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Ganoderma, né bufala, né miracolo

Il ganoderma, sembra che al giorno d’oggi su Internet e su altri media non si parli d’altro. Proprietà miracolose? Bufala galattica? Né le une né l’altra. Ma vediamolo insieme.

La verità sul ganoderma non è quella della bufala, ma neanche del fungo miracoloso, è tutta un’altra, però può avere aspetti tanto interessanti da dargli il giusto valore.

Il ganoderma… cos’è?

Sempre più sovente sentiamo discutere del ganoderma lucidum, questo fungo che sembrerebbe dotato di tantissime qualità benefiche che sarebbero state messe in risalto dai social network che oggi possono esaltare o bocciare in modo spesso un po’ eccessivo un prodotto, come una persona o come, in questo caso, un semplice vegetale. Quindi, liberi dagli eccessi di un social network, cerchiamo di vedere con lucida obbiettività quali possono essere le proprietà benefiche di questo fungo balzato agli onori della cronaca così repentinamente, quali le applicazioni che può trovare per la salute dell’uomo e quali eventuali effetti collaterali indesiderati e controindicazioni può avere.

Chiamato anche reishi, è il tipicissimo fungo parassita che vive “alle spalle” dei castagni e delle querce, laddove si “lega” alla loro corteccia. Ha una consistenza alquanto legnosa e dura e non è un fungo commestibile direttamente: per i fini per i quali si utilizza, difatti, è necessario ricorrere alla polvere essicata che ne si ottiene. Il cappello ha discrete dimensioni, potendo avere un diametro fino ai circa quindici centimetri, e la sua superficie ha un colore marrone che potremmo definire come “laccato”. La sua vita va dalla primavera avanzata fino quasi alla fine dell’autunno, periodo nel quale si “attacca” alla base di alberi di ulivo o di latifoglie. Occorre specificare, però, che le sostanze ricavate dal ganoderma che si trovano in vendita vengono da funghi coltivati: le coltivazioni del ganoderma si trovano più che altro in Estremo Oriente, principalmente in Giappone ed in Cina.

Il ganoderma ed i “webeti”

Quindi, come abbiamo già specificato, il ganoderma (o reishi) è attualmente sotto i riflettori per quella parte di utenza che ama credere al “rimedio miracoloso”, al “fungo dalle capacità quasi magiche” e, a sentire questi “creduloni del web” esso è reputato come la “soluzione totale per tutti i problemi relativi alla salute dell’uomo”, dal problema più banale (un raffreddore, un’influenza) fino a quello più drammatico e complesso (carcinomi, malattie autoimmuni, ecc.).

Ecco, abbiamo voluto inserire questo piccolo inciso perché questo è uno schema, tanto caro a certa popolazione del web, che può indurre, anche pericolosamente, a commettere taluni errori in temi importanti come la salute dell’uomo. Questo schema fa leva sulla “credulità” di una buona parte dell’utenza “internettiana” che, però, guarda caso, fa buon gioco alle ditte che producono o commercializzano certi prodotti che, badate bene, possono senz’altro possedere ottime proprietà benefiche, ma che in questo modo, per favorirne la vendita su più larga scala, vengono proposti come “miracolosi”.

Però il ganoderma NON è una “bufala”

Tutto questo ovviamente non indica che tutte le proprietà benefiche del ganoderma siano una “bufala”, anzi, tutt’altro. Che spesso i funghi possiedano delle meravigliose proprietà benefiche per la salute dell’organismo umano è cosa ben conosciuta da tutti e da tempo. Vogliamo fare un esempio? Esistono due altri funghi, dal nome strano, shitake (nome scientifico: Lentinula edodes) e maitake (nome scientifico: Grifola frondosa) che sono famosi da sempre non tanto e non solo per le ottime caratteristiche di natura gastronomica ed organolettica, ma anche di natura curativa, e, precisamente, immunostimolante, antiossidante ed antivirale. Ecco che, con un interesse meglio mediato dalla obbiettività, possiamo passare a condividere la conoscenza di questo fungo, il ganoderma, che, al di là delle mistificatrici frottole di carattere commerciale, reste pur sempre un gradito regalo di madre Natura.

Il ganoderma, la sua forma commerciale e le sue proprietà

Ma torniamo al ganoderma, e parliamone in modo più assennato. Abbiamo visto già in precedenza che per gli scopi curativi si ricorre alla sua polvere, seguendo un metodo preparatorio di tipo tradizionale: il ganoderma subisce un processo di essiccazione, il prodotto essiccato viene successivamente sottoposto ad un processo di macerazione e quindi sbriciolato in una finissima polvere, la quale viene ancora ulteriormente passata al setaccio per poter acquisire una consistenza di tipo farinoso. Soffice.Con questa polvere si possono preparare liquori, decotti ed infusi, ma anche, con un procedimento di tipo industriale, anche delle compresse. La proprietà più conosciuta è quella antiinfiammatoria, ma se ne decantano anche degli effetti antitumorali: ecco, riguardo a quest’ultimo aspetto preferiamo sottolineare con vigore che sono in corso studi ed approfondimenti di carattere scientifico prima del termine e dei risultati dei quali noi preferiamo non avallare questa proprietà.

Altre caratteristiche di natura curativa, che sono da associare al grosso contenuto in polisaccaridi del ganoderma, sono la stimolazione del sistema immunitario. Ancora la presenza di peptidi Lz – 8 donano al ganoderma e quindi ai prodotti che se ne ricavano, la capacità di regolazione della pressione arteriosa e di riduzione del colesterolo (quello “cattivo”).

Il ganoderma contiene anche molto germanio organico che possiede ottime caratteristiche di natura antivirale ed antiinfiammatoria. E’ ricco, inoltre, di acidi ganoderici ed oleici e, oltretutto, pare che contrasti anche il rilascio di istamina, per cui potrebbe risultare anche efficace nel contrastare qualche blanda reazione allergica. Possiamo anche aggiungere che qualcuno degli effetti del ganoderma descritto dalla medicina cinese tradizionale pare che trovi riscontro anche su base scientifica, se non altro, per ora, stando a studi che sono stati effettuati in vitro. Come precedentemente sottolineato, anche per questo aspetto è sempre preferibile aspettare che la scienza confermi pubblicamente certe affermazioni.

In ogni caso, ma questo vale anche per i farmaci approvati, si consiglia sempre di evitare automedicazioni e, quindi, di richiedere sempre un consiglio al proprio medico di fiducia o, se del caso, allo specialista della malattia che intendiamo curare: oltretutto sono sempre in agguato possibili interazioni specifiche con farmaci e terapie in corso, oltre che, naturalmente, effetti collaterali non desiderati e controindicazioni.

Cosa contiene il ganoderma

Questo fungo dalla consistenza coriacea, il ganoderma lucidum, è estremamente ricco in tannino (quindi il pregio dal punto di vista gastronomico non è un granché elevato) e ama vivere sul legno che di decompone degli alberi, preferenzialmente, come già scritto, castagno o quercia. Le coltivazioni più intense, come descritto, esistono in Giappone ed in Cina. In Estremo Oriente avviene anche la sua trasformazione industriale nei preparati che poi vengono commercializzati ad uso farmacologico (compresse, decotti, unguenti, polvere, infusi, ecc.). La medicina cinese tradizionale attribuisce all’assunzione dei prodotti derivati dal ganoderma la proprietà di regolare i livelli di colesterolo, di normalizzare i livelli glicemici, di regolarizzare il battito del cuore e, più in generale, di infondere longevità e salute.

Fra i suoi principi attivi (pare se ne contino oltre duecento) che al giorno d’oggi si attribuiscono al ganoderma, ricordiamo i principali: i beta – glucani (le pareti cellulari dei funghi ne è formata per circa il sessanta percento) i quali incrementano il senso di pienezza gastrica, aiutano l’intestino a svuotarsi, regolano gli equilibri della flora batterica intestinale, oltre a regolare i livelli di colesterolo e di zuccheri nel sangue.

Tanto in modo diretto, quindi, che in modo indiretto, i beta – glucani sono utili per la prevenzione delle patologie di natura metabolica, incrementano l’efficienza dei sistemi immunitari, riducono la rischiosità di eventi allergici e di intolleranza. Oltre ai beta – glucani ricordiamo anche un altro principio attivo, i triterpeni che riescono a ridurre le reazioni di natura allergica grazie ad un meccanismo di limitazione della produzione dell’istamina, migliorano i processi metabolici delle cellule e favoriscono la funzionalità del fegato.

Quindi, volendo dar credito a queste tesi della medicina asiatica tradizionale, il fungo ganoderma potrebbe curare una nutrita schiera di problemi di salute e malattie. Come non ci stancheremo mai di sottolineare non tutte queste tesi hanno ancora trovato conferme nelle evidenze scientifiche e quindi ne noi ne altri ancora possono assicurare che l’assunzione di questi derivati del fungo portino i risultati che ci si prefigge di ottenere.

In ogni caso, sempre ripetendo fino alla noia che l’assunzione anche di un rimedio naturale come questo richiede necessariamente il consiglio di un medico, riassumiamo qui, di seguito, le applicazioni più comuni del derivati del ganoderma:

  1. Le infiammazioni: il contenuto di sostanze da effetti simil – cortisonici, pare che il ganoderma lucidum possa trattare con efficacia qualsiasi processo infiammatorio, riducendo contemporaneamente dolori, gonfiori eventuali ed accelerando il processo di guarigione;
  2. Pressione arteriosa e colesterolo: esplicando una buona parte delle sue funzioni a livello dell’apparato vascolare riducendone la pressione arteriosa, i prodotti derivati dal ganoderma sono l’ideale per trattare l’ipertensione. Il contrasto al colesterolo cattivo “pulisce” vene ed arterie, preservandole da fenomeni ostruttivi ed aiuta, di conseguenza, la prevenzione di malattie gravi, come ictus ed infarto. Poiché possiede anche principi attivi funzionali alla fluidità del circolo sanguigno, il ganoderma aiuta anche nella prevenzione di fenomeni trombotici.
  3. Il sistema immunitario: i rimedi a base di ganoderma sono ricchi di proteine che stimolano le funzioni del sistema immunitario, incentivano le funzioni dei linfociti di tipo T e delle cellule conosciute come “Natural Killer”. Dei test scientifici pare confermino anche una azione antivirale, nel dettaglio contro i virus influenzale e dell’herpes di tipo simplex, oltre che contro alcune micosi come, ad esempio, la candidosi. La stimolazione del sistema immunitario unitamente al potere simil cortisonico i derivati del fungo potrebbero limitare la sintomatologia di qualche blanda reazione allergica, anche facendo rientrare entro livelli fisiologici il rilascio di istamina. Ad esempio gli effetti degli acidi ganoderici contro fenomeni di orticaria.
  4. Bruciare i grassi e controllare il peso: l’accelerazione del metabolismo dovuta a certi principi attivi del ganoderma pare possa aiutare a bruciare più efficacemente e velocemente i grassi, aiutando l’effettuazione di una dieta. Attenti, però, agli effetti già presenti sulla glicemia.