Crioglobuline: che cosa sono e che cosa accade in caso di crioglobulinemia

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    Le crioglobuline sono proteine “​​circolanti”, in particolare immunoglobuline, che si aggregano quando sono esposte al freddo e si sciolgono quando riscaldate. Possono essere presenti in piccole quantità nel sangue di alcune persone sane, ma sono più frequentemente associate a una produzione anormale di proteine ​​e a una varietà di malattie e di condizioni.

    Le crioglobuline possono rallentare il flusso di sangue e bloccare piccoli vasi sanguigni. La presenza di grandi quantità di crioglobuline nel sangue, con una condizione denominata crioglobulinemia, può determinare sintomi quali lividi, eruzioni cutanee, dolore alle articolazioni, debolezza e sindrome di Raynaud: dolore, pallore, intorpidimento, formicolio e freddo alle dita delle mani e dei piedi sono alcuni dei principali segni caratteristici (ad ogni modo, considerato che questi sintomi possono ben verificarsi anche in persone che non hanno crioglobulinemia, è bene non saltare immediatamente a una errata diagnosi!).

    Le crioglobuline possono causare danni ai tessuti che portano a ulcere cutanee e, in casi gravi, a cancrena. Possono attivare il sistema immunitario, portando al deposito di immunocomplessi nei tessuti e causare infiammazione, sanguinamento e coagulazione che possono influenzare la circolazione in organi quali i reni e il fegato.

    Tipologie

    Tipologie di crioglobulinemia

    Esistono tre principali tipologie di crioglobulinemia:

    • Tipo I, che consiste in una immunoglobulina monoclonale – un singolo tipo di proteina prodotta da una cellula clonata anormale. Questo tipo è spesso riscontrato nelle persone affette da mieloma o linfoma;
    • Tipo II, che consiste in una miscela di immunoglobuline monoclonali e policlonali. Questo tipo è spesso riscontrato in persone con epatite C o altre infezioni virali;
    • Tipo III, che consiste in immunoglobuline policlonali. Questo tipo è spesso visto in persone affette da malattie autoimmuni.

    Si tenga conto che i test iniziali non distinguono tra questi tre tipi di crioglobuline, ma le proteine ​​coinvolte possono essere determinate mediante test successivi di elettroforesi delle proteine.

    Il test sulle crioglobuline

    Un test sulle crioglobuline può essere proficuamente usato per aiutare a rilevare la presenza e la quantità relativa di crioglobuline nel sangue. Può essere ordinato insieme ad altri test per aiutare a determinare o escludere potenziali cause di crioglobulinemia. I test ordinati dipendono da quali condizioni o malattie sono sospettate.

    Il campione di sangue viene mantenuto alla temperatura del corpo o vicino a esso durante la preparazione del campione. Il siero della persona viene quindi refrigerato per 72 ore ed esaminato ogni giorno (fino a 7 giorni). Se si sospetta la presenza di crioglobuline, la quantità viene stimata e il campione viene riscaldato per determinare se le proteine si dissolvono o meno: se lo fanno, allora sono presenti crioglobuline.

    Se il test della crioglobulina è positivo, sarà dunque seguito da test di elettroforesi su proteine ​​e elettroforesi per l’immunofissazione (IFE) per determinare quale tipo/i di proteine ​​sono presenti come crioglobuline e da quale tipo di crioglobulinemia la persona è affetta.

    Quando viene richiesto il test sulle crioglobuline

    test sulle crioglobuline

    Il test delle crioglobuline viene ordinato ogni volta che una persona ha sintomi che possono essere associati a crioglobulinemia. Alcuni di questi possono includere:

    • lividi;
    • eruzioni cutanee;
    • dolore articolare e muscolare;
    • debolezza, stanchezza;
    • sindrome di Raynaud, caratterizzata da dolore, pallore, intorpidimento, formicolio e freddo alle dita delle mani e dei piedi;
    • ulcere della pelle.

    Il risultato del test delle crioglobuline

    Se il test delle crioglobuline è negativo significa che non sono state trovate crioglobuline nel sangue. Quando il test è positivo, significa invece che le crioglobuline sono presenti e hanno il potenziale di aggregarsi dopo l’esposizione al freddo. I sintomi che si manifestano quando questo accade variano da persona a persona, e possono essere diversi con ciascuna esposizione e non necessariamente sono correlati con la quantità di crioglobuline presenti.

    Un test positivo per le crioglobuline può essere riscontrato in numerose condizioni mediche, come:

    • infezioni come la malattia di Lyme, la mononucleosi infettiva (mono), l’epatite C e l’HIV / AIDS;
    • malattie renali;
    • malattie autoimmuni come il lupus eritematoso sistemico, l’artrite reumatoide e la sindrome di Sjögren;
    • malattie caratterizzate da un aumento dei linfociti come il mieloma multiplo, il linfoma e la leucemia linfoide;
    • disturbi associati all’infiammazione dei vasi sanguigni (vasculite).

    Ricordiamo anche in questo casso che i test delle crioglobuline non indicherà quale tipo di crioglobuline è presente e non è diagnostico di una specifica condizione di base.