Prima di procedere oltre, compiamo un piccolo approfondimento sul colon, un lungo “tubo” di circa 150 centimetri, che collega l’intestino tenue al retto e all’ano. La funzione principale del colon è quella di assorbire i liquidi, le sostanze nutritive e sali minerali del cibo che arriva parzialmente digerito dall’intestino tenue. Ne consegue che la differenza tra la quantità di liquidi che giungono nel colon e la quantità di feci prodotte, sarà naturalmente pari alla quantità di fluidi che viene assorbita quotidianamente da questa fondamentale parte del corpo.

Ora, detto ciò ricordiamo anche le attività del colon siano controllate dai nervi e dagli ormoni, che sono in grado di condurre i fluidi contenuti in tale organo verso la zona rettale. In un organismo “normale” e ben funzionante, le contrazioni fanno uscire i fluidi e le sostanze solide dal colon generando l’impulso a produrre le feci. Se tali stimoli non avvengono, significa che le sostanze che sono ordinariamente contenute all’interno di tale organo non si comportano a dovere, generando i già ricordati sintomi della sindrome del colon irritabile.

Quali le cause?

Al momento non esistono ancora degli studi specifici che permettono di comprendere per quale motivo tante persone soffrano della sindrome del colon irritabile. Secondo le teorie più diffuse, comunque, i pazienti che ne soffrono avrebbero un colon particolarmente suscettibile a specifici cibi e alle tensioni. Ne deriva che in un paziente che risulta essere affetto dalla sindrome oggetto del nostro approfondimento, la normale attività dinamica dell’intestino potrebbe essere assente e/o potrebbero manifestarsi delle contrazioni o ancora il colon potrebbe smettere di funzionare in via temporanea.

La gamma di conseguenze è molto varia. Ad esempio, quando è presente la sindrome del colon irritabile i fluidi in transito nel colon potrebbero muoversi troppo velocemente e, pertanto, il colon perde la capacità di assorbirli: le feci risulteranno troppo liquide.

In altri casi, il transito nel colon è troppo poco veloce, i liquidi vengono assorbiti in misura eccessiva, e la costipazione inizierà a interessare il paziente. Generalmente è stato dimostrato come il colon di alcune persone è in grado di reagire negativamente a determinati cibi oppure alle tensioni quotidiane, che in condizioni ordinarie non genererebbero nessun pregiudizio.

I pazienti che soffrono di sindrome da colon irritabile sono caratterizzati da un calo dell’operatività dei recettori, e ciò si traduce in livelli anormali di serotonina. La conseguenza è un problema diffuso di defecazione, di normale attività e di particolare suscettibilità dell’area, determinate dalla presenza di “sensori” del dolore piuttosto influenzabili.

Altri studi hanno invece dimostrato come la sindrome del colon irritabile potrebbe essere determinata da un’infezione di natura batterica all’apparato digerente.

Sintomi

sindrome da colon irritabile

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Come già anticipato, i più noti sintomi della sindrome del colon irritabile sono quelli sopra ricordati, ovvero il dolore nella zona addominale, la nausea e una generale sensazione di malessere. Naturalmente, i sintomi possono variare da persona a persona: alcune possono soffrire di costipazione, con le feci risultano più solide e meno fluide del solito e la defecazione che si fa più “complicata”.

Le stesse persone generalmente soffrono di tensione e dolori quando tentano di andare in bagno, pur non riuscendosi del tutto o riuscendosi solamente in parte. E anche se riescono a defecare, spesso nelle feci può essere presente muco, che è la sostanza che serve a rendere umide e protette le zone dell’apparato di digestione. Alcune persone che soffrono della sindrome del colon irritabile sono altresì interessate da diarrea. Altre persone ancora alternano periodi contraddistinti dalla difficoltà a defecare con regolarità.

Introdotto quanto precede, ricordiamo anche come un peggioramento dei sintomi tipicamente ricollegabili alla sindrome del colon irritabile può essere determinato da pasti più ampi del solito, un accumulo di gas nell’intestino, l’assunzione di determinati medicinali, l’ingestione di alcool o bevande che contengono caffina, e così via.

Diagnosi

La sindrome del colon irritabile è diagnosticata dal vostro medico attraverso l’analisi della storia del paziente e, successivamente, alcune analisi tipiche come l’analisi delle feci, gli esami del sangue, le radiografie, che servono a eliminare dal novero delle potenziali cause altre malattie.

Anche senza arrivare a tali indagini, è possibile che il medico riesca a diagnosticare la sindrome del colon irritabile solo sui sintomi, domandandovi dunque quante volte avete avuto del mal di pancia nei mesi o negli anni che precedono la visita, in quale momento ha avvio e fine il dolore in relazione alla defecazione, e come sono mutate frequenza e consistenza delle feci.

Cura e consigli

La sindrome del colon irritabile, non essendo una malattia pericolosa per la vita del paziente, viene spesso trascurata. E secondo alcune stime oltre 7 persone su 10, affette da tale sindrome, non fanno praticamente nulla per attenuare i sintomi. Tuttavia, sebbene non sia ancora stata scoperta una terapia specifica, esistono diverse possibilità di cura degli stessi sintomi, in maniera tale che il pregiudizio sofferto possa essere minore o impercettibile.

Tra i principali consigli che il vostro medico andrà a elaborare, ricordiamo il frequente incoraggiamento a tenere sotto controllo lo stress e modificare la propria dieta. È inoltre possibile l’abbinamento con qualche farmaco specifico per il sollievo dei sintomi, o ancora integratori di fibre o lassativi per curare la costipazione, o farmaci per far diminuire la diarrea. Possibile che venga prescritto anche un antispastico che può servire a supportare il controllo delle contrazioni muscolari dell’intestino, e fa calare il dolore nella zona dell’addome.

Qualsiasi farmaco per attenuare i sintomi dovrebbe essere prescritto dal medico. Alcune persone possono infatti – in seguito alla terapia farmaceutica – segnalare un peggioramento della sensazione di gonfiore nella zona dell’addome, e della formazione di gas dopo l’assunzione degli integratori di fibre. Di contro, i lassativi possono causare una sorta di dipendenza da essi, se il paziente dimostra di utilizzarli troppo frequentemente.

I farmaci hanno inoltre effetti differenti da persona a persona, e non esiste pertanto un solo farmaco, o una combinazione diversa di farmaci, che possa dimostrarsi efficace per tutte le persone che sono affette dalla sindrome del colon irritabile. L’unico modo per poter diminuire significativamente i sintomi di tale situazione, è quella di condividere con il vostro dottore di famiglia i tentativi per trovare la più efficace soluzione di farmaci, di dieta, di terapia e di sostegno psicologico, utile per ritrovare un concreto benessere.

Dunque, alla prima manifestazione dei sintomi, il nostro consiglio non può che essere quello di parlarne immediatamente e tempestivamente con il vostro medico di fiducia, e arrivare così all’individuazione delle cure più efficace per tenere a bada i sintomi.

Fonti e bibliografia

  • SICUP (Società Italiana Unitaria di Coloproctologia).
  • Diet in irritable bowel syndrome.. El-Salhy M, Gundersen D; Nutrition Journal; 2017.
  • Manuale di Gastroenterologia. Unigastro. Unigastro, Mazzella, Milani, Sturniolo; Ed. Gastroenterologia Italiana; 2016

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Roberta Gammella. Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. E’ registrata all’Ordine Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e Provincia