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Eritrofobia, quella paura ossessiva di arrossire in volto

Eritrofobia, che viene chiamata anche ereutofobia, corrisponde alla paura ossessiva di arrossire in faccia. Si tratta di una parola che deriva da un termine greco, che significare rossore. Questo arrossimento che va a colpire il volto si concentra nello specifico sulle guance. Nella gran parte dei casi, la causa principale è legata ad iperemia che attacca i vasi capillari. Si tratta di una fobia che può insorgere in tante situazioni di disagio oppure di imbarazzo nei rapporti con le altre persone. Tante volte, sono le persone che hanno un carattere più timido e schivo, oppure sono molto emotive, ad essere colpiti da tale fobia. Infatti, queste persone potrebbero avere tanta paura di non essere in grado di non arrossire in certe situazioni interpersonali.

Quali sono le principali cause

Assumere una colorazione rossastra in volto può spesso far pensare di aver contratto qualche malattia. A volte si può pensare che tale arrossimento sia un vero e proprio sintomo di tale patologia. Nella maggior parte dei casi, però, non è così. Ad ogni modo, ci sono delle rarissime cause che possono comportare delle vampate di calore che fanno diventare il viso rosso. Si tratta del carcinoma, quando è associato a diarrea, dolori a livello addominale, palpitazioni e pressione bassa. Un altro esempio è la gravidanza, piuttosto che la menopausa oppure anche i farmaci per la cura del diabete. Infine, troviamo anche una possibile reazione allergica rispetto a certi cibi o all’alcol. Solamente nell’1% dei casi di arrossimento frequente si tratta di una causa patologica. Nella gran parte dei casi, quindi, tutto deriva da un problema di natura psicologica.

Le cause di natura psicologica

Le cause di natura psicologica

Spesso l’assunzione di farmaci, creme e altri rimedi, magari naturali, va solamente a coprire i sintomi. Non va, però, al tempo stesso ad estirpare quelle che sono le cause vere e proprie. La fobia di arrossire spesso può anche avere conseguenze sullo stato di salute del paziente. Infatti, l’emotività di quest’ultimo potrebbe essere danneggiata dal continuo stress e dal trauma dell’arrossimento. Ci sono varie cause che possono portare all’eritrofobia e che non hanno natura patologica. Si tratta, ad esempio, della mancanza cronica di autostima. Anche la paura continua di subire giudizi dalle altre persone può essere una motivazione valida. Inoltre, può scatenare eritrofobia anche uno stile di vita molto stressante, così come un’eccessiva durezza nei propri confronti. Anche la paura sempre presente di poter fallire nelle attività che si svolgono, oppure il desiderio di essere sempre perfetti o accettati. Si tratta di problematiche psicologiche che si ripercuotono anche dal punto di vista fisico. Per questo motivo sono state ribattezzate patologie psicosomatiche. Alcuni pazienti possono avere a che fare con conseguenze come ulcere, acne, insonnia e stanchezza cronica. Altre, invece, hanno proprio il problema dell’arrossimento.

Anche l’intervento chirurgico è sconsigliato

In alcuni casi viene consigliato anche lo svolgimento di un’operazione chirurgica che prende il nome di simpatectomia toracica endoscopica. Si tratta di un’operazione che non risulta essere la scelta più azzeccata spesso. Infatti, non va in alcun modo a risolvere le cause principali, ma permette esclusivamente di bloccare i sintomi. Tra l’altro i rischi e gli effetti collaterali non la rendono un intervento particolarmente semplice. Anche in seguito all’operazione chirurgica, infatti, il paziente può avere costantemente paura di subire i giudizi delle altre persone. Vivendo di continuo con tale fobia, allora l’arrossimento del viso si può sicuramente ripresentare anche in caso di operazione chirurgica. Questo intervento mira a bloccare certe reazioni del sistema nervoso. Permette sicuramente di arrossire di meno, ma l’organismo riuscirà comunque a trovare un’altra vita per esprimere il suo disagio.

Eritrofobia e conseguenze sulla vita dei pazienti

L’eritrofobia può avere delle conseguenze molto importanti sulla vita dei pazienti. Infatti, sia le attività di ogni giorno che le scelte, ma anche il futuro possono essere notevolmente condizionati. Tali conseguenze si possono tra l’altro suddividere in due grosse categorie. Stiamo facendo riferimento alle conseguenze immediate e a quelle che, invece, insorgono nel lungo periodo. Immediatamente il paziente presenta angoscia e una notevole sensazione di non essere adeguato al contesto in cui vive. Colui che soffre di eritrofobia sa alla perfezione che sta per arrossire. Sa altrettanto bene che non può nulla per evitarlo. Per questa ragione finisce nella disperazione più totale. L’unica cosa che vorrebbe, infatti, è quella di correre a nascondersi da tutti il prima possibile. In seguito a tale esperienza, il paziente vorrà evitare il più possibile di trovarsi anche in questo tipo di situazioni.