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Come si prende la candida? Quali sono i segnali più comuni?

Una breve guida su come si prende la candida e come evitarla.

Forse molti di noi non lo sanno, ma prima di capire come si prende la candida, è il caso di conoscere a fondo questo fastidioso problema. Sì, perché non parliamo d’altro che di un fungo che vive all’interno della bocca e dell’intestino.

Spesso si fa molta fatica a credere che ciò che conosciamo come problema in realtà non sia altro che una parte di noi, un qualcosa che ci portiamo dentro sin dal momento in cui veniamo alla luce. La sua funzione, infatti, è contribuire alla digestione e all’assorbimento delle sostanze nutrienti che ingeriamo con il cibo.

Il problema nasce quando vi è una produzione maggiore del necessario. In questo caso, la candida supera la parete dell’intestino e penetra all’interno del flusso sanguigno. Qui rilascia dei sottoprodotti tossici e causa una permeabilità intestinale. Ciò provoca parecchi problemi di salute fisica e psicologica, da una semplice cattiva digestione alla più temuta depressione.

Come si prende la candida?

Come si prende la candida

Siamo tutti abituati a vedere la candida come acerrimo nemico, specialmente noi donne che ci vergogniamo a uscire di casa e ci nascondiamo sul letto in posizione fetale nell’istante in cui vediamo apparire quel fastidioso funghetto.

In genere, i batteri sani situati nel nostro intestino riescono a mantenere sotto controllo i livelli di candida. Non dovrebbe capitare spesso, quindi, che il fungo riesca a superare la barriera intestinale e provocare danni, anche perché non è ciò che vuole.

Prima di tutto dobbiamo stare attente all’alimentazione. Troppi carboidrati e zuccheri fanno male, meglio optare per una dieta mediterranea la quale ci permette di mangiare un po’ di tutto senza incidere sull’equilibrio naturale. Evita anche il consumo di alcool, va bene un bicchiere di vino durante i pasti ma, se esci con gli amici, prediligi un aperitivo analcolico: è fresco e salutare, e non ti fa venire la candida!

Anche i medicinali possono influire sul come si prende la candida: antibiotici e contraccettivi orali possono uccidere i batteri sani e contribuire alla sovra-produzione della stessa.

E per ultimo, ma non meno importante, c’è lo stress. Una vita intensa spesa in fretta e senza fermarsi un momento, danneggia il sistema immunitario. Lo stress, infatti, incide anche sul corpo e non solo sulla mente. Cerca di prenderti del tempo per te e fai le cose con calma. Fai attività fisica e ritagliati qualche ora durante il giorno per fare le cose che più ti piacciono: leggere un libro, disegnare, imparare qualcosa di nuovo, ecc.

Sintomi

Ora che sappiamo come si prende la candida, vediamo come riconoscerla:

  • apparizioni di funghi sulle unghie dei piedi e sulla cute
  • sensazione di stanchezza cronica
  • problemi digestivi (gonfiore, costipazione, ecc.)
  • malattie autoimmuni (tiroide, artrite reumatoide, colite ulcerosa, lupus, psoriasi e, sclerosi multipla)
  • difficoltà di concentrazione, scarsa memoria
  • irritabilità, sbalzi d’umore, ansia, depressione
  • infezioni del tratto urinario
  • gravi allergie stagionali
  • forte desiderio di zuccheri.

E se proviamo con i fermenti lattici?

I fermenti lattici costituiscono un termine molto frequente tra coloro che hanno a cuore un’alimentazione sana e un corretto processo gastrointestinale. Ma cosa sono? Quante tipologie di fermenti lattici possiamo incontrare? E cosa dovremmo tenere bene a mente?

Considerato che l’argomento è tutt’altro che semplice, cerchiamo di iniziare in maniera schematica ricordando come i fermenti lattici siano dei “batteri” capaci di metabolizzare il lattosio, ovvero lo zucchero che si trova in maniera più abbondante nel latte.

Perchè avere a cuore i fermenti probiotici

dolori addominali

Tra i tanti fermenti lattici, uno degli alleati più importanti per il nostro organismo è rappresentato dal gruppo dei fermenti probiotici, spesso pubblicizzati in alcuni messaggi promozionali. La loro utilità è presto spiegata ricostruendo quanto avviene nelle abbuffate (come quelle natalizie, che stiamo per affrontare!): in caso di eccessi, infatti, la quantità dei zuccheri e delle proteine indigerite aumenta, con conseguente maggiore produzione di gas, crampi e dolori addominali. Insomma, il normale equilibrio che esiste tra i batteri buoni e quelli dannosi viene alterato in fatore dei patogeni.

Assumendo fermenti lattici probiotici, invece, è possibile conseguire un miglior supporto ai processi gastro intestinali.

Quando è utile assumere i fermenti lattici

I fermenti lattici possono essere efficacemente assunti in via preventiva, attraverso opportuni alimenti o prodotti che ne contengono in quantità idonee. Tra le principali situazioni per le quali i fermenti probiotici possono agire con particolare efficacia si ricorda la possibilità di viaggiare nei Paesi stranieri: le persone che visitano Paesi che hanno abitudini culinarie e alimentare diverse dalle nostre sono infatti a maggiore rischio di contrarre delle patologie intestinali, e possono contrarre la c.d. “diarrea del viaggiatore” provocata proprio dal cibo o da acqua potabile contaminata.

Ancora, un’altra situazione tipica di grande utilità dei fermenti probiotici è rappresentata dai cambiamenti della dieta: in questo caso è possibile accompagnare la variazione con una migliore leva di sostegno al processo digestivo, assumendo appunto dei fermenti che possano favorire l’assorbimento delle sostanze nutritive derivate dagli alimenti, e facilitare così il processo digestivo. Tra i vari casi di particolare fruizione dei fermenti lattici probiotici ci sono infine i cambi di stagione.

Curarsi con i fermenti lattici

Oltre che in maniera preventiva, è possibile assumere specifiche quantità di fermenti lattici anche in maniera curativa. In caso di patologia, infatti, la funzione “curativa” dei fermenti lattici è tutt’altro che trascurabile, considerato che in condizioni di malattia la flora autoctona viene compromessa da sostanze “estranee” a quelle del metabolismo umano (si pensi ai farmaci e ai vaccini).

Pertanto, è ad esempio consigliata l’assunzione dei fermenti lattici in caso di diarrea e di stitichezza, che sono due tra i disturbi più comuni che necessitano l’impiego di fermenti lattici che possano contribuire a ripristinare la funzionalità intestinale. Altri elementi sono inoltre rappresentati da infezioni e infiammazioni, con la presenza dei probiotici che è coadiuvante nel trattamento delle principali infezioni alle vie respiratorie e urinarie, nelle sindromi infiammatorie intestinali e nei disturbi del sistema immunitario (allergie, intolleranze alimentari, malattie da raffreddamento, candida, cistite, e così via).

Sono inoltre consigliabili le assunzioni dei fermenti lattici probiotici in caso di cure antibiotiche. Già dal nome stesso è d’altronde ben possibile cercare di intuire come i probiotici siano esattamente in grado di svolgere funzioni opposte a quelle degli antibiotici. Proprio per questo motivo spesso i due elementi vengono assunti contemporaneamente: in caso contrario, è possibile che possano esservi situazioni di indebolimento dei batteri che compongono la flora intestinale, e ancora l’insorgenza di fenomeni di recidive dell’infezione.

Gli antibiotici sono infatti purtroppo in grado di incidere negativamente sulla flora batterica, dando quindi il via a un lungo numero di disturbi gastrointestinali, diarrea, stitichezza. Possono inoltre provocare reazioni allergiche, dovute alla sensibilità verso uno o più dei suoi componenti.

L’assunzione dei fermenti lattici viene invece in soccorso del paziente, che potrà cercare di ridurre la possibilità di insorgenza di problemi e di complicazioni legate proprio all’assunzione di antibiotici. Il nostro consiglio è naturalmente quello di parlarne apertamente con il vostro medico, e cercare di arrivare alla migliore soluzione per la tutela del vostro sistema gastrointestinale, sia in vista preventiva, che per poter curare eventuali situazioni già insorte.

Candida intestinale: sintomi, diagnosi e cura

Candida intestinale

Come abbiamo avuto modo di ricordare nelle righe che precedono, la candida è un microrganismo riconducibile ai funghi, che di norma si trova nel nostro organismo sotto forma di lievito. In alcune particolari condizioni, però, la candida è in grado di determinare una patologia infettiva denominata “candidosi” che, nell’ipotesi in cui sia localizzata nell’intestino, prende appunto il nome di candidosi intestinale. Ma quali sono le sue cause? Come riconoscerla? E come si cura?

Perché si forma la candidosi intestinale. La candidosi intestinale si forma quando il fungo muta in elemento patogeno. Le determinanti che permettono una simile evoluzione sono numerose. Tra le principali ricordiamo l’elevata assunzione di zuccheri, il diabete, la terapia antibiotica, la radioterapia o chemioterapia, i trapianti, le neoplasie o particolari condizioni di stress. Ne consegue che la candidosi intestinale non si trasmette, e non vi è contagio: si viene invece a creare in alcune specifiche condizioni del nostro organismo.

Come diagnosticare la candidosi intestinale. Anche se la diagnosi di candidosi intestinale non è molto semplice, se la candida è localizzata solo nel tratto intestinale non è facilmente rilevabile. Ci si può comunque aiutare con alcuni esami clinici e strumentali come l’esame delle feci o l’esame istologico.

Sintomi della candidosi intestinale. Per quanto invece concerne i sintomi tipici della candidosi intestinale, questi sono principalmente riconducibili al rallentamento dei processi digestivi, all’alterazione della mucosa intestinale, cui aggiungere – a seconda dei contesti – le manifestazioni di natura neuropsichica (vertigini, mal di testa, ecc.), la perdita di peso, la fame di “dolci” (o, meglio, di zuccheri), e altri sintomi secondari.

Cura della candidosi intestinale. Considerato che la candidosi dipende da una serie di condizioni fisiche molto specifiche in grado di favorire l’insorgenza di questo problema, per poterla curare è importante cercare di puntare alle potenziali cause che hanno determinato la sua manifestazione. Non mancano comunque i rimedi naturali, basati sull’impiego di sostanze – appunto – naturali, sia derivate dalle piante che dai probiotici, che hanno un’azione antimicrobica e antibiotica: si pensi al bicarbonato, all’acido caprilico o all’uva ursina. Bene inoltre preferire alimenti sostituiti del latte, carni magre, cereali, verdure di stagione. Nell’ipotesi in cui le cure naturali non siano sufficienti, o il medico li consigli, si può procedere con terapie farmacologiche a base principale di nistatina, amfotericina B, echinoacndina.

Candida maschile: cause e prevenzione

Candida maschile

Anche se quando si parla di candida spesso ci si riferisce quasi automaticamente al mondo femminile, non bisogna mai dimenticare che in realtà la candida è un fenomeno anche maschile, e peraltro determinato dallo stesso agente patogeno che può infettare le donne, il fungo Candida albicans. A livello genitale, intuibilmente, il problema si manifesta in maniera diversa, visto e considerato che nelle donne l’interessamento è per la zona vulvo-vaginale, mentre negli uomini può dar luogo a una balanite, ovvero a un’infiammazione del glande.

Detto ciò, possiamo anche ricordare come non sempre la malattia sia sintomatica e che proprio questo può rappresentare un problema di diagnosi: individuare la candida è infatti piuttosto semplice quando la malattia genera i tradizionali propri sintomi, ma quando i segni dell’infezione non sono inequivocabili, potrebbero servire ulteriori test di approfondimento come le analisi del sangue e quelli delle urine.

Per quanto invece riguarda la sua cura, vi ricordiamo che per poter trattare la candida nell’uomo (così come nella donna) è necessario applicare farmaci antifungini come – principalmente – i derivati dell’imidazolo e i triazoli. Come intuibile, se i sintomi della candida si manifestano, occorre prontamente rivolgersi a un medico specializzato in infezioni dell’apparato genitourinario. Se invece i sintomi si manifestano solamente in bocca o sulla cute, potrebbe essere sufficiente ricorrere alla semplice consulenza qualificata del proprio medico curante. In entrambi i casi, vi consigliamo di non sottovalutare i primi sintomi, e di ricorrere al supporto medico specialistico in tempi utili per poter fronteggiare il problema in maniera rapida, evitando le complicazioni (tra le più temibili, la candidosi invasiva, ovvero il propagarsi del fungo nel sangue del paziente).