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Dieta ipocalorica, in cosa consiste questo regime alimentare

La dieta ipocalorica, come ci suggerisce la parola stessa, è un regime alimentare dietetico. Esso si basa sul consumo di calorie ed energie inferiori a quelli che richiede normalmente l’organismo nell’arco di una giornata. A livello professionale, questa definizione può sembrare del tutto riduttiva, perché alla base di una dieta ipocalorica, vi sono caratteristiche e requisiti maggiori.

Chi la prescrive

La dieta ipocalorica è di per sé una terapia alimentare a tutti gli effetti. Terapia significa cura o guarigione, e questo implica almeno due discriminanti:

1. La dieta ipocalorica deve essere prescritta, strutturata e valutata da un professionista qualificato. Essa deve essere stabilita da un dietologo o biologo specializzato nella nutrizione oppure da un dietista.
2. La dieta ipocalorica, deve essere utilizzata solo in un reale caso di necessità. Questa deve essere considerata come un ciclo farmacologico. La dieta ipocalorica, non giova sulla salute di persone sane in normopeso o che non hanno alterazione metaboliche che la rendono giustificabili.

La dieta ipocalorica, dovrebbe essere presa in considerazione escludendo finalità estetiche, perché il suo utilizzo prolungato, non oltre gli 8 mesi, determina stress evidente nei pazienti. Questo regime alimentare, comporta non solo stress emotivo ma anche fisico e psicologico, anche se dobbiamo sottolineare che le diete ipocaloriche non sono tutte uguali. Nonostante esiste un regolamento di tutela etico e professionale, oggi sono moltissimi gli pseudo professionisti che si cimentano nella prescrizione e composizione ufficiosa di tale regime alimentare, ignorando totalmente le normative vigenti. Le gabule più frequenti sono:

1. Prescrizione di uno schema nutrizionale ipocalorico privo di quantità, concesso solo legalmente ai personal trainer, dove le porzioni dei pasti sono specificate a voce.
2. Stampa con scrittura a macchina o con computer della dieta ipocalorica, senza la firma di autenticazione in maniera tale da evitarne la rintracciabilità ed una eventuale contestazione legale
3. Composizione di un regime alimentare dietetico fatto successivamente autenticare da un professionista abilitato ed eticamente non corretto

Quando è necessaria

Come abbiamo introdotto, la dieta ipocalorica è una vera e propria terapia. Il suo impiego primario, ha lo scopo del dimagrimento corporeo, ovvero la riduzione della massa grassa, della circonferenza addominale. Quando il sovrappeso e l’obesità sono presenti in un soggetto, è noto che questo possa soffrire anche di patologie metaboliche, sia primarie che secondarie. Tale patologi possono essere di natura ambientale oppure ereditarie, ed includono:

1. Dislipidemia, ovvero Colesterolo TOT e/o LDL alto e Trigliceridi alti
2. Iperglicemia o Diabete Mellito di tipo 2
3. Ipertensione arteriosa
4. Iperuricemia e/o Gotta

Un soggetto con una di queste patologie vanno a definire la così detta “Sindrome Metabolica”.
Le patologie del metabolismo a lungo andare, possono determinare complicazioni importanti e risvolti negativi sull’organismo. Esse peggiorano la qualità della vita del paziente, aumentano il rischio di mortalità ed invalidità permanente e vanno ad incrementare sensibilmente la spesa pubblica sanitaria.

Alcuni risvolti negativi e complicazioni sullo stato di salute sono: alterazioni della circolazione sanguigna, della vista e del sistema nervoso periferico. Sono incluse anche patologie a carico di alcuni organi, come il fegato, reni, cuore, infiammazione sistemica, aterosclerosi ed aumento del rischio cardiovascolare che può comportare cardiopatia ischemica e sindrome vascolare. Sono inclusi disordini di natura articolare e dei legamenti.
Tale alimentazione, oltre a ridurre la massa corporea, abbassa indirettamente sia il rischio di insorgenza, sia la gravità delle patologie metaboliche. Essa ha anche un effetto diretto sui parametri fisiologici, ovvero quelli emodinamici e quelli ematici, che indicano lo stato generale di salute.

Equilibrio nutrizionale

Formulare una dieta ipocalorica corretta, non è una impresa facile, e questo fattore deve essere preso i considerazione. Dal punto di vista metodologico ed anche tecnico, essa richiede molto tempo, ed una conoscenza chimica dei vari alimenti approfondita, oltre ad una esperienza nell’associazione alimentare. Nelle diete ipocaloriche particolarmente ristrette, ovvero quelle che vengono assegnate a persone con handicap, allettati, anziani sedentari ed obesi gravi che necessitano di un dimagrimento veloce e fuori dall’ordinario, è molto difficile raggiungere le quote necessarie verso determinati nutrienti senza eccedere con le razioni di altri componenti.
Le molecole più difficili da raggiungere tramite la dieta ipocalorica sono:

1. Ferro, specialmente negli anziani e nei bambini
2. Acidi grassi essenziali, specialmente in chi non consuma pesce
3. Vitamina B12
4. Folati
5. Vitamina B12 in maniera particolare nei soggetti vegani
6. Vitamina D, in tutte le diete ipocaloriche e specialmente nei soggetti in accrescimento o nelle persone anziane
7. Fibra alimentare, specialmente nelle diete per tenere sotto controllo la glicemia ed il diabete mellito di tipo 2