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Dieta macrobiotica: Origini e alimenti consigliati

Di dieta macrobiotica si parla a lungo, e da diverso tempo. Ma cosa è esattamente la dieta macrobiotica? E quali sono i collegamenti tra tale approccio e la salute?

Le sue antiche origini

Quella che è oggi comunemente chiamata dieta macrobiotica, trae origine da un antichissimo stile alimentare, diffuso principalmente in Oriente e successivamente esportato anche in altre parti del mondo. In sintesi, secondo quanto affermano i sostenitori della dieta macrobiotica, la scelta dei cibi dovrebbe essere effettuata in modo equilibrato, distinguendo alcuni cibi acidi (come il latte, la frutta, le spezie, il tè) da cibi alcalini (come il sale, la carne, il pesce, il pollo). La dieta cerca pertanto di promuovere un naturale bilanciamento tra tali due componenti, abolendo i cibi sofisticati e – di contro – favorendo alimenti di produzione naturale.

La dieta macrobiotica è, più nel dettaglio, un regime di alimentazione che è parte di uno stile di vita, quindi un orizzonte più ampio, la macrobiotica per l’ appunto, parola che significa “grande vita”. Le origini della macrobiotica (una delle filosofie che si basano sulla teoria dell’ equilibrio fra  lo Yin e lo Yang, le due energie che sono opposte e complementari che, a seguire alcune filosofie orientali, regolano l’armonia universale) vengono attribuite al nipponico Yukikazu Sakurazawa (1893-1967), famoso in Occidente come George (o Georges) Ohsawa.

Dieta macrobiotica

Questa dieta macrobiotica nacque con l’ osservazione e traendo spunto dallo stile di alimentazione dei monaci zen.

L’opera nella quale Sakurazawa (George -o Georges – Ohsawa) ha dato origine ai fondamenti del tipo di alimentazione da lui ideato è Le Zen Macrobiotique ou l’art du rajeunissement et de la longévité.

Tutti gli alimenti, seguendo i dettami della dieta macrobiotica, appartengono a una delle due energie che sono opposte e complementari, lo Yin e lo Yang; appartengono allo Yin gli alimenti  molto dolci, oppure amari ed aciduli, ma anche quelli molto aromatici, mentre appartengono allo Yang i gli alimenti salati, o, comunque, poco piccanti, oppure poco aciduli  o poco piccanti.

Tra le altre linee guide che ispirano il menu macrobiotico, la scarsa tolleranza nei confronti dello zucchero e dei dolci e, di contro, la promozione della frutta e degli ortaggi (tranne pomodori, patate, melanzane). Si predilige inoltre i prodotti della pesca alla carne, si sconsiglia di eccedere con latte e derivate, sale di terra e caffè. Ancora, la dieta macrobiotica pone particolare attenzione alla masticazione, al fine di garantire l’efficacia digestiva e l’appagamento gustativo, e l’elevato apporto dei cibi liquidi o brodosi.

Dieta macrobiotica e salute

Impostazione della dieta nel dettaglio

La dieta macrobiotica può essere effettuata a diversi livelli, da quelli meno drastici a quelli più radicali. In ogni caso, una dieta macrobiotica che non comporti rischi per la salute ma, altresì, qualche indubbio vantaggio, dovrebbe ricomprendere i seguenti alimenti:

  • cereali integrali, riso, avena, orzo, grano, mais, segale, miglio
  • verdure fresche
  • legumi, lenticchie, ceci, fagioli, piselli, prodotti di soia
  • minestre a base di fagioli e lenticchie (ma non solo!)
  • frutta fresca, preferibilmente locale
  • semi, frutta secca, spezie
  • pesce, frutti di mare

Dalle linee guida di cui sopra, ne deriva che – piuttosto che un regime alimentare – la dieta macrobiotica è una vera e propria filosofia di vita. Ne consegue altresì che generalmente l’applicabilità della dieta macrobiotica è derivante dalla volontà di seguire la filosofia orientale (ma non solo!), mentre altrimenti potrebbe essere una costrizione inutile e nociva per il proprio relax alimentare.

Impostazione della dieta nel dettaglio

I fondamenti della dieta macrobiotica regolare sono cereali integrali in chicchi, verdure di stagione crude e cotte, legumi, frutta di stagione e carni bianche (o pesci a carne bianca).

L’alimentazione delle 24 ore deve essere impostata, più o meno, così:

  • 50% di cereali purché integrali ed in chicchi
  • Dal 20 al 30% di verdure stagionali  cotte e crude
  • Dal 10 al 20% di carni bianche oppure pesci a carni bianche (purché non quotidianamente) ma anche legumi o il seitan, ma anche le crocchette di soia ecc.
  • 10% di frutta fresca (o anche secca) stagionale o anche alghe e dessert senza zuccheri e latticino alcuno.

La metà del pasto deve essere quindi data da: cereali (purché integrali) riso a chicchi lunghi, riso, dolce, e basmati, miglio, orzo,  farro, miglio, ma anche frumento e grano saraceno, ed ancora mais, etc.

A colazione, insieme al tè, si possono assumere cereali quelli “in fiocchi” purché siano integrali e non contengano zucchero o qualsiasi conservante. In piccole quantità si possono aggiungere i cereali in fiocchi alle nostre  zuppe. Preferiamo il muesli. Solo raramente si possono sostituire i cereali  con cuscus, pasta integrale o burghul.

Tra un terzo ed un quinto il nostro pasto occorre che contempli verdure stagionali; è meglio preferirei il cavolo rapa oppure  i cavolini di Bruxelles ma anche il cavolo classico, il sedano rapa,  le cime di rapa, i ravanelli, le rape,  le carote, lo scalogno e i finocchi, le zucche e i fagiolini. Evitare assolutamente  le verdure che appartengano alle Solanacee come, ad esempio, le melanzane, le patate, i peperoni, i peperoncini e i pomodori. Tra gli alimenti non contemplati in questa dieta sono compresi pure i funghi.

Il tipo di cottura per le verdure deve variare con frequenza (saltatura, lessatura, scottatura ed altre).

Circa il 15% del pasto occorre che contempli legumi oppure carni bianche oppure pesci con carni bianche. Fra i legumi consigliati ci sono i ceci, le lenticchie, tutti i tipi di soia, tutti i tipi di fagioli, piselli ecc.

Per quanto concerne le carni bianche, si consiglia di optare per tagli con pochissimi grassi, e per quanto concerne il pesce, sono senz’ altro da preferire i pesci di taglie piccole o medie. Assolutamente niente crostacei. Nel momento in cui si ingerisce carne o pesce (non più di quattro volte in una settimana) occorre evitare di mangiare contemporaneamente anche i legumi. Fra ciò che può essere assunto al posto della carne si consiglia il seitan ma anche le crocchette, quelle a base di soia.

Ancora un 10% dei pasti consumati durante le ventiquattro ore deve contemplare frutta stagionale, e preferibilmente fuori pasto. Deve, inoltre, essere evitato il consumo di frutta esotica o tropicale. Preferiamo le mele, le albicocche, le pesche, le prugne, le pere, l’ uva, i lamponi, e i mirtilli. La frutta secca occorre che sia assunta pochissimo ed è preferibile non mangiare le noci.

Possiamo assumere anche un po’ (solo un po’) di alghe marine (vanno benissimo lanori o la kombu) che si possono aggiungere alla cottura dei legumi o dei cereali.