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Camellia sinensis: tutti i benefici della pianta del tè

La Camellia sinensis è la pianta del tè, le cui foglie e i cui germogli vengono utilizzati per produrre una delle bevande più amate del mondo.

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Roberta Gammella

Il nome Camellia sinensis viene utilizzato per la prima volta da un reverendo, Georg Joseph Kamel, sul finire del ‘600. Tuttavia, come i più appassionati ben sapranno, non è a lui che va attribuito il merito di aver scoperto la pianta, né di averle attribuito tale nome: l’ideatore fu infatti Carlo Linneo, che indicò la pianta del tè verde come Camellia sinensis (dall’unione di Camellia, in onore del reverendo Kamel, e di sinesis, che in latino significa cinese).

Come appare

La Camellia sinensis appare essere un arbusto eretto, con le foglie acuminate con margine dentato, con colore tendenzialmente verde / giallo. I fiori sono di piccole dimensioni e di colore bianco. Allo stato naturale la sua altezza può raggiungere e superare i due metri, ma per poterne favorire la coltazione si punta a mantenere una dimensione più contenuta, tipica di un cespuglio. Le foglie, dalle quali si ottiene il tè, sono lunghe dai 4 ai 15 cm, con larghezza tra i 2 e i 5 cm.

Utilizzi

Utilizzi della camellia sinensis
credit: stock.adobe.com/felix

Tra i diversi elementi della Camellia sinensis, quello più utilizzato è sicuramente rappresentato dalla foglia. In particolar modo, le foglie più giovani sono destinate alla raccolta per la produzione del tè: a seconda dell’età della foglia si potranno avere diverse qualità del tè, considerato che con la maturazione la composizione chimica potrebbe subire dei cambiamenti. Un’altra determinante che può influenzare i risultati è poi rappresentata dal tipo di trattamento a cui le foglie della Camellia sinensis sono sottoposte, e mediante i quali è possibile ottenere prodotti differenti per forma, per colore, per aroma e per sapore. Per esempio, non tutti sanno che il tè verde è ottenuto trattando le foglie con il calore subito dopo la raccolta, mentre il tè bianco è ottenuto essiccando all’aria le stesse foglie. Ancora, il tè nero si ottiene lasciando ossidare le foglie, mentre il tè oolong è frutto di una parziale essiccatura e successivo trattamento con il calore.

Della Camellia sinensis si usano altresì anche i semi, che possono essere spremuti per poter ottenere un olio dolciastro, da utilizzarsi in cucina (e che niente ha a che vedere con l’olio essenziale, chiamato anche olio dell’albero del te, che in realtà si ottiene dalla melaleuca alternifolia). La spremitura dell’olio di semi di tè avviene a freddo, e assomiglia all’olio di oliva per le sue proprietà di conservazione e per il ridotto contenuto di grassi saturi. L’olio di semi di tè, oltre che per scopi alimentari, può essere usato anche per poter produrre cosmetici.

Coltivazione

Chiudiamo infine questo nostro approfondimento sulla Camellia sinensis con un piccolo cenno alla coltivazione, oggi principalmente legata alle zone tropicali e subtropicali, su terreno acido e permeabile, privo di ristagni di acqua. È comunque possibile trovare coltivazioni di tale pianta in tutti i Continenti, e anche in regioni molto più a settentrione delle aree che sopra abbiamo ricercato (e anche in Italia). Per varietà di prodotti derivanti dal suo sfruttamento, e per le proprietà che può garantire, la Camellia sinensis è certamente uno degli arbusti più importanti della Terra.

E voi che ne pensate? Vi piace il tè? Quale tipologia preferite tra quelli comunemente a disposizione sul mercato?