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Dolori premestruali, da cosa dipendono e come alleviarli

I dolori premestruali sono una combinazione di disturbi non solo fisici, ma anche emotivi e psicologici, che si verificano una volta terminata l’ovulazione, ovvero con l’inizio del flusso mestruale. In questa fase compaiono dolori all’addome e pelvici che solitamente si manifestano circa 24 ore prima delle mestruazioni e raggiungono il picco di dolore quando inizia il flusso sanguigno, per poi scomparire pian piano dopo i primi giorni. Questi dolori variano da donna a donna, infatti in alcuni casi possono essere di breve durata e non particolarmente acuti, mentre in altri casi, possono essere molto forti da non permettere alla donna di svolgere le normali attività quotidiane avvertendo dolore anche nella parte bassa della schiena e nelle gambe.

In molte donne i dolori premestruali sono solo una conseguenza normale della sindrome premestruale causati principalmente dai livelli eccessivi di prostoglandine, ovvero delle sostanze molto simili agli ormoni che sono lagati al dolore ed anche alle infiammazioni. I dolori premestruali si manifestano tendenzialmente nella parte bassa dell’addome.

Cause

Le cause che scatenano i dolori premestruali non sono ancora chiare, ma sembrerebbero esserci diversi fattori che agendo in sinergia, provochino la comparsa dei fastidiosi sintomi. Uno dei fattori scatenanti più conosciuto è la carenza di magnesio, che da origine al mal di testa, ai crampi muscolari ad anche ai dolori dell’utero. Tale carenza è correlata ad un incremento di ormoni, come l’aldosterone, che regola i quantitativi dei sali minerali presenti nel nostro corpo.

 

Cause

Alla base della sindrome premestruale ci sono anche gli squilibri ormonali, infatti un innalzamento dei livelli di estrogeno ed anche della prolattina, è il responsabile dell’aumento di volume delle mammelle e del dolore che compare nel periodo mestruale, ed anche della ritenzione idrica che causa stitichezza ed aumento del peso corporeo. In questa fase diminuiscono la serotonina e la dopamina, ovvero le endorfine che regolano il tono dell’umore, ed è per questo che tendenzialmente la donna soffre anche di sbalzi di umore. La fese premestruale causa anche stati depressivi, che sono dovuti ad una carenza di vitamina B6, coinvolta nella sintesi della serotonina e dopamina. La dopomina a sua volta, ha un effetto inibitorio sulla prolattina, per tanto, quando si altera la produzione di tali endorfine, di conseguenza si scompensa anche la produzione della prolattina. Possiamo aggiungere con certezza, che nei giorni del ciclo mestruale, l’equilibrio ormonale viene a mancare, provocando un effetto a catena che va a scaturire i sintomi che abbiamo descritto sopra.

Non vi sono degli esami specifici che servono a determinare se una donna è affetta o meno da sindrome premestruale, il solo accorgimento che si può avere, è quello di tenere un diario personale, dove scrivere per almeno tre cicli, i sintomi che compaiono con il loro grado di intensità ed in quale momento della giornata, per verificare se esiste una periodicità, ovvero se gli stessi sintomi si ripresentano ogni volta con il ciclo mestruale e in che modo.

Attività fisica e alimentazione

Per alleviare i fastidiosi dolori premestruali, oltre ad una cura medica a base di FANS, ovvero di antinfiammatori, è consigliabile fare particolarmente attenzione all’alimentazione, al sonno ed anche all’attività fisica. L’attività fisica aiuta a combattere lo stress, perché attraverso il movimento il corpo si libera delle tossine ed in oltre ci aiuta a scaricare tutte le emozioni negative, e di conseguenza ad alleviare i dolori muscolari dovuti alla presenza di crampi. Durante il movimento il corpo rilascia endorfine che aumentano il senso di serenità e benessere non solo fisico ma anche psichico.Praticare attività fisica, ci aiuta a riposare meglio la notte, perché ha un effetto positivo sul nostro umore ed anche sul grado di irritabilità che tende a manifestarsi nei giorni di ciclo mestruale. Esistono alcuni cibi ed anche bevande che dovrebbero essere evitate in particolar modo nella seconda metà del ciclo mestruale, e questi sono:

  • Caffè
  • Coca-Cola
  • Alcolici
  • Alimenti che contengono zuccheri semplici

Ingerire zuccheri semplici, significa far rialzare improvvisamente la glicemia nel nostro sangue, che a loro volta influenza il normale rilascio dei neurotrasmettitori che sono i responsabili del nostro umore, ovvero la serotonina, adrenalina, dopamina e noradrenalina, ed inoltre aumentano il senso di fame. Anche il sale andrebbe usato con moderazione, perché questo favorisce la ritenzione idrica ed inoltre andrebbero evitati anche i grassi saturi, che tendono ad alzare i livelli degli estrogeni nel sangue.