Gelsomino rampicante: profumata soluzione per il giardino

gelsomino rampicante

Il gelsomino rampicante è una pianta perenne che è perfetta per ricoprire pergolati, muretti e recinzioni di separazione o anche da tenere in casa. Esso ha un profumo delizioso e è di semplice coltivazione. Ecco come.

Gelsominogelsomino rampicante

Il gelsomino rampicante è un arbusto perenne che appartiene alla categoria dei Jasminum, della famiglia delle Oleaceae cu appartiene anche l’ulivo. Esso è originario del bacino del Mediterraneo, del Medio Oriente e di paesi asiatici come Cina e India. L’etimologia del termine “gelsomino” deriva dall’arabo e ha come significato “dono di Dio” e da sempre è considerato simbolo della purezza e della femminilità.

Il gelsomino rampicante è molto apprezzato perché si adatta bene sia ad essere piantato in giardini, parchi, sia ad essere tenuto in vaso su terrazzi o in ambienti interni, come un appartamento. Questa specie è semplice da coltivare, infatti non prevede cure particolari. Esso è versatile e piuttosto resistente. Non è raro che venga anche usato per la creazione di siepi o meglio come rivestimento di cancellate e muretti, ricreando barriere naturali utili per mantenere la privacy nel proprio giardinetto.

Dove mettere il gelsomino rampicantedove mettere il gelsomino rampicante

Il gelsomino rampicante si adatta bene a differenti climi e ambienti. È semplice da coltivare e può regalare davvero grandi soddisfazioni con uno sforzo minimo, anche per chi non ha molto tempo o passione particolare per il giardinaggio. Per piantare poi in terra il gelsomino è bene scegliere un posto ben soleggiato e luminoso in quanto questo tipo di pianta preferisce la luce diretta del sole. Se si desidera invece mettere la pianta in casa è opportuno posizionare la pianta vicino alle finestre o a fonti di luce naturale.

Il gelsomino rampicante non è che non cresca in zone di mezza ombra, semplicemente il sole favorisce una migliore fioritura, che è lo scopo principale di chi sceglie di coltivare questa pianta. Almeno qualche ora di sole diretto di conseguenza è opportuno vi sia. In estate, quando le temperature sono elevate, il gelsomino non soffre in alcun modo, viceversa quando è freddo ha una resistenza limitata.

 

Temperature troppo gelide, al di sotto dello zero termico, possono determinare la perdita delle foglie della pianta. Per questo motivo in inverno, se la pianta è all’esterno, sarebbe meglio coprirla in modo da tenerla al riparo dal gelo. In particolare è bene preoccuparsi di coprire almeno la base, cosicché siano protette le sue radici, che sono molto delicate. Un altro nemico della pianta di gelsomino rampicante, accanto al freddo, è il vento forte. Esso infatti può indebolire la pianta, riducendone la fioritura. Non a caso il posto perfetto è nelle vicinanze di un muro, o alle spalle arbusti grandi che la proteggono.

Irrigazioneirrigazione del gelsomino rampicante

La pianta come irrigazione non è particolarmente esigente, il gelsomino rampicante infatti resiste senza problemi anche a periodi lunghi di siccità; al contrario sono assolutamente da evitare ristagni idrici, che possono determinare numerosi problemi alla salute della pianta. L’annaffiatura corretta è nei periodi estivi equivalente a due volte alla settimana, attendendo tra una e l’altra annaffiatura che il terreno sia ben asciutto.

Terreno e concime

Il terreno adatto al gelsomino rampicante è una terra ricca di sostanze organiche, fertile e ben drenata. Prima di piantare quindi la pianta è meglio vangare il terreno, aggiungendo possibilmente della sabbia e dell’argilla, in modo da favorire il drenaggio. In vaso invece mescolate il terriccio universale da giardino con della torba e della sabbia. L’ideale, per uno sviluppo ancora migliore in entrambi i casi, sarebbe quello di aggiungere alla terra delle foglie in decomposizione, che nutrono a fondo le radici della pianta, che d’altronde non richiede particolare concimazione.

Ogni tanto inoltre per garantire una fioritura abbondante, omogenea e duratura, soprattutto in primavera e in estate, è opportuno usare del concime liquido contenente azoto, potassio e fosforo. Questo sarà somministrato con l’acqua durante l’annaffiatura. Durante l’inverno invece la concimazione è meglio sia organica, cioè sostanzialmente unendo alla terra del letame. Concimando in questo modo la terra in primavera e in inverno la pianta crescerà rigogliosa e forte.

Potatura e riproduzionegelsomino rampicante: potatura e riproduzione

Per garantirsi una pianta ordinata e sotto controllo come espansione è meglio eseguire delle potature stagionali. Per riprodurla sarà altresì sufficiente effettuare la taleazione: si tagliano dei rami legnosi della pianta, lunghi circa 8 cm, e si piantano nel terreno. La pianta è molto prolifera, di conseguenza le radici cresceranno rapidamente.

I fiori di gelsomino

I fiori di gelsomino oltre ad essere belli e profumati hanno diverse proprietà officinali. Essi quindi vengono usati in campo erboristico e omeopatico per curare il raffreddore e l’influenza. Anche in aromaterapia e in ambito cosmetico esso la fa da protagonista, grazie in particolare al suo delizioso e gradevole profumo, nonché per le sue proprietà anti-età, per la sua capacità di tonificare la pelle e combattere screpolature e arrossamenti. L’olio essenziale di gelsomino rampicante viene somministrato solo ad uso topico, per alleviare la depressione e per rilassanti bagni caldi. Anticamente il suo olio essenziale veniva utilizzato per i suoi effetti benefici per quel che riguarda i disturbi sessuali: non è un caso se veniva definito “fiore dell’amore”.

 

Tipologie di gelsomino rampicante

Le tipologie più diffuse di gelsomino sono:

  • Gelsomino officinale: il comune gelsomino con fiori bianchi piccoli e profumati, resistente al freddo.
  • Gelsomino grandiflorum: o gelsomino di Spagna, con una fioritura lunga che va da maggio a dicembre nei giusti climi.
  • Gelsomino: polyanthum: profumatissimo con fiori a grappolo.
  • Gelsomino angulare: sempreverde con fiori bianchi.
  • Gelsomino beesianum: con piccoli fiorellini rossi.
  • Gelsomino tortuosum

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Roberta Gammella. Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. E’ registrata all’Ordine Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e Provincia