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Cuffia dei rotatori: muscoli e tendini della spalla

La spalla è l’articolazione più mobile del corpo, ma ha una stabilità fragile. La cuffia dei rotatori è la struttura di tendini e muscoli che protegge la spalla e la stabilizza. Questa può anche lesionarsi a causa di traumi e per l’usura del tempo. Tutto quello che c’è da sapere sulla cuffia dei rotatori.

La spalla: mobile ma instabile

La spalla è una parte del corpo particolare e complicata perché è costituita da ben 5 articolazioni. Fra queste vi è la principale che si definisce glenomerale o scapolomerale e mette in comunicazione la testa dell’omero con la cosiddetta cavità glenoidea della scapola. L’insieme delle 5 articolazioni della spalla sono azionate da differenti gruppi muscolari: 26 muscoli totali. Grazie a questa struttura particolare e sofisticata si può dire che la spalla sia sicuramente l’articolazione più mobile dell’organismo ed è grazie a questa che possiamo eseguire movimenti anche complessi. Questa mobilità è però a prezzo di una stabilità sensibile e delicata. La spalla è comunque protetta da differenti strutture anatomiche: muscoli e tendini. Questa struttura a scopo stabilizzatore prende il nome di cuffia dei rotatori.

L’apparato di legamenti e muscoli della cuffia dei rotatori può con il passare degli anni andare incontro a degenerazione e solo un’adeguata attività fisica è in grado di mantenerla in buone condizioni nel tempo. Con gli anni non è raro che si manifesti un dolore localizzato intorno alla spalla che può degenerare in un’infiammazione dei tendini della cuffia dei rotatori. Non tutti i disturbi alla spalla derivano comunque da questo complesso articolare, infatti una semplice artrosi cervicale è in grado di determinare dolore dalla spalla al gomito.

La cuffia dei rotatori

La cuffia dei rotatori nello specifico è un complesso di 4 muscoli e dei rispettivi tendini:

  • tedine del muscolo sovra -spinato sopra: abduce e permette la rotazione all’esterno del braccio, è in sinergia con il deltoide.
  • muscolo sottoscapolare davanti: fa ruotare il braccio verso l’interno;
  • tendine del muscolo sottospinato (infraspinato): ruota esternamente il braccio e rinforza la cuffia stabilizzandola;
  • tendine del piccolo rotondo dietro: in sinergia col precedente, ruota il braccio debolmente verso l’esterno.

La contrazione tonica di questi muscoli rende la spalla stabile, impedendo la fuoriuscita della testa omerale dalla cavità scapolomerale, cioè la lussazione della spalla. I tendini, lunghi ben 5 cm, proteggono l’articolazione formando una cuffia che avvolge la parte più alta dell’omero.

Tendinite e tendinopatia

Lesioni della cuffia dei rotatori

Dei muscoli che fanno parte della cuffia dei rotatori quello che si lesiona più di frequente è il sovra spinato. C’è da dire che quando si parla di lesioni alla cuffia dei rotatori si parla di lesioni ai tendini, non ai muscoli. Il genere di ferita può variare da un’infiammazione localizzata, senza dar luogo a danni permanenti, a una lesione parziale a una completa che può rendere necessario un intervento chirurgico. In questi casi comunque vi sarà nel soggetto un deficit più o meno debilitante nell’abduzione del braccio. Una lesione della cuffia dei rotatori può essere il risultato di un trauma diretto o anche di usura cronica che determina poi la degenerazione dello stato del tendine.

Rottura o lesione della cuffia dei rotatori

Il conflitto poi tra la parte davanti della scapola  sul tendine è ritenuta una delle cause principali di rotture in soggetti con più di 40 anni. Di solito si sente un dolore nella parte davanti della spalla che poi si diffonde lungo il braccio, lateralmente. I pazienti in questo caso avvertono una difficoltà variabile a seconda della gravità del problema. I soggetti che hanno lesioni alla cuffia dei rotatori in particolare, faticano a sollevare il braccio di lato tra i 60° e i 120°. Se ne accorgono facendo le attività quotidiane normali, come pettinarsi i capelli, toccarsi la schiena. Se la lesione si verifica a seguito di un trauma si avverte invece un dolore acuto e la sensazione di blocco della spalla, con una debolezza del braccio interessato.

Tendinite e tendinopatia

La tendinite è una patologia che dipende da una ripetizione di una gestualità a carico delle strutture tendinee della spalla in alcuni movimenti: abduzione, extrarotazione e retroproiezione. Nel tempo questi movimenti continui danno luogo a una reazione infiammatoria, con edema e anche iperemia tissutale. A questo segue una fase degenerativa con l’insorgere di micro lacerazioni e tendinosi alla cuffia dei rotatori.

Sindrome da conflitto subacromiale

La sindrome da conflitto subacromiale ha origine nella regione chiamata appunto subacromiale. In questo tipo di disturbo alcuni tendini della cuffia dei rotatori in modo anomalo passano al di sotto di un osso chiamato acromion, che è una sorta di estensione dell’osso scapolare. Lo spazio sotto a questo tetto osseo deve essere abbastanza ampio per dar modo ai tendini di scorrere. Per agevolare questo in questa zona c’è una “borsa”, la borsa subacromiale, ripiena di un fluido viscoso che fa da cuscinetto.

Quando si muove la spalla si va a sollecitare il dinamismo di questa borsa, che fa in modo di far scorrere i tendini sul liscio per evitare si logorino. Se lo spazio subacromiale si riduce, l’attrito a carico dei tendini aumenta, causando infiammazioni e in certi casi gravi, lesione dei tendini. La causa della riduzione di questo spazio è data da tendinopatia, borsite sotto-acromion-deltoidea, alterazioni del posizionamento della scapola, artrosi acromion clavicolare, osteofiti anomali, squilibri fra deltoide e cuffia dei rotatori.

Diagnosi e cura

Il test che viene fatto per diagnosticare la lesione alla cuffia dei rotatori prevede di verificare la capacità del braccio di fare alcuni movimenti. I trattamenti per curare le lesioni sono possibili, nel 50% dei casi anche senza intervento chirurgico, grazie a infiltrazioni con cortisone, farmaci e riposo assoluto dell’arto.