamente in azoto a lenta cessione, rendendosi così disponibile per le piante. Il calcio poi contenuto nel calciocianamide incrementa le condizioni di disponibilità anche dei microelementi presenti nella terra. In linea di massima si può dire che questo concime è perfetto per colture orticole, riso, frutticole e che è in grado di migliorare in modo deciso qualitativamente le produzioni.

Di solito questo prodotto viene usato per la concimazione solitamente detta “di fondo” che di solito si fa in autunno, per preparare il terreno in modo che a primavera sia pronto alla semina. Un tempo si vangava la terra interrando concimi organici, oggi è molto più semplice ricorrere a sostanze come il calciocianamide.

 

Come agiscecalciocianamide: come agisce

Questo prodotto viene usato di solito come fertilizzante azotato, ma ha anche ottime capacità come insetticida verso alcuni parassiti delle piante. Oltre a questo agisce anche come correttore di acidità: a contatto con il terreno esso infatti si decompone in idrossido di calcio e poi in carbonato di calcio e cianammide, trasformandosi infine in urea e, per azione enzimatica e batterica, in carbonato di ammonio. Queste reazioni chimiche rendono il calciocianamide un ottimo prodotto anche diserbante, ma che è meglio usare unicamente per la preparazione dei terreni quando le piante non sono in fase vegetativa.

Calciocianamide per colture a ciclo annuale

Per applicazioni in colture a ciclo annuale questa sostanza viene somministrata di solito in presemina o in alternativa in pre-trapianto. In questi casi è opportuno prevedere un certo periodo di attesa a partire dal dì della somministrazione sino al giorno nel quale si semina o si trapianta. Questo lasso di tempo è necessario per far si che il calciocianamide si trasformi in azoto poi disponibile alla coltura. Questa trasformazione della sostanza avviene a seguito della somministrazione solamente quando il terreno è sufficientemente umido. Se, al contrario, non lo è, è bene provvedere subito con una leggera irrigazione dello stesso. Per definire la durata di questo periodo di attesa di solito si conteggiano due giornate per ogni quintale/ettaro.

 

Utilizzo in colture a ciclo pluriennalecalciocianamide: colture a ciclo pluriennale

Se il calciocianamide viene somministrato a coltivazioni a ciclo pluriennale, come quelle arboree o ortaggi, è opportuno seguire indicazioni differenti rispetto alle precedenti. Il prodotto va somministrato 2 settimane prima del germogliamento, fino allo stesso. La somministrazione regolare nel periodo indicato garantisce il fabbisogno di azoto alle piante e non le danneggia. Se comunque le piante sono in situazione di stress è meglio non applicare questo prodotto.

Come applicare il calciocianamide

La tecnica applicativa per distribuire il prodotto sulle colture prevede innanzitutto una distribuzione omogenea sul terreno, una premessa importante per una corretta nutrizione e il corretto sviluppo delle piante. Il prodotto è costituito da granuli e può essere distribuito per mezzo di diversi metodi. A seconda di quello scelto è possibile ampliare o ridurre il raggio di distribuzione.

Il prodotto è comunque anche disponibile in polvere, di conseguenza è possibile un applicazione attraverso appositi spandi-concimi a coclea. È bene fare attenzione che il dispositivo usato sia fatto per evitare lo sviluppo di polveri dannose per chi distribuisce il prodotto. È comunque un prodotto chimico, di conseguenza è bene prendere tutte le precauzioni di sicurezza durante il trasporto, lo stoccaggio e l’utilizzo.

Quando si somministra il calciocianamide è consigliato mantenere una certa distanza dalle colture vicine che si trovano in fase vegetativa, momento in cui non è opportuno applicare questo prodotto.

 

Com’è costituito il calciocianamide

Il calciocianamide è venduto in granuli o in polvere. La sua composizione in percentuale è costituita da:

  • Azoto totale 20,50 %
  • Azoto cianamidico 19,50%
  • Calcio solubile in acqua 60%, derivato dalla cianammide

Il prodotto si presenta come una polvere di colore grigio scuro, a causa delle impurità del carbone e calce viva. Esso si prepara a partire da una reazione del carburo di calcio con l’azoto gassoso a circa 900-1000° C, in appositi forni ad arco elettrico. Questa reazione esotermica procede poi spontaneamente una volta che è stata innescata. Il prodotto finale, prima di essere commercializzato, viene macinato e bagnato con un po’ di acqua per decomporre la parte di carburo non reagito.