Il collutorio è un prodotto che di solito si affianca al filo interdentale, allo spazzolino e al dentifricio. La pubblicità che di continuo vediamo in rete e in tv ne sottolinea l’importanza per prevenire placca e alito cattivo. Ma è anche particolarmente indicato in chi soffre di gengivite o quando compaiono delle fastidiosissime afte. Va detto però che in commercio la scelta di collutori è vasta e ognuno di essi si differenza da un altro per caratteristiche specifiche. Quelli a base di Clorexidina, per esempio, sono indicati a tutte le persone con disturbi gengivali. Vedremo meglio nel corso di quest’articolo di cosa si tratta e come tenere la nostra bocca in salute.

A che cosa serve

Il collutorio alla Clorexidina è ritenuto un potente disinfettante antibatterico. In genere però viene consigliato e prescritto dal dentista in presenza di disturbi gengivali e del cavo orale. Più precisamente questo tipo di prodotto risulta essere molto efficace nel controllo chimico della placca batterica, una sorta di patina appiccicosa composta da milioni di batteri immessi in una matrice che si attacca sulla superficie dei denti.

Stando a quanto riportato da numerose ricerche scientifiche, i collutori a base di Clorexidina  sono i più efficaci in assoluto per disinfettare la bocca e prevenire infezioni ai denti. Si tenga presente che questi però non devono essere usati per lunghi periodi, dal momento che possono alterare la naturale cromia dello smalto dentale. La posologia indicata è di 2 volte al giorno per una durata di 3 settimane al massimo, salvo diversa indicazione medica. Inoltre, se non si rispettano i tempi indicati è possibile l’insorgere di macchie sui denti rimovibili solo ed esclusivamente attraverso un’accurata pulizia dentale.

Come si utilizza

Come si utilizza un collutorio alla Clorexidina

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Per prima cosa va detto che è fondamentale utilizzare collutori medicati con una concentrazione di clorexidina adatta al proprio disturbo. Per il trattamento dell’alitosi invece la clorexidina non deve mai superare lo 0,05%, nella cura delle gengiviti o nella prevenzione delle infezioni dopo un intervento dentale, la concentrazione del principio attivo nel collutorio può variare dallo 0,12% allo 0,2%.

Appurato dunque che la terapia con i collutori alla clorexidina può essere eseguita solo previo consiglio medico, vediamo ora come si utilizza il farmaco:

  • la bocca deve essere sciacquata per circa 50-60 secondi con un apposito misurino di collutorio alla Clorexidina, la quantità indicata è di circa 10 ml. In caso d’intervento dentale l’operazione deve avvenire in maniera lenta e molto delicata, in modo da non scucire i punti di sutura;
  • si tenga presente che un tempo di risciacquo troppo breve determina il cattivo assorbimento di Clorexidina. Diversamente un risciacquo troppo prolungato aumenta il rischio che si formino macchie sui denti;
  • il collutorio non va deglutito;
  • dopo il gargarismo la bocca non va risciacquata con l’acqua;
  • subito dopo lo sciacquo è consigliabile non spazzolare i denti con il dentifricio. Questo perché alcuni ingredienti usati in una comune pasta dentifricia hanno la tendenza a disattivare o alterare l’effetto disinfettante-antibatterico del colluttorio. Si consiglia quindi di spazzolare i denti dopo che sono passati 30 minuti dallo sciacquo.

Prendersi cura delle proprie gengive

Va subito detto che delle gengive sane non sanguinano, di conseguenze se quando ci laviamo i denti notiamo la presenza di sangue è possibile che si tratti di disturbo gengivale. Questa patologia non andrebbe però presa alla leggera perché se trascurata può provocare arrossamento, gonfiore, recessione gengivale e in casi più gravi anche la perdita dei denti.

Prendersi cura delle proprie gengive vuol dire avere delle buone abitudini di igiene orale.

L’uso dello spazzolino è il primo step da seguire correttamente; questo, oltre a rimuovere i residui di cibi, elimina la placca batterica che è la causa principale di una gengivite. I denti vanno lavati 2 volte al giorno, per un tempo massimo di 2 minuti, senza trascurare nessuna zona della bocca e in maniera delicata. Uno movimento troppo frenetico non è sinonimo di pulizia approfondita, ma può rovinare lo smalto dei denti, inoltre è bene non usare uno spazzolino usurato dal tempo che invece andrebbe sostituito ogni 3 mesi.

Il movimento con cui spazzoliamo i denti deve essere circolare o ellittico inclinando lo spazzolino verso il basso, in modo da formare un angolo di 45° con le gengive. In tal modo, si agevola la pulizia del bordo gengivale, in pratica il punto in cui la gengiva va verso il dente. Riguardo la superficie interna lo spazzolino va inclinato verticalmente e mosso con movimenti brevi e circolari. In ultimo, non va dimentica la lingua. Una corretta igiene orale non riguarda solo denti e gengive, ma anche la lingua che andrebbe pulita delicatamente con un apposito pulilingua o con la parte inversa dello spazzolino. Una lingua mal pulita causa alito cattivo e ulteriori batteri.

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Roberta Gammella. Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. E’ registrata all’Ordine Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e Provincia