Questo sito contribuisce alla audience di logo ilmessaggero

Chilomicroni: tutto quello che c’è da sapere sulle lipoproteine plasmatiche

I chilomicroni sono delle lipoproteine presenti nel corpo umano e che hanno il compito di raccogliere trigliceridi e colesterolo introdotti con l’alimentazione a livello dell’intestino tenue.

Essi si presentano dopo i pasti in una densità di 0,90 g/ml di sangue e hanno un diametro compreso tra 75 e 1200 nm. Essi sono capaci di diffrangere la luce e danno al plasma un colore lattescente.

I chilomicroni vengono prodotti a livello dell’intestino e passano dal sistema linfatico a quello sanguigno sino a raggiungere  i capillari nei tessuti. Qui colesterolo e trigliceridi vengono utilizzati dal corpo come tessuto adiposo o tessuto muscolare, il restante inutilizzato finisce nel fegato e poi smaltito. A differenza degli altri alimenti, come glucidi, amminoacidi, acqua, sali minerali, vitamine idrosolubili che entrano direttamente nel sangue, i chilomicroni sono la modalità di assorbimento dei lipidi.

I chilomicroni sono costituiti da

  • trigliceridi (TG) neoformati per l’80-90%, quindi un elevatissimo contenuto
  • Fosfolipidi neoformati per il 7-10%
  • Colesterolo libero ed esterificato per il 3-5%
  • Proteine sintetizzate nella cellula intestinale

La parte lipidica è al centro, mentre intorno c’è un mantello proteico. Quest’ultimo è quello che conferisce ai chilomicroni l’idrosolubilità nel mezzo acquoso. Questa componente permane durante tutto il viaggio del chilomicrone, sino a quando non viene dissolto nel fegato, per liberare il restante contenuto lipidico “avanzato” in modo tale che il corpo lo possa poi riciclare nella bile.

Assorbimento in fase di digestione

chilomicroni e digestione
credit: stock.adobe.com

Nell’intestino tenue in fase di digestione degli acidi grassi, si vengono a creare tanti aggregati definiti micelle. In queste sono contenuti prodotti importanti della digestione lipidica, fondamentali per veicolare poi le molecole lipofile nelle cellule che sono deputate al loro assorbimento.  Queste micelle contengono quindi: colesterolo, vitamine, sali biliari, monogliceridi e acidi grassi (derivati dalla digestione di trigliceridi), lisofosfolipidi (derivati dalla digestione dei fosfolipidi). Nell’intestino l’assorbimento nei grassi avviene nel tratto intermedio denominato digiuno.

In prossimità dei microvilli della superficie intestinale, le micelle rilasciano i nutrienti contenuti. Degli specifici recettori e grazie alla loro lipoficità, essi riescono ad attraversare la membrana plasmatica e penetrano nelle cellule (enterociti). In questo momento tali sostanze vengono riversate nel plasma e subiscono una trasformazione.

É in questo momento che viene prodotto il chilomicrone, cioè una lipoproteina costituita da una parte lipidica (costituita da trigliceridi, fosfolipidi, colesterolo e vitamine) circondato da proteine. In questa forma passa dal sistema linfatico, a quello sanguigno e al fegato, subendo diverse trasformazioni per essere sostanzialmente ridotti di dimensioni (che incontrerebbero difficoltà ad attraversare i capillari), e venendo infine riciclato e secreto di nuovo con la bile.

La funzione dei chilomicroni quinsi è sostanzialmente quella di trasportare i trigliceridi ed il colesterolo dalla dieta ai tessuti.

Il viaggio passaggio per passaggio

viaggio dei chilomicroni
credit: stock.adobe.com

I chilomicroni passano dall’intestino al sangue. A questo proposito si distinguono di norma due fasi: una trasformazione nell’intestino e una nel sistema circolatorio. Vediamo le tappe del percorso dei chilomicroni:

Dall’intestino al sistema linfatico

Quando essi sono presenti nell’intestino tenue, catturano le micelle di colesterolo e fitosteroli grazie a recettori particolari sul lato apicale delle cellule dell’intestino, che permettono così l’ingresso alla cellula. La micella viene quindi condotta al reticol endoplasmatico e qui viene trasformato da un enzima. Questo è il LCAT, la lecitina colesterolo acetil transferasi, che trasferisce l’acido grasso sul gruppo ossidrilico, trasformando la lecitina in lisolecitina. Nel reticolo si produce apolipoproteina B48.

I trigliceridi entrati nel reticolo vengono trasformati da un’altra proteina (l’MTP) che si lega con apo B48. Si viene mano a mano formando una struttura nel reticolo, che si chiama microsoma. Quando tutte queste parti si legano fra loro, si crea un chilomicrone. Una struttura che quindi contiene trigliceridi e colesterolo, anche se leggermente trasformati. Essi dal reticolo proseguono il loro viaggio nella via secretoria e a livello dell’apparato di Golgi vengono messi nel sistema linfatico.

Dal sistema linfatico a quello sanguigno

I chilomicroni che sono presenti nel sistema linfatico sono definiti nascenti e sono caratterizzati dal contenuto di trigliceridi e di una minore percentuale di colesterolo normale. Quando il dotto toracico riversa la linfa con i chilomicroni nel sangue, essi ricevono apoC2 e apoE una lipoproteina ad alta densità (HDL) e diventano chilomicroni maturi.

L’arrivo nei capillari

Nel sangue arrivano ai tessuti e ai capillari, in cui diventano acidi grassi liberi e monoacilglicerolo e vengono privati dei trigliceridi. Qui avviene una seconda interazione con una HDL e avviene uno scambio: il chilomicrone cede apoC2, il colesterolo non esterificato, i fosfolipidi, mentre HDL cede colesterolo esterificato. A questo punto il chilomicrone contiene prevalentemente colesterolo esterificato, arriva al fegato. Qui interagisce con un recettore per le lipoproteine (LDL) a bassa densità e determina un processo di endocitosi.

Chilomicroni e patologie

In alcuni casi la produzione e le trasformazioni dei chilomicroni possono essere compromessi da alcune patologie. Un esempio è l’abetalipoproteinemia, che è una malattia congenita rara che si caratterizza per la mancanza della sintesi di apoproteine. Senza queste i chilomicroni non vengono prodotti dal corpo. Questo determina un accumulo a livello dei villi intestinali di trigliceridi a catena lunga, che vengono solo in parte eliminati con le feci. In questo caso il corpo utilizza i trigliceridi a medio corta catena.

Un altro sintomo che indica un problema per quanto riguarda i chilomicroni è la steatorrea, in cui il paziente presenta lipidi nelle feci come risultato di un malassorbimento a livello intestinale di solito a causa di difetti della mucosa intestinale o di una disfunzione nella secrezione della bile oppure del succo pancreatico. Le feci risulteranno prive della tipica colorazione scura a causa della presenza di trigliceridi.

Fonti e bibliografia

  • Manuale di Endocrinologia. F. Lombardo, A. Lenzi; Ed. Edises; 2017
  • Chylomicrons: Advances in biology, pathology, laboratory testing, and therapeutics. JosepJulveabc1Jesús M.Martín-Campos, Joan CarlesEscolà-Gil, FranciscoBlanco-Vaca; Ed. Elsevier; 2016
  • Chylomicrons promote intestinal absorption of lipopolysaccharide. Sarbani Ghoshal, Jassir Witta, Willem de Villiers, Erik Eckhardt; Journal of Lipid Research; 2008

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Roberta Gammella.
Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. E’ registrata all’Ordine Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e Provincia