Fibrinogeno alto in gravidanza: ecco cosa può voler dire

Fibrinogeno alto

Il fibrinogeno è un elemento del nostro organismo che viene attivato durante il processo di coagulazione del sangue, e viene ordinariamente sintetizzato dal fegato. Durante la gravidanza e in altre condizioni della vita umana, i livelli possono innalzarsi a livelli anche molto elevati.

Quando si può parlare di fibrinogeno alto

Quando si può parlare di Fibrinogeno alto

Prima di comprendere più nel dettaglio che cosa significhi avere il fibrinogeno alto in gravidanza, ricordiamo che di norma si può parlare di una condizione di fibrinogeno alto se durante una comune analisi del sangue si riscontra una concentrazione che supera i valori fisiologici di 1,5 – 4 grammi per ogni litro di sangue.

Sintomi del fibrinogeno alto

Difficilmente al fibrinogeno alto possono essere associati dei sintomi specifici. Ne consegue che è purtroppo molto difficile – o impossibile! – che il proprio medico possa rendersi conto dei valori elevati del fibrinogeno se non vi è un’analisi del sangue che possa supportare tale evidenza.

Cause del fibrinogeno alto

Tralasciando per un momento lo stato di gravidanza, possiamo certamente anticipare come il numero di cause che possono indurre a un incremento della concentrazione di fibrinogeno nel sangue siano molto diverse. Una delle più comuni è certamente il processo infiammatorio in atto nel nostro organismo: non è assolutamente necessario che si tratti di un’infiammazione grave, poichè è sufficiente un mal di gola per poter variare i livelli di tale elemento.

Tra le altre cause, anche l’uso di contraccettivi orali, che aumentano i livelli di fibrinogeno a causa della presenza degli estrogeni, e ancora l’età anagrafica: invecchiando, infatti, la concentrazione ematica di fibrinogeno tende ad aumentare, considerato che vi è una compromissione del suo meccanismo di eliminazione.

Cause del Fibrinogeno alto

Ulteriormente, i livelli di fibrinogeno crescono con l’aumentare dell’indice di massa corporea, e se l’individuo ha il vizio del fumo: il fumo genera infatti un continuo processo infiammatorio a livello dei bronchi e dei vasi sanguigni, ricollegandosi pertanto alla prima causa che abbiamo avuto modo di esaminare. Vi sono infine altre cause più serie, come l’epatite, le ustioni o alcune tipologie di tumori.

Perchè il fibrinogeno aumenta in gravidanza

Giungiamo quindi al punto centrale del nostro approfondimento. Ovvero: perchè in gravidanza si avverte un fibrinogeno alto? Le cause che determinano un incremento del fibrinogeno nella dolce attesa (peraltro, i suoi livelli aumentano gradualmente man mano che trascorrono i mesi) sono ben note: l’aumento del fibrinogeno costituisce infatti una sorta di protezione del corpo, che si “prepara” all’emorragia del parto. Una delle principali funzioni del fibrinogeno è infatti quella di promuovere l’emostasi, ovvero la coagulazione del sangue, e dunque i suoi incrementi sono strettamente correlati all’evento legato al parto stesso.

Ad ogni modo, il fatto che i livelli di fibrinogeno incrementino “naturalmente” durante il parto, non deve lasciar intendere che non debbano essere monitorati o oggetto di attenzione. È infatti necessario che i livelli non superino in modo significativo il limite di 7 g/L: in caso contrario, potrebbero esservi potenziali rischi di andare incontro a gravi situazioni pregiudizievoli, come il distacco della placenta o l’aborto.

Perchè il Fibrinogeno aumenta in gravidanza

Come abbassare i livelli di fibrinogeno

Se avete un livello alto di fibrinogeno, ci sono diverse strategie che potete adottare per abbassare la sua soglia (naturalmente, dovete parlarne con il medico). In primo luogo, è bene sempre ricordare che se il fibrinogeno alto è determinato da una malattia, è curando la patologia che andrete a ripristinare i livelli congrui di tale elemento. Negli altri casi, potete provare a cambiare il vostro stile di vita, cercando magari di contenere l’indice di massa corporea entro i 25 Kg/m2, e praticando un’attività aerobica leggera e costante. Potete inoltre correggere la vostra alimentazione, privilegiando l’assunzione di alimenti ricchi di acidi grassi omega-3 e omega-6.

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Roberta Gammella. Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. E’ registrata all’Ordine Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e Provincia